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Auto elettriche: nel 2035 ci faranno risparmiare 41,5 milioni di barili di petrolio?

di Redazione - 26/06/2026

In breve

  • Il Libro Bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E stima che al 2035 l’Italia avrà un parco circolante elettrico e plug-in di circa 8 milioni di veicoli.
  • Le importazioni petrolifere potrebbero ridursi di oltre 34 milioni di barili l’anno, per un valore stimato tra 2,4 e 2,9 miliardi di euro annui.
  • Lo Scenario Conservativo prevede 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di ibridi plug-in, con quasi 133.000 punti di ricarica pubblici.
  • Lo Scenario Accelerato prevede 6,8 milioni di veicoli elettrici e 2,4 milioni di ibridi plug-in, con oltre 164.000 punti di ricarica pubblici.
  • Il risparmio di petrolio stimato va da 34,6 a 41,5 milioni di barili all’anno.

L’analisi di Motus-E

Entro il 2035, l’Italia potrà contare su un parco circolante di auto elettriche e plug-in composto da circa 8 milioni di veicoli. Grazie a questa tipologia di vetture “alla spina” sarà possibile diminuire le importazioni petrolifere di oltre 34 milioni di barili all’anno, per un valore complessivo stimato tra i 2,4 e i 2,9 miliardi di euro annui.

È il dato principale del nuovo Libro Bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E, presentato a Roma in occasione della conferenza “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità”. A partire dall’attuale circolante elettrico e plug-in italiano, che ammonta a 830mila veicoli tra auto, furgoni e camion, contando circa 78mila punti di ricarica a uso pubblico, l’analisi dell’associazione italiana, nata per accelerare il cambiamento verso la mobilità elettrica, propone per il futuro due differenti scenari: uno conservativo e uno accelerato.

Lo Scenario conservativo

Presuppone la continuità del quadro legislativo vigente, l’assenza di incentivi statali per i veicoli leggeri, un’attivazione parziale dei finanziamenti Pnrr per l’infrastruttura di ricarica, la conferma dei fondi già previsti per i veicoli elettrici commerciali e pesanti, e un ritardo di quattro anni dell’Italia per raggiungere la quota di mercato media europea delle auto elettriche.

Nel primo trimestre del 2026, lo ricordiamo, la market share italiana delle auto elettriche si è attestata all’8%, contro il 20% medio del Vecchio Continente. Con questi assunti, lo Scenario Conservativo stima che al 2035 circoleranno in Italia 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di ibridi plug-in, mentre sul versante infrastrutturale si conteranno quasi 133.000 punti di ricarica a uso pubblico, di cui il 53% in corrente alternata, il 30% di tipo veloce fino a 149 kW di potenza e il 17% ultraveloce con potenza dai 150 kW in su. Alla rete di ricarica pubblica si affiancheranno 3,3 milioni di punti di ricarica privati, il 91% dei quali sarà in ambito domestico e il 9% in ambito aziendale.

Lo Scenario accelerato

Lo Scenario accelerato considera la possibilità di un incentivo strutturale rivolto ai cittadini per l’acquisto dei veicoli elettrici e plug-in, un mandato 100% a zero emissioni allo scarico per le flotte aziendali, il potenziamento dei fondi per l’elettrificazione dei veicoli commerciali e pesanti e la disponibilità di finanziamenti Ue per l’infrastruttura di ricarica a uso pubblico.

Fattori che contribuirebbero insieme a ridurre a 3 anni il ritardo italiano in termini di quota di mercato dei veicoli elettrici rispetto alla media europea. Prendendo le mosse da queste considerazioni, lo Scenario accelerato prevede che al 2035 circoleranno nella Penisola 6,8 milioni di veicoli elettrici e 2,4 milioni di ibridi plug-in, mentre sul versante infrastrutturale sarebbero oltre 164.000 i punti di ricarica a uso pubblico diffusi sul territorio, con una ripartizione di potenza analoga a quella dello Scenario Conservativo. A questa rete si sommerebbero 3,5 milioni di punti di ricarica privati: il 90% in ambito domestico e il 10% in ambito aziendale.

Quanto si risparmierebbe

Più auto elettriche significa anche un incremento della domanda di energia che Motus-E calcola in base allo scenario tra i 15,2 e i 17,6 TWh. Si tratterebbe di un livello pienamente compatibile con il sistema elettrico nazionale, con riflessi positivi particolarmente rilevanti in termini di stimolo alla produzione di elettricità da rinnovabili e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni petrolifere. Si ritiene, infatti, che il nostro Paese eviterebbe rispettivamente un consumo di circa 34,6 e 41,5 milioni di barili di petrolio all’anno al 2035, per un valore orientativo stimato tra i 2,4 e i 2,9 miliardi di euro annui.

«La crisi in Medio Oriente e lo shock petrolifero che ne è conseguito hanno ricordato a tutti, se ce ne fosse ancora bisogno, l’urgenza di un approccio realmente strategico al tema della sicurezza energetica nazionale ed europea. La mobilità elettrica rappresenta una risorsa indispensabile per contribuire, insieme alle rinnovabili, a dare corpo in modo serio all’ambizione di una maggiore sovranità energetica nazionale» è il commento di Fabio Pressi, presidente di Motus-E.

Testo di Maurizio Bertera 

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