Venerdì 5 giugno
Sabato 6 giugno
Domenica 7 giugno
La Formula 1 approda nel Principato di Monaco per uno degli appuntamenti più iconici e attesi dell’intero calendario iridato. Il Gran Premio di Monaco è un evento mondano e sportivo che da decenni riunisce nel salotto buono del Principato piloti, team e appassionati provenienti da tutto il mondo.
Il campionato 2026 si sta rivelando più equilibrato del previsto. La Mercedes ha dominato i primi appuntamenti della stagione, ma le ultime gare hanno evidenziato un parziale riequilibrio delle forze. La McLaren, forte degli aggiornamenti aerodinamici portati in Florida, era riuscita ad avvicinarsi alla vettura di Brackley, ma nell’ultimo Gp del Canada è stata protagonista di una scelta delle gomme che si è rivelata scellerata, al punto da compromettere la gara di entrambi i piloti.
Nel mezzo, la Ferrari, che ha debuttato a Miami con un corposo pacchetto di novità tecniche tra cui la cosiddetta ala macarena, dopo l’ottimo secondo posto di Hamilton nel Gp canadese, cerca continuità di risultati. Chiaramente, ci sarà grandissima attenzione di Charles Leclerc, fresco di rinnovo ci contratto con la Ferrari. Il monegasco davanti al pubblico di casa farà di tutto per conquistare quella vittoria che manca da troppo tempo.
In testa al Mondiale Piloti c’è Kimi Antonelli (Mercedes), protagonista di una stagione fin qui impeccabile e vincitore delle ultime quattro gare. A Monaco, tuttavia, il talento individuale conta forse più che in qualsiasi altra sede: la capacità di spingere al limite tra guardrail vicinissimi è il vero banco di prova per ogni pilota.
Per il Gran Premio di Monaco 2026, la Pirelli ha selezionato le tre mescole più morbide della gamma: C3 (Hard), C4 (Medium) e C5 (Soft). La scelta riflette le caratteristiche di un asfalto particolarmente liscio, che impone la massima aderenza possibile per garantire performance ai limiti della fisica in uno spazio ristrettissimo.
Quest’anno il manto stradale è stato riasfaltato in alcuni tratti chiave: tra le curve 19 e 1, tra la curva 7 e l’ingresso del tunnel e in entrata e uscita dalla pit lane. Il fenomeno del graining potrebbe presentarsi, ma non dovrebbe compromettere in modo significativo il comportamento delle gomme. A Monaco le sollecitazioni principali sugli pneumatici sono legate alla trazione piuttosto che alle forze laterali.
Dal punto di vista delle strategie, si torna al format classico con una sola sosta: l’anno scorso la FIA aveva introdotto in via sperimentale l’obbligo di utilizzare almeno tre set diversi di pneumatici, imponendo di conseguenza almeno due pit stop. La norma non ha convinto ed è stata abbandonata. A influenzare le soste saranno soprattutto le safety car e le bandiere rosse, tradizionalmente frequenti in un circuito dove qualsiasi contatto con le barriere può interrompere la gara. Nel 2024, ad esempio, una bandiera rossa al primo giro ha stravolto le strategie di tutti i team.
Il Circuit de Monaco si snoda tra le strade cittadine del Principato di Montecarlo e misura 3,337 chilometri, articolati in 19 curve, alcune delle quali caratterizzate da angoli estremamente stretti. La carreggiata coincide sostanzialmente con i due sensi di marcia del normale traffico urbano: è stretta, quasi priva di vie di fuga e costeggiata per l’intero perimetro da barriere di protezione che i piloti sfiorano continuamente alla ricerca della traiettoria ideale.
La velocità media mantenuta lungo i 78 giri è la più bassa dell’intero Mondiale di Formula 1. Al tornantino del Loews, la curva più lenta del calendario, le vetture scendono fino a circa 50-55 km/h percorrendola in prima marcia. Dal punto di vista tecnico, Monaco richiede la configurazione aerodinamica a massimo carico e pone i freni tra le sollecitazioni più intense della stagione. I sorpassi in gara sono rari: le qualifiche, di conseguenza, assumono un peso determinante nell’economia del fine settimana.
Il tracciato è teatro di gare automobilistiche dal 1929 e fa parte del calendario del Mondiale di Formula 1 dal 1955, rendendolo uno dei circuiti più carichi di storia e tradizione dell’intero sport. Qui Alberto Ascari finì in mare nel 1955 con la propria Lancia, nella zona del porto dove oggi sorge la chicane delle Piscine. Qui, nel 1984, cominciò a splendere la stella di Ayrton Senna, magnifico secondo sotto la pioggia in quella che rimane una delle prestazioni più leggendarie della storia della Formula 1.
Quella del 2026 sarà la 72ª edizione del Gran Premio di Monaco. Il pilota con più successi nel Principato è Ayrton Senna, con 6 vittorie, una in più di Graham Hill e Michael Schumacher, fermi a quota cinque. Tra i Costruttori, la McLaren guida la classifica con 16 vittorie, seguita dalla Ferrari a quota 10.
Il record del giro appartiene a Lewis Hamilton, che nel 2021 girò in 1:12.909 al volante della Mercedes. Monaco ha incoronato nel corso dei decenni sia piloti di classe cristallina sia vincitori di un solo giorno: dallo spericolato Jean-Pierre Beltoise (1972) a Olivier Panis (1996) fino a Jarno Trulli (2004), tutti capaci di conquistare il salotto buono della Formula 1 in quella che rimane, ogni anno, la gara più affascinante e imprevedibile del Mondiale.
| Dato | Dettaglio |
|---|---|
| Nome | Circuit de Monaco |
| Sede | Montecarlo, Monaco |
| Tipologia | Cittadino |
| Primo GP | 1950 |
| Giri gara | 78 |
| Lunghezza circuito | 3,337 km |
| Numero curve | 19 |
| Lunghezza gara | 260,286 km |
| Giro record | 1:12.909 – Lewis Hamilton, Mercedes (2021) |
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