
Testo di Cesare Gasparri Zezza
“Dal tramonto all’alba”, questa volta non parliamo del film di Quentin Tarantino, ma dei momenti più difficil, affascinanti e crudeli che ogni anno si trovano a vivere i piloti sul Circuit de la Sarthe, durante il buio della 24 Ore di Le Mans, la gara endurance più famosa del mondo.
Una notte lunghissima, fatta di fari che tagliano il buio, meccanici che combattono contro il tempo, piloti stremati, pioggia improvvisa, errori, insonnia e motori lanciati oltre i 300 km/h, mentre il resto della Francia — e buona parte del mondo — dorme.
Forse è anche per questo che Le Mans continua a sedurre il cinema da decenni. Perché poche gare al mondo sembrano già un film prima ancora che qualcuno accenda una telecamera o scriva una sceneggiatura.
A meno di un mese dalla corsa più dura del vecchio continente, ecco allora una classifica non da critici cinematografici, ma da appassionati. Dal grande schermo alla televisione, sei titoli per arrivare preparati alla notte più lunga dell’automobilismo.
Forse non il più raffinato della lista, ma ha una qualità rara: è stato girato davvero dentro Le Mans. Questa autenticità si sente tutta. Guardrail, paddock, prototipi, atmosfera.
Per chi è cresciuto con i fumetti di Jean Graton resta anche un piccolo pezzo di adolescenza automobilistica.
Dove vederlo: Apple TV e Prime Video a noleggio.
Qui non ci sono superstar.
Ci sono uomini che inseguono un sogno. “Journey to Le Mans” racconta il lato umano dell’endurance: gentleman driver, piccoli team, sponsor trovati all’ultimo momento e sacrifici enormi per arrivare sulla griglia più famosa del motorsport. Ed è proprio questa dimensione quasi artigianale a renderlo speciale.
Disponibile spesso su Prime Video e YouTube Movies.
Più duro e malinconico del primo capitolo. Dentro c’è la tragedia di Allan Simonsen, ma anche la capacità quasi disumana dell’endurance di andare avanti senza dimenticare.
Audi in quegli anni sembrava una macchina perfetta. Questo documentario mostra invece tutta la fragilità nascosta dietro quella perfezione.
Questo non è soltanto un documentario.
È una finestra spalancata sugli anni Settanta. Tra i protagonisti: Mario Andretti, Vic Elford e un motorsport ancora sporco, ruvido, pericoloso. Le Mans appare lontanissima da quella di oggi ma incredibilmente affascinante. Un film che profuma di benzina super e pellicola cinematografica.
Forse il documentario definitivo su cosa significhi amare davvero le corse. Racconta il caos, le ossessioni e il perfezionismo di Steve McQueen durante la realizzazione di “Le Mans”. Guardandolo si capisce una cosa molto semplice: McQueen non voleva interpretare un pilota.
Voleva esserlo davvero. Ed è questo che rende ancora oggi quel film così diverso da tutti gli altri.
Disponibile su Prime Video, Apple TV e Rakuten.
Se volete capire cosa sia la Le Mans moderna, bisogna partire da qui.
Strategie, simulatori, telemetria, pioggia, notti infinite e tensione psicologica.
Più che un documentario sembra un’immersione totale nel cuore industriale dell’endurance contemporanea. La voce narrante di Jason Statham accompagna perfettamente l’atmosfera.
Ed è praticamente impossibile finirlo senza voler vedere immediatamente una 24 Ore.
Questo non è un film sulle corse.
Per molti appassionati è il film sulle corse. Non ha quasi trama. Non accompagna lo spettatore. Ti lascia lì, dentro Le Mans, tra cambi marcia, pioggia e rumore meccanico.
E soprattutto c’è Steve McQueen. Senza controfigure in moltissime scene. Con quella capacità unica di sembrare più pilota che attore. La Gulf Porsche 917 azzurra e arancione è diventata un’icona culturale prima ancora che automobilistica.
Disponibile su Prime Video, Apple TV e piattaforme on demand.
Sì, al numero uno mettiamo lui.
Perché “Le Mans ’66 – La grande sfida” è riuscito in un’impresa difficilissima: trasformare una storia profondamente automobilistica in grande cinema popolare senza perdere l’anima delle corse. Christian Bale nei panni di Ken Miles è straordinario.
E il film racconta magnificamente la guerra industriale e umana tra Ford Motor Company e Ferrari. C’è Hollywood, certo.
Ma c’è anche il rumore metallico delle GT40 sul rettilineo della Sarthe, la tensione dei box e quel senso quasi epico di sfida impossibile che ha reso immortale Le Mans 1966. Ed è forse il film che più di tutti ha riportato la 24 Ore dentro l’immaginario collettivo moderno.
Oggi è disponibile su Disney+.
La 94ª edizione della 24 Hours of Le Mans scatterà sabato 13 giugno alle ore 16:00 sul Circuit de la Sarthe. Le attività in pista inizieranno però già da mercoledì con prove e qualifiche, mentre giovedì sera andrà in scena la Hyperpole.
In Italia la gara sarà visibile integralmente su Eurosport e in streaming tramite HBO/Discovery+, oltre alle piattaforme che integrano i canali Eurosport come DAZN e TIMVision.
Il programma principale della settimana prevede:
E alla fine tutti questi film raccontano la stessa cosa. Che Le Mans non è soltanto una corsa automobilistica. È uno dei pochi luoghi rimasti dove il tempo sembra rallentare mentre, nel buio della Sarthe, passa il rumore di un prototipo lanciato verso l’alba.
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