La Commissione Europea sta preparando dazi sulle Phev (ibride plug-in) prodotte in Cina, secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Handelsblatt. Bruxelles aspetta solo il via libera della maggioranza degli Stati membri per agire. Il motivo è semplice: dopo i dazi del 2024 sulle elettriche pure, i costruttori cinesi hanno spostato il baricentro sulle ibride plug-in, restando fuori dal raggio d’azione delle tariffe e conquistando quote di mercato, favorite anche dalle agevolazioni fiscali presenti sulle ibride ricaricabili destinate alle flotte aziendali.
I numeri parlano chiaro: la Byd Seal U è oggi la Phev più venduta nell’Unione Europea, davanti a modelli di Volvo, Bmw, Volkswagen e Mercedes. Tra i marchi cinesi, la quota di mercato delle Phev è quasi raddoppiata in un anno, passando dal 18 al 30 per cento. Per Byd, le ibride plug-in pesano già per quasi il 60 per cento delle vendite europee del marchio.
A Bruxelles definiscono la mossa cinese una falla regolatoria da chiudere. Ma mentre si discute di nuovi dazi, Byd ha preparato una contromossa.
A Berlino l’azienda ha presentato Dolphin G DM-i, la prima plug-in hybrid progettata specificamente per il mercato europeo, con prezzo di partenza di 28.990 euro in Germania. Non è un adattamento di un modello pensato per la Cina, ma un’utilitaria costruita sulle esigenze europee, con due taglie di batteria e un’autonomia elettrica che arriva a 105 km nella versione più capiente.
Il vicepresidente europeo Lars Bialkowski ha dichiarato che l’obiettivo dell’azienda è essere percepita come un costruttore europeo entro cinque anni. Lo stabilimento ungherese di Szeged inizierà la produzione nel quarto trimestre e Byd sta già cercando un secondo impianto in Europa, con preferenza per un’acquisizione nel sud del Vecchio Continente piuttosto che una costruzione da zero.
Con l’avvio della produzione in Ungheria, un design pensato per il consumatore europeo e una rete di vendita che punta a 400 punti solo in Germania, il provvedimento “anti-Plug-in cinesi” perde gran parte del suo effetto. Byd sta costruendo le condizioni per rendere meno impattante il futuro dazio europeo.
Resta sul tavolo la questione delle condizioni di lavoro nello stabilimento di Szeged, dopo le accuse di un’organizzazione per i diritti dei lavoratori su orari e modalità di reclutamento della manodopera. Ma Byd respinge le accuse e dichiara di rispettare le normative locali in ogni paese in cui opera.
Roma ospita il prototipo che anticipa la smart 2, la nuova due posti elettrica del marchio. Seduta continua, piattaforma ECA e nuova Tridion Cell le novità principali. Presentazione a Parigi...
Le previsioni del traffico da controesodo del weekend del 20 e 21 giugno. Le informazioni su come evitare le code e viaggiare informati e in sicurezza