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Concorso d’Eleganza di Villa d’Este: le auto più preziose dell’asta Broad Arrow

di Emiliano Ragoni - 19/05/2026

L’asta Broad Arrow Auctions del Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026

La rotonda di Villa Erba, affacciata sul Lago di Como, si è riempita fino all’ultimo posto il 16 e 17 maggio 2026 per la seconda edizione dell’asta Broad Arrow Auctions al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026 (qui per vedere la auto più esclusive). L’appuntamento, organizzato dalla casa d’aste americana in qualità di partner ufficiale di Bmw per l’evento, ha chiuso con un totale di 40,8 milioni di euro e un tasso di vendita dell’87 per cento. Sono stati aggiudicati 74 lotti su 85 offerti. La cornice principesca di Villa d’Este dove si tiene il Concorso d’Eleganza il sabato, alla domenica ha lasciato il posto a quella altrettanto affascinante di Villa Erba. Chiaramente non potevamo non essere presenti.

Oltre 12.000 spettatori hanno seguito la sessione in diretta sul canale YouTube di Broad Arrow, mentre i rilanci in sala, al telefono e online hanno coinvolto acquirenti registrati da 31 Paesi diversi, con una crescita della base di offerenti superiore al 70 per cento rispetto all’edizione 2025.

Ferrari ha dominato la classifica dei lotti più costosi, occupando sei delle prime dieci posizioni. Di seguito, le dieci auto aggiudicate al prezzo più alto, con la storia di ciascuna vettura.

1. Ferrari Daytona SP3 (2023) – €6.250.000

La Daytona SP3 è il terzo capitolo della serie Icona di Ferrari, presentata nel novembre 2021 come omaggio alle vetture Sport Prototipo degli anni Sessanta e Settanta che dominarono Le Mans. Il nome celebra la tripletta Ferrari alla 24 Ore di Daytona del 1967, quando le 330 P3/4 e 312 occuparono i primi tre gradini del podio.

La carrozzeria targa a tetto rimovibile è stata disegnata al Centro Stile Ferrari con un linguaggio formale ispirato alla 312 P del 1969, mentre il motore V12 aspirato da 840 Cv, lo stesso della 812 Competizione, è posizionato in configurazione centrale-posteriore. La produzione è stata limitata a 599 unità.

L’esemplare aggiudicato a Villa d’Este era di proprietà di un unico collezionista, aveva percorso 743 chilometri ed era finito in Rosso Magma Tri-Coat con interni in Alcantara Blu Elettrico. Il prezzo di €6.250.000 lo colloca al primo posto assoluto dell’asta e ne fa uno dei risultati più significativi registrati dal mercato per questa generazione di Icona.

2. Ferrari Monza SP2 (2020) – €3.400.000

La Monza SP2 è la prima vettura della serie Icona, svelata al Salone di Parigi del 2018 insieme alla sorella monoposto SP1. Il progetto si richiama alle Barchette da competizione degli anni Cinquanta, in particolare alla 166 MM e alla 750 Monza, reinterpretando la formula della spider biposto aperta senza parabrezza in chiave contemporanea.

Il motore è il V12 aspirato da 810 Cv della 812 Superfast, abbinato a un cambio a doppia frizione a sette rapporti. La produzione è stata limitata a poche centinaia di esemplari, suddivisi tra SP1 e SP2. L’esemplare presente è stato aggiudicato prima dell’inizio delle sessioni d’asta, a €3.400.000, un dato che Broad Arrow ha incluso nel comunicato ufficiale ma che non figura nel listino pubblico dei risultati, dove il lotto 254 riporta la dicitura “Sold Before Auction”.

3. Ferrari F40 (1990) – €2.931.250

Presentata nel luglio 1987 per celebrare il quarantesimo anniversario della casa di Maranello, la F40 fu l’ultima vettura approvata personalmente da Enzo Ferrari. Con il suo V8 biturbo da 478 Cv e una massa a secco di appena 1.100 kg, fu la prima vettura di serie a superare i 320 km/h.

La carrozzeria in fibra di carbonio, kevlar e nomex era progettata con criteri da competizione, con interno spoglio, tubi di rollbar a vista e assenza di qualsiasi comfort non essenziale. Furono costruiti 1.315 esemplari tra il 1987 e il 1992. L’esemplare battuto è una delle versioni cosiddette “non-cat, non-adjust”, prive di catalizzatore e con le regolazioni originali del motore non modificate. Una configurazione più rara e ricercata rispetto agli esemplari adeguati alle normative emissive successive. Il prezzo di €2.931.250 si colloca nella fascia alta del mercato per questa generazione.

4. Porsche 918 Spyder Weissach Package (2015) – €2.256.250

La 918 Spyder è la supercar ibrida plug-in con cui Porsche ha chiuso la trilogia dei grandi iperbolidi degli anni Dieci, insieme a LaFerrari e McLaren P1. Il sistema propulsivo combina un V8 aspirato da 4,6 litri con due motori elettrici, per una potenza complessiva di 887 Cv e una trazione integrale elettroattuata.

Il Weissach Package, disponibile a pagamento, alleggeriva ulteriormente la vettura mediante l’uso estensivo di fibra di carbonio sul telaio, sul cofano e sui roll-bar, portando la massa a secco a circa 1.634 kg. La produzione totale fu di 918 unità. L’esemplare aggiudicato è del 2015, ultimo anno di costruzione, ed è dotato del pacchetto Weissach. A €2.256.250 rappresenta il lotto “non-Ferrari” più costoso dell’intera sessione.

5. Ferrari 330 GTS (1968) – €1.918.750

La 330 GTS è la versione Spider della coupé 330 GT 2+2, costruita tra il 1966 e il 1968 in soli 100 esemplari; uno dei numeri di produzione più bassi tra le Ferrari stradali convenzionali dell’epoca.

La carrozzeria aperta era opera di Pininfarina ed è considerata tra le più riuscite della casa di Maranello negli anni Sessanta. Il motore è il classico V12 Colombo da 4 litri, che eroga 300 Cv. La rarità intrinseca del modello, unita all’estetica particolarmente armoniosa, ne ha fatto uno degli oggetti più ambiti dai collezionisti internazionali di Ferrari classiche. L’aggiudicazione a €1.918.750 è stata una delle battute d’asta più vivaci e combattute dell’intera manifestazione.

6. Mercedes 300 SL Gullwing Coupé (1957) – €1.637.500

La 300 SL Coupé, prodotta dal 1954 al 1957 in 1.400 esemplari, è una delle automobili più iconiche del dopoguerra. Le portiere ad apertura verticale, le cosiddette “ali di gabbiano”, gullwing, erano una conseguenza strutturale del telaio a traliccio in acciaio ad alta soglia laterale, la cui rigidità richiedeva un accesso dal basso impossibile con portiere convenzionali.

Il motore sei cilindri in linea da 3,0 litri fu il primo di serie al mondo ad adottare l’iniezione diretta di carburante, una soluzione mutuata direttamente dall’aviazione militare tedesca.

L’esemplare del 1957 battuto è uno dei pochi costruiti nell’ultimo anno di produzione del modello, prima che la linea venisse sostituita dalla roadster con portiere convenzionali. A €1.637.500 si conferma tra i riferimenti fissi del mercato dell’auto classica.

7. Lamborghini Countach LPI 800-4 (2022) – €1.581.250

La Countach LPI 800-4 fu presentata nel 2021 per celebrare il cinquantesimo anniversario della Countach originale, la supercar disegnata da Marcello Gandini per Bertone che nel 1971 ridefinì il concetto estetico della vettura ad alte prestazioni. La sigla LPI sta per “Longitudinale Posteriore Ibrido”, in riferimento alla configurazione del sistema propulsivo che abbina il V12 aspirato da 6,5 litri, derivato dall’Aventador Ultimae, a un supercondensatore da 48 volt, per una potenza complessiva di 814 Cv.

La produzione fu limitata a 112 esemplari, uno per ogni mese dell’anno in cui si celebrava l’anniversario. L’esemplare del 2022 aggiudicato a Villa d’Este ha raggiunto €1.581.250, collocandosi come il risultato più alto mai registrato per questo modello in asta pubblica europea.

8. Ferrari 812 Competizione (2023) – €1.412.500

La 812 Competizione è la versione estrema della 812 Superfast, presentata nel 2021 come declinazione da pista omologata per uso stradale. Il V12 frontale aspirato da 6,5 litri eroga 830 Cv a 9.500 giri al minuto, il che la rende il motore aspirato di serie più alto-girante mai costruito da Ferrari. Il differenziale posteriore sterzante a quattro ruote integrate con il controllo della trazione, il sistema di sospensioni a doppio triangolo e il peso ridotto a 1.487 kg concorrono a un assetto più estremo rispetto alla Superfast base.

La produzione fu limitata a 999 esemplari per la coupé e 599 per la Aperta. L’esemplare del 2023 battuto a €1.412.500 è uno degli ultimi prodotti prima della fine della serie. Molto bello oltre che appariscente il verde metallizzato con una modanatura bianca che attraversa tutta la vettura.

9. Bugatti Type 43 Roadster by Eugène Matthys (1929) – €1.007.500

La Type 43 fu introdotta da Ettore Bugatti nel 1927 come prima vettura di serie in grado di superare i 200 km/h. Deriva meccanicamente dalla Type 35 da competizione. Il motore otto cilindri in linea con compressore volumetrico da 2,3 litri erogava circa 120 Cv, in un’epoca in cui i 100 Cv erano già considerati eccezionali per un’automobile stradale. Furono costruite circa 160 unità tra il 1927 e il 1931, spesso con carrozzerie personalizzate da carrozzieri terzi.

L’esemplare del 1929 battuto ha una carrozzeria roadster realizzata da Eugène Matthys, carrozziere belga attivo a Bruxelles negli anni Venti e Trenta. Queste peculiarità lo rendono un pezzo unico: meccanica francese, abito belga. Il prezzo finale di €1.007.500 ha superato il milione di euro per la prima volta su questo specifico esemplare.

 

10. Ferrari 250 GT Boano Alloy Coupé (1956) – €911.875

La 250 GT Boano è una delle prime coupé della famiglia 250 GT, prodotta tra il 1956 e il 1957 in circa 75 esemplari con carrozzerie realizzate da Carrozzeria Boano di Torino, fondata da Mario Felice Boano dopo la sua uscita da Ghia. La sigla “Alloy” identifica gli esemplari con carrozzeria in alluminio anziché in acciaio, una caratteristica riservata ai primissimi lotti di produzione e oggi significativamente più rara.

Il motore è il V12 Colombo da 3,0 litri nella sua prima configurazione per uso stradale, la stessa unità che nei decenni successivi avrebbe alimentato la 250 GTO e la 250 LM da competizione. L’esemplare del 1956 battuto a €911.875 è considerato un documento di primaria importanza nella storia evolutiva della famiglia 250 GT, che rappresenta il fondamento del mito Ferrari nel collezionismo internazionale.

Le chicche dell’asta

Al di là dei dieci lotti principali, l’asta di Villa d’Este 2026 ha offerto alcune curiosità degne di nota. Il lotto più discusso in sala non è stato una supercar da milioni di euro bensì un autobus. Fiat Bertone 850 T del 1977(foto sotto), un mezzo costruito specificamente per il trasporto dei visitatori della fabbrica Fiat a Torino, ha scatenato una delle battute più vivaci della sessione e si è aggiudicato a €189.750, ben oltre la stima. Sullo stesso piano dell’originalità si è collocata la Fiat 600 Torpedo Marina del 1963 carrozzata da Vignale, una spider biposto costruita su base 600 con carrozzeria aperta di derivazione nautica, venduta a €281.750.

Tra le chicche tecniche spicca la 1966 Porsche 911 S Soft Window Targa Test Car ex-Neerpasch (lotto 222). Si trattava di un prototipo di sviluppo della Targa con lunotto morbido, appartenuto a Jochen Neerpasch, il manager che avrebbe poi costruito l’impero motorsport di Bmw. La vettura non ha trovato acquirente. Nessun compratore nemmeno per la 1975 Lancia Stratos HF Stradale in allestimento Group 4, un esemplare sportivo che in altri contesti d’asta ha storicamente superato il milione di euro. L’intera collezione di cinque Nissan Skyline GT-R R34, presentata come lotto unico sotto il nome “Ultimate R34 Collection”, ha complessivamente realizzato €1.517.000, con il singolo esemplare più prezioso, la GT-R CRS by Nismo del 2002, aggiudicato a €467.500.

Infine, la 2018 Pagani Zonda Unica (lotto 228), uno dei pochi esemplari one-off del costruttore di San Cesario sul Panaro, è rimasta invenduta. In un’asta dove il tasso di vendita ha raggiunto l’87 per cento, la Zonda che porta nel nome la propria unicità è stata l’eccezione più notata dagli osservatori del settore.

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