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Cina: l’export di auto elettriche è inarrestabile

di Emiliano Ragoni - 27/05/2026

1. La crescita delle esportazioni cinesi

La spinta dell’auto elettrica cinese sui mercati globali non accenna a rallentare. Con un mercato interno ultra-saturo a causa della feroce concorrenza, i costruttori del Dragone da ormai diversi mesi hanno “invaso” l’Europa, ma non solo, con le loro elettriche. Ad aprile 2026 le esportazioni di veicoli elettrici prodotti in Cina sono aumentate del 40% su base annua, raggiungendo 278.081 unità. Nei primi quattro mesi dell’anno il totale è salito a 893.852 veicoli, con una crescita del 48% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato, elaborato da Bloomberg sulla base delle statistiche di China Customs, conferma ancora una volta la forza industriale della Cina nel settore delle auto a batteria. Non si tratta soltanto di volumi in aumento, ma anche di una geografia commerciale in rapido movimento, con alcuni mercati emergenti capaci di crescere a ritmi molto superiori rispetto alle destinazioni tradizionali. Vediamo quali sono i Paesi che si stanno rivelando particolarmente accoglienti con le auto cinesi.

2. Il Brasile diventa il primo mercato

Il caso più evidente è il Brasile, che ad aprile ha importato 38.144 veicoli elettrici cinesi, segnando un balzo del 221% anno su anno. È il valore più alto tra tutti i Paesi e territori monitorati. Da inizio anno, le esportazioni verso il mercato brasiliano hanno raggiunto 113.027 unità, addirittura il 402% in più rispetto al 2025.

Una progressione che conferma il ruolo crescente dell’America Latina nella strategia internazionale dei costruttori cinesi. Alle spalle del Brasile si colloca il Belgio, con 35.646 veicoli esportati ad aprile, in crescita del 79%. Il Paese resta uno dei principali punti d’ingresso dell’auto elettrica cinese in Europa, anche per il ruolo logistico dei suoi porti.

Seguono Australia, con 21.678 unità e un incremento del 100%, Thailandia con 19.882 veicoli (+78%) e Filippine con 19.577 unità (+27%). Tra i mercati più dinamici spicca anche la Corea del Sud, dove le esportazioni cinesi sono salite del 190% ad aprile, raggiungendo 18.319 unità. Nel cumulato gennaio-aprile il Paese arriva a 48.419 veicoli, con una crescita del 271%.

Bene anche la Germania, che pur con volumi più contenuti, 7.925 unità ad aprile, registra un aumento del 110% nel mese e del 184% da inizio anno.

3. Asia ed Europa restano centrali

Guardando alle aree geografiche, l’Asia resta il primo sbocco per volumi: ad aprile ha assorbito 110.613 veicoli elettrici cinesi, il 20% in più rispetto a un anno prima. L’Europa segue con 83.813 unità e una crescita del 36%, mentre l’America Latina e Caraibi sale a 52.897 unità, con un incremento dell’80%.

Nel dettaglio, le esportazioni verso l’Unione europea sono aumentate del 41% su base annua, raggiungendo 63.063 veicoli nel solo mese di aprile. Un dato significativo, soprattutto in una fase in cui il rapporto tra industria europea e produttori cinesi resta al centro del dibattito su competitività, dazi e transizione elettrica.

Più piccoli, ma in forte espansione, anche altri bacini. L’Oceania ha importato 22.695 EV cinesi ad aprile, con una crescita del 106%. Il Nord America, pur restando marginale in termini assoluti con 4.422 unità, mostra il maggiore incremento percentuale: +264%. L’Africa, invece, cresce del 6%, arrivando a 3.641 veicoli.

4. La Cina ridisegna gli equilibri globali

Il quadro complessivo conferma che la Cina, oltre a essere il principale mercato interno dell’auto elettrica, è anche il più grande esportatore globale di veicoli a batteria.

La combinazione tra scala produttiva, prezzi competitivi, verticalità, presenza crescente dei marchi cinesi e domanda in aumento nei mercati emergenti sta ridisegnando gli equilibri dell’industria automobilistica mondiale. Non sorprende quindi che Stellantis in occasione della presentazione del suo piano industriale abbia annunciato ben due collaborazione con altrettanti partner cinesi: Dongefeng e Leapmotor. Ma siamo certi che non finirà qui…

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