Dacia rafforza la sua presenza nel segmento C con una proposta pensata per uscire dagli schemi più tradizionali. La nuova Striker non è l’ennesimo suv compatto, ma un crossover trasversale, sviluppato per unire caratteristiche solitamente associate a categorie di vetture molto diverse tra loro: la posizione di guida rialzata e la robustezza di una sport utility, la capacità di carico di una station wagon e l’efficienza aerodinamica di una berlina.
Il nome Striker richiama l’idea di “centrare l’obiettivo”: proporre un modello razionale, accessibile e versatile, capace di offrire spazio, praticità e tecnologia senza rincorrere le logiche, spesso più costose, dei suv convenzionali. La nuova arrivata, complementare alla Bigster, rappresenta un tassello importante nella strategia Dacia, che punta a far crescere il peso del segmento C nelle proprie vendite europee entro il 2030.
E’ lunga 4,62 metri, l’altezza da terra raggiunge i 20 centimetri sulle versioni a trazione integrale e i 19 centimetri su quelle a trazione anteriore, mentre l’altezza complessiva si ferma a 1,53 metri. Ne deriva una silhouette più bassa e filante rispetto a molti C-SUV, con un coefficiente aerodinamico dichiarato di 0,29.
Anche il design è frutto di questo equilibrio. La parte superiore della carrozzeria, con parabrezza inclinato, tetto allungato e lunotto spiovente, punta su efficienza e dinamismo. La zona inferiore, invece, comunica solidità attraverso superfici più verticali, protezioni marcate, quasi da fuoristrada e volumi robusti. A caratterizzare frontale e coda debutta la nuova firma luminosa a led a forma di “T”, integrata nella calandra nero lucido e nella fascia posteriore con scritta Dacia in rilievo. Le barre sul tetto integrate e le ruote da 17, 18 o 19 pollici completano un’immagine concreta ed essenziale, ma indubbiamente più curata rispetto al passato.
L’abitacolo segue la stessa filosofia: niente effetti speciali fini a sé stessi, ma soluzioni pensate per semplificare l’uso quotidiano. La plancia è sviluppata su tre livelli, con materiali tessili nelle zone più vicine agli occupanti, comandi fisici per le funzioni principali e un’interfaccia digitale affidata al touchscreen centrale da 10,1 pollici, di serie su tutta la gamma. Il quadro strumenti digitale LightVisio da 7 pollici utilizza una tecnologia a riflessione ottica per visualizzare le informazioni principali in modo chiaro e poco invasivo.
Non mancano le soluzioni tipiche di Dacia, semplici ma intelligenti. Il sistema YouClip mette a disposizione fino a nove punti di fissaggio per accessori, mentre un passacavo integrato aiuta a mantenere ordinato l’abitacolo. C’è anche una spatola per rimuovere il ghiaccio dal parabrezza, nascosta nella plancia e invisibile a porta chiusa, ma sempre a portata di mano.
La vocazione da familiare emerge soprattutto nella gestione dello spazio. Il bagagliaio arriva fino a 600 litri e introduce soluzioni pratiche come il portellone motorizzato con apertura automatica senza contatto, il copribagagli rigido diviso in due parti, il pianale regolabile in tre sezioni e il sistema Easy Fold, che permette di abbattere i sedili posteriori direttamente dal vano di carico. Da notare il simpatico easter egg che indica le dimensioni esatte del vano bagagli all’apertura del portellone, così da sapere, in caso di trasloco, cosa effettivamente si può caricare. Anche il comfort di bordo è stato oggetto di attenzione, con vetri anteriori più spessi, materiali fonoassorbenti, tetto panoramico in vetro a bassa emissività e, per la prima volta su una Dacia, il sistema Autohold.
La gamma si articola in quattro allestimenti. Essential, quello d’accesso, già dotato di display da 10,1 pollici, servizi connessi, retrocamera e quadro digitale. Expression aggiunge climatizzatore automatico bi-zona, freno di stazionamento elettrico, bracciolo centrale e bocchette posteriori. Extreme, punta sull’anima outdoor, con tetto panoramico, selleria lavabile, tappetini in gomma e controllo della velocità in discesa. Journey, invece, privilegia il comfort nei lunghi viaggi, con portellone motorizzato, sedile guida elettrico, volante e sedili anteriori riscaldati e caricatore wireless per smartphone.
L’offerta tecnica è interamente elettrificata e comprende soluzioni multi-energia. La mild hybrid-G 140 abbina il tre cilindri 1.2 turbo a un sistema mild hybrid a 48 volt e alla doppia alimentazione benzina/GPL. La hybrid 155 utilizza un quattro cilindri 1.8 benzina, due motori elettrici, una batteria da 1,4 kWh e un cambio automatico elettrificato, una soluzione che in città consente di viaggiare fino all’80% del tempo in modalità elettrica. Al vertice si posiziona la hybrid 150 4×4, che combina il 1.2 mild hybrid sull’asse anteriore con un motore elettrico posteriore da 31 CV, per una trazione integrale automatica che interviene quando serve.
Dacia dichiara un peso intorno ai 1.400 kg, dato ancora provvisorio in attesa di omologazione e sottolinea anche il lavoro svolto sui materiali: oltre il 32% della vettura proviene dall’economia circolare, mentre sulla versione Extreme sono presenti 47 kg di plastiche riciclate. È un altro tassello della strategia Eco-Smart del marchio, che punta a ridurre sprechi, peso e costi senza trasformare la sostenibilità in un elemento di lusso.
La nuova Striker non è soltanto un’alternativa più accessibile ai SUV compatti, ma anche una vettura più leggera, efficiente e funzionale. Una Dacia nel senso più autentico del termine: razionale nella sostanza, più matura nell’immagine e costruita intorno a ciò che serve davvero nella vita di tutti i giorni. Con un listino che parte da poco meno di 25.000€, sarà il crossover da battere in termini di rapporto qualità prezzo.
Testo di Francesco Traino
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