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Formula 1 2026, Gp d’Austria: orari tv e diretta streaming

di Emiliano Ragoni - 25/06/2026

DOVE VEDERE IL GP DI AUSTRIA E GLI ORARI

Prove libere di venerdì 26 giugno

  • Prove libere 1: ore 13:30 su Sky Sport F1 (canale tv a pagamento) e Now Tv (sito web a pagamento)
  • Prove libere 2: ore 17:00 su Sky Sport F1 (canale tv a pagamento) e Now Tv (sito web a pagamento)

Qualifiche di sabato 27 giugno

  • Diretta qualifiche: ore 16:00 su Sky Sport F1 (canale tv a pagamento) e Now Tv (sito web a pagamento)
  • Differita: ore 18:00 su TV8 (canale tv gratuito)

Gara di domenica 28 giugno

  • Diretta: ore 15:00 su Sky Sport F1 (canale tv a pagamento) e Now Tv (sito web a pagamento)
  • Differita: ore 18:30 su TV8 (canale tv gratuito)

1. Il campionato: Antonelli resiste, Hamilton si avvicina

Si torna in pista dopo la sosta di una settimana. Il Gp d’Austria è l’ottavo appuntamento stagionale.

Andrea Kimi Antonelli arriva in Austria al comando del Mondiale, ma con un margine più ridotto rispetto a due settimane fa. Il pilota della Mercedes ha visto interrompersi a Barcellona la sua striscia di cinque vittorie consecutive. Un ritiro per un problema tecnico gli ha fatto perdere terreno e il vantaggio sul primo degli inseguitori è sceso da 66 a 41 punti. Resta comunque il leader della classifica piloti con 156 punti.

A inseguire è Lewis Hamilton, autore in Catalogna della sua prima vittoria con la Ferrari, la numero 249 della storia del marchio di Maranello. L’inglese sale a 115 punti conquistando il secondo posto nella classifica piloti, davanti a George Russell, terzo con 106. Anche l’altro ferrarista, Charles Leclerc, ha lasciato Barcellona a mani vuote: secondo ritiro consecutivo dopo quello di Monaco e quarto posto in classifica con 75 punti, lontano dalla testa della corsa al titolo.

Nella graduatoria costruttori la Mercedes resta saldamente al comando, seguita dalla Ferrari, che con il successo di Hamilton ha guadagnato terreno importante sulle rivali.

I temi interessanti di questo Gp d’Austria sono molti. In casa Ferrari si attendono il riscatto di Leclerc dopo i due “zero” degli ultimi Gp. Il monegasco dopo aver firmato il rinnovo, sembra aver perso lo smalto e l’aggressività dei tempi migliori. Al contrario, il suo vicino dei box Hamilton ha completamente conquistato il box di Maranello essendo riuscito a “cucirsi” addosso la monoposto. L’inglese cercherà di rosicchiare ulteriori punti al copolista Antonelli.

2. Ferrari, in Austria la nuova power unit con l’Aduo

La Ferrari sbloccherà in Austria la terza power unit della stagione, aggiornata con il primo Aduo a disposizione. La scelta di introdurre la PU evoluta proprio al Red Bull Ring assume una particolare rilevanza strategica, sia per le caratteristiche del tracciato, sia per la fase della stagione in cui arriva, caratterizzata da una sequenza di quattro gare in cinque settimane.

Il sistema ADUO, acronimo di Additional Development and Upgrade Opportunities, è il meccanismo introdotto dalla FIA per permettere ai motoristi più in difficoltà di ridurre il gap prestazionale rispetto ai concorrenti di riferimento, limitatamente al motore endotermico. Secondo quanto comunicato ufficialmente dalla Federazione, le power unit sono state suddivise in base al deficit di potenza rispetto al parametro di riferimento, individuato nell’unità termica della Red Bull-Ford Powertrains. Mercedes è stata inserita nella fascia con un ritardo superiore al 2%, ottenendo così uno sviluppo extra per il 2026. La Ferrari, invece, avrebbe evidenziato un divario più consistente, compreso tra il 4% e il 6%. Una classificazione che ha consentito a Maranello di beneficiare di due sviluppi aggiuntivi nella stagione in corso e di altri due in quella successiva.

Dopo la vittoria di Hamilton in Spagna, ottenuta anche grazie agli sviluppi aerodinamici, la Ferrari vuole recuperare il più rapidamente possibile il terreno perso nelle prime gare, proprio a causa del gap accusato dal propulsore di Maranello rispetto alla power unit Mercedes. Le stime parlando di un incremento di potenza e a un guadagno stimato in almeno due decimi al giro.

44 HAMILTON Lewis

3. La pista del Red Bull Ring

La Formula 1 arriva a casa Red Bull per il Gran Premio d’Austria al Red Bull Ring. Si tratta di una pista lunga 4,326 km con solo dieci curve. Il tracciato austriaco è veloce, caratterizzato da saliscendi e frenate brusche, e si trova a 660 metri sul livello del mare. È un circuito cosiddetto stop and go, dove frenate e accelerazioni si susseguono senza sosta.

A Spielberg Pirelli porterà le mescole più morbide della gamma, C3, C4 e C5. L’usura non è infatti un fattore determinante in Austria, dove il degrado ha origine prevalentemente termica. L’asfalto ha diversi anni e presenta una superficie con micro e macrorugosità elevata che, di per sé, genera calore sulle gomme.

L’aderenza è buona grazie alla gommatura fornita dai numerosi eventi Motorsport che il circuito ospita durante l’anno e migliora nel corso del fine settimana, quando la pista evolve in maniera significativa, migliorando le prestazioni delle monoposto.

Le zone di trazione agiscono sulle gomme posteriori, che sono maggiormente soggette al degrado. I piloti dovranno però fare attenzione anche all’asse anteriore nelle frenate in discesa. Il Red Bull Ring presenta un dislivello di 63 metri ed è la seconda pista per maggiore differenza altimetrica. Le nuove power unit potrebbero erogare una potenza tale da indurre dei bloccaggi proprio nelle staccate in discesa.

Un altro dato interessante riguarda l’altimetria dell’autodromo. Superando i 600 metri, l’aria è più rarefatta e questo genera minore deportanza sulle vetture, che pertanto potrebbero accusare un maggiore scivolamento dei pneumatici.

Lo scorso anno la maggioranza dei team ha concluso la gara con due soste e tutte e tre le mescole selezionate sono state utilizzate nel corso del Gran Premio. Con la maggiore consistenza delle gomme attuali ci si potrebbe aspettare una maggiore tendenza alla sosta singola.

Saranno sicuramente da considerare anche le temperature. In pieno giugno potrebbero essere elevate e avvicinarsi ai livelli di Barcellona. L’autodromo si trova tuttavia in una zona montuosa della Stiria e le foreste che lo circondano creano talvolta le condizioni per repentini cambi del meteo.

4. Come è andata nel 2025

La gara di Spielberg dello scorso anno si è giocata su strategie principalmente a due soste. Soft e Medium sono state le protagoniste sulla griglia di partenza: cinque piloti hanno optato per la C5, mentre i rimanenti hanno scelto la C4. I piloti saliti sul podio hanno completato lo stint centrale con la Hard, per poi arrivare al traguardo con la Medium. Le strategie adottate dalle altre vetture sono state differenti, basate sui treni di gomme conservati per la domenica.

5. Statistiche del Gran Premio

Il Gran Premio dell’Austria è alla sua trentanovesima edizione. Dopo la prima gara disputata a Zeltweg nel 1964, nel 1970 si spostò nei pressi dell’attuale sede. Diciotto edizioni si sono svolte sull’allora denominato Österreichring fino al 1987; le successive si sono tenute dopo un’interruzione di dieci anni. Al Red Bull Ring la Formula 1 ha inoltre disputato due edizioni del Gran Premio della Stiria, organizzate nel 2020 e nel 2021 per ovviare alle difficoltà del calendario sportivo durante la pandemia di Covid-19.

Max Verstappen è il pilota con più successi al Gran Premio d’Austria, con 4 vittorie, una in più di Alain Prost. McLaren è invece il costruttore con il maggior numero di vittorie (7), seguito da Ferrari e Mercedes (6).

Questo sarà l’ottavo round stagionale per la Formula 1, nonché terzo appuntamento del mese di giugno. Sono già 40 i GP disputati in Austria, perché ai 38 GP Austria veri e propri vanno aggiunti i 2 GP Stiria disputati durante la pandemia, quando molte nazioni erano off limits. Ventuno edizioni sono andate in scena a Spielberg, 18 all’Österreichring e 1 a Zeltweg. Le ultime 4 edizioni del GP Austria sono state vinte da 4 piloti differenti di altrettanti team.

6. I freni secondo Brembo

Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo, che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, il Red Bull Ring rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, perché ogni giro le frenate sono 6 per complessivi 10 secondi e mezzo: solo le prime 3 sono della categoria Hard, 2 sono Medium e una è Light. In nessun punto, tuttavia, la decelerazione raggiunge i 4 g.

La curva più dura del Red Bull Ring per l’impianto frenante delle monoposto è la prima dopo il traguardo, nonostante presenti spazi e tempi di frenata inferiori alle curve 3 e 4: le monoposto passano da 306 km/h a 149 km/h in 1,93 secondi, percorrendo 109 metri. In quel frangente ai piloti è richiesto un carico sul pedale del freno di 110 kg, mentre subiscono 3,8 g di decelerazione. La potenza frenante è di 1.533 kW.

Rispetto al GP Austria 2025, per effetto delle caratteristiche delle monoposto 2026 gli spazi e i tempi di frenata sono aumentati. Alla curva 3, un anno fa le auto perdevano 228 km/h contro i 216 km/h di quest’anno, eppure lo spazio di frenata è salito da 112 a 135 metri e il tempo di frenata da 2,58 a 3 secondi. La decelerazione massima è invece scesa da 4,6 g a 3,8 g, e il carico sul pedale del freno è passato da 142 a 110 kg.

Il primo pilota a vincere il GP Austria con i freni Brembo fu, nel 1999, Eddie Irvine con la Ferrari. Il nordirlandese vinse 4 GP, tutti con la F399 dotata di dischi in carbonio ventilati: ai tempi gli studi sulla fluidodinamica dei freni erano agli albori, con circa una ventina di fori di ventilazione per disco contro gli oltre 1.400 attuali.

La gestione del materiale d’usura rappresenta uno degli aspetti che differenziano maggiormente l’approccio dei team di Formula 1. Alcune squadre utilizzano lo stesso set di dischi e pastiglie per l’intero weekend, e in alcuni casi anche nelle prime sessioni dell’evento successivo. Altre effettuano sostituzioni più frequenti del materiale d’attrito, per sfruttare al massimo le caratteristiche tribologiche del sistema frenante e ottimizzare il feeling al pedale, caratteristico di un impianto con materiale fresco.

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