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Bizzarrini 5300 Aperta Lusso, la targa immaginata da Giotto e Giugiaro diventa realtà

di Marco Triulzi - 08/07/2026

La nuova Bizzarrini 5300 Aperta Lusso è la realizzazione di un’idea concepita oltre sessant’anni fa da Giotto Bizzarrini e Giorgetto Giugiaro, rimasta fino a oggi confinata nei disegni d’archivio. Con questa vettura prende forma il primo modello completamente nuovo prodotto da Bizzarrini dai tempi della storica 5300 GT degli anni Sessanta. Non si tratta di un semplice esercizio nostalgico, ma del simbolo della rinascita di uno dei marchi più affascinanti dell’automobilismo italiano, oggi tornato operativo con l’obiettivo di coniugare patrimonio storico, artigianalità e tecnologia contemporanea.

La nuova Bizzarrini

Dopo decenni di inattività, il marchio Bizzarrini è tornato sulla scena grazie a una nuova proprietà internazionale che ha deciso di riportare in vita il nome fondato da Giotto Bizzarrini, uno dei più brillanti ingegneri italiani del Novecento. Il progetto industriale punta a recuperare l’eredità tecnica e stilistica della Casa livornese attraverso vetture prodotte in serie limitatissima, costruite artigianalmente e rivolte a un ristretto numero di collezionisti.

La 5300 Aperta Lusso rappresenta il secondo tassello di questo percorso, dopo la 5300 GT Corsa Revival, e costituisce un ponte verso la futura hypercar Giotto Hyper GT, destinata a rappresentare il volto più moderno del marchio.

Anticipava il concetto di Targa

Per comprendere il significato della nuova Aperta Lusso bisogna tornare al 1961. In quell’anno Giotto Bizzarrini lasciò Ferrari insieme ad altri tecnici durante la celebre “rivolta di Palazzo”, dando vita a una propria attività di progettazione. Geniale ingegnere e raffinato aerodinamico, Bizzarrini firmò alcune delle automobili più importanti della storia italiana. Suo il contributo determinante alla Ferrari 250 GTO, così come la progettazione della Iso Grifo e soprattutto della Bizzarrini 5300 GT Corsa, vettura capace di conquistare la vittoria di categoria alla 24 Ore di Le Mans del 1965.

 

Fin dall’inizio il progettista livornese immaginava anche una versione aperta della sua gran turismo. Nel 1962 il giovane Giorgetto Giugiaro, allora in Bertone, disegnò un’elegante interpretazione caratterizzata da un originale arco strutturale e da due pannelli del tetto removibili, soluzione che anticipava di anni il concetto di targa, poi fatto proprio da Porsche.

La priorità assoluta della piccola azienda, tuttavia, era rappresentata dalle competizioni. Quel progetto rimase quindi nei cassetti fino alla chiusura dell’azienda, avvenuta nel 1969.

Un progetto ritrovato negli archivi

È proprio da quei disegni originali che nasce oggi la 5300 Aperta Lusso. Il Centro Stile di Giugiaro ha sviluppato il concept originale utilizzando materiali e tecnologie del XXI secolo, mantenendo però intatto il linguaggio stilistico degli anni Sessanta. L’obiettivo dichiarato non era realizzare una moderna supercar travestita da classica, ma costruire una vera “Nuova Classica”: una vettura che, alla vista, sembri appena uscita dall’officina di Giotto Bizzarrini, offrendo però affidabilità, qualità costruttiva e comfort adeguati agli standard attuali.

Lusso italiano e tecnologia invisibile

L’abitacolo viene realizzato completamente a mano con pellami di pregio e tessuti sviluppati insieme a Zegna, mentre la plancia nasce da un unico blocco di acero europeo rifinito artigianalmente. Non mancano climatizzatore, ricarica MagSafe, impianto audio compatibile con Apple CarPlay e finestrature senza cornice con moderne guarnizioni per migliorare isolamento acustico e impermeabilità.

 

Il primo esemplare, denominato La Dolce Vita, è stato commissionato da un cliente italiano che desiderava un’automobile capace di restituire il piacere autentico della guida, lontano dalla frenesia e dalla continua connessione digitale. Persino la tinta della carrozzeria, battezzata Azzurro Gaia, richiama il Mar Ligure e rende omaggio alla figlia del proprietario.

Meccanica fedele allo spirito originale

Sotto la carrozzeria in composito di fibra di carbonio, irrigidita da una struttura centrale in acciaio aeronautico, vive una meccanica che riprende fedelmente la filosofia di Giotto Bizzarrini. Il motore è un V8 aspirato da 5,3 litri in posizione anteriore-centrale, capace di sviluppare oltre 400 cv, abbinato a un cambio manuale Tremec a cinque rapporti. La velocità massima supera i 280 km/h.

Le sospensioni adottano uno schema a doppi triangoli sovrapposti su entrambi gli assi, mentre i cerchi Campagnolo in magnesio con fissaggio centrale montano pneumatici Pirelli sviluppati per garantire un comportamento autentico ma con livelli di aderenza contemporanei. L’impianto frenante mantiene una soluzione cara alle vetture da competizione dell’epoca, con dischi posteriori montati “inboard” e assenza del servofreno, per offrire un feeling diretto e puramente meccanico.

Solo dieci esemplari

La produzione sarà limitata inizialmente ad appena dieci vetture, tutte costruite artigianalmente secondo le richieste dei rispettivi proprietari. Più che una supercar destinata ai circuiti, la 5300 Aperta Lusso nasce per i grandi itinerari panoramici della Riviera italiana. Una granturismo esclusiva pensata per chi considera la guida un’esperienza da vivere senza filtri, riportando in strada un capitolo rimasto incompiuto della storia dell’automobile italiana.

Bizzarrini Aperta Lusso

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