
| Pos. | N° | Vettura / Team | Giri | Distacco |
|---|---|---|---|---|
| 1 | #20 | BMW M Team WRT (Frijns/S.Van Der Linde/Rast) | 151 | — |
| 2 | #15 | BMW M Team WRT (Marciello/Magnussen/Vanthoor) | 151 | +1.969 |
| 3 | #50 | Ferrari AF Corse (Fuoco/Molina/Nielsen) | 151 | +2.622 |
| 4 | #007 | Aston Martin Thor Team (Tincknell/Gamble) | 151 | +5.004 |
| 5 | #7 | Toyota Racing (Kobayashi/Conway/De Vries) | 151 | +6.015 |
| 6 | #83 | AF Corse (Kubica/Hanson/Ye) | 151 | +11.552 |
| 7 | #93 | Peugeot TotalEnergies (Vandoorne/Di Resta/Cassidy) | 151 | +12.861 |
| 8 | #17 | Genesis Magma Racing (Derani/Lotterer/Jaubert) | 151 | +29.882 |
| 9 | #12 | Cadillac Hertz Team Jota (Nato/Stevens/Delétraz) | 151 | +31.837 |
| 10 | #8 | Toyota Racing (Buemi/Hartley/Hirakawa) | 151 | +32.165 |
| 11 | #36 | Alpine Endurance Team | 151 | +32.376 |
| 12 | #35 | Alpine Endurance Team | 149 | 2 Giri |
| 13 | #19 | Genesis Magma Racing (Jaminet/Chatin/Juncadella) | 143 | 8 Giri |
| 14 | #009 | Aston Martin Thor Team | 136 | 15 Giri |
| Rit. | #51 | Ferrari AF Corse (Pier Guidi/Calado/Giovinazzi) | 129 | Contatto |
| Rit. | #94 | Peugeot TotalEnergies | 103 | Ritiro |
| Rit. | #38 | Cadillac Hertz Team Jota (Bamber/Aitken/Bourdais) | 85 | Contatto |
La 6 Ore di Spa-Francorchamps 2026, seconda tappa del Wec 2026, è andata in archivio come una delle gare più imprevedibili della stagione, decisa sostanzialmente nelle ultime due ore da una serie di Safety Car che hanno ridisegnato l’ordine di arrivo.
A lungo Alpine, Cadillac e Peugeot avevano tenuto in mano le redini della corsa, salvo poi veder sfumare ogni chance a causa di episodi sfortunati o scelte strategiche azzardate. L’incidente del poleman Malthe Jakobsen a due ore dal termine ha innescato la prima neutralizzazione, aprendo la strada a chi era in grado di sfruttare un pit-stop gratuito sotto regime di Safety Car.
Il colpo di grazia al plotone di testa è arrivato nell’ultima ora: Ayhançan Güven, sulla Porsche-Manthey numero 91, ha mancato la staccata alla Source tamponando la Bmw-WRT numero 32 di Augusto Farfus, che ha a sua volta travolto la Ferrari numero 51 di Alessandro Pier Guidi, costretto al ritiro. Risultato? Chiaramente un’ulteriore Safety Car.
La ripartenza a 24 minuti dalla bandiera a scacchi non ha portato fortuna ad Antonio Félix Da Costa: prima la Alpine numero 35 ha spinto fuori pista l’Aston Martin numero 009 di Alex Riberas al Kemmel, scatenando un’altra neutralizzazione. Successivamente, allo scoccare del verde, lo stesso Da Costa è andato a muro al Raidillon con la sua A424, chiudendo anzitempo la prova della compagine francese.
Ne ha beneficiato la BMW M Hybrid V8 numero 20 di Robin Frijns, Sheldon van der Linde e René Rast, già posizionata davanti in seguito alle soste in regime di neutralizzazione. Al traguardo è arrivata prima con oltre un secondo e mezzo di margine sulla gemella numero 15 di Raffaele Marciello, Kevin Magnussen e Dries Vanthoor, regalando al Team WRT e al marchio di Monaco la prima doppietta della stagione. La Genesis numero 17 di Derani, Lotterer e Jaubert ha colto un prezioso ottavo posto, primi punti in assoluto per il costruttore coreano nel Wec.
Un fine settimana dolceamaro per il Cavallino Rampante, protagonista di un’ottima rimonta con la numero 50 e vittima di un epilogo sfortunato con la numero 51.
La 499P numero 50, scattata ottava, è stata molto continua nelle prime due ore: Miguel Molina ha guidato la risalita fino alla terza posizione, dove la Ferrari si è stabilizzata con grande efficacia. Un contrattempo al secondo pit-stop ha complicato il lavoro di Nicklas Nielsen, ma il danese ha reagito con determinazione risalendo posizioni in modo progressivo. Nelle ore finali il testimone è passato ad Antonio Fuoco, entrato stabilmente nella top-5 e capace di sfruttare ogni opportunità offerta dal caotico finale. Il risultato, terzo posto a 2”622 dalla BMW vincitrice, rappresenta un successo prezioso considerate le difficoltà incontrate lungo la strada.
Molto diversa la storia della numero 51 iscritta da Ferrari AF Corse. Partita quindicesima con Antonio Giovinazzi, la 499P ha progressivamente migliorato la propria posizione grazie a un ritmo solido: prima con l’italiano, poi con James Calado nella fase centrale e infine con Alessandro Pier Guidi pronto a lottare per un piazzamento di rilievo nella zona punti. Il destino però ha riservato un finale amaro: Pier Guidi è stato colpito in curva 1 da una vettura GT, riportando danni tali da costringerlo al ritiro a circa un’ora dalla fine. Un epilogo che ha privato i Campioni del Mondo in carica di una giornata potenzialmente molto più soddisfacente.
Tiene alto il morale anche la Ferrari numero 83 del team privato AF Corse. Partita tredicesima con Phil Hanson, passata poi a Yifei Ye e affidata nel finale a Robert Kubica, la 499P in livrea gialla ha completato una rimonta di sostanza che ha permesso ai vincitori della 24 Ore di Le Mans 2025 di chiudere sesta.
Anche in classe LMGT3 il verdetto è maturato nella confusione del finale. La Ferrari 296 numero 21 di AF Corse sembrava avviata verso la vittoria, ma un errore del box nel momento del rientro in pista di Alessio Rovera, che ha ostacolato la McLaren 720S numero 10 di Au, Fleming e Kirchhofer, è costato 5 secondi di penalità al varesino, sufficienti a consegnare il successo alla compagine britannica Garage 59.
Mattia Drudi si è messo in evidenza nel finale conquistando il secondo posto con la Aston Martin numero 27 del team Heart of Racing, condivisa con Robichon e James. Completa il podio la Porsche-Manthey numero 92 di Lietz, Shahin e Riccardo Pera, risalita con autorità nelle fasi conclusive. La Ferrari di Rovera, incolpevole dei fatti in pista, ha chiuso quarta.
Archiviati i round di Imola e Spa, il Wec si prepara per l’appuntamento più atteso dell’anno. Il prossimo capitolo del campionato si scriverà sul Circuit de La Sarthe, teatro della 24 Ore di Le Mans in programma tra sabato 13 e domenica 14 giugno. La Ferrari, specialista in questa iconica gara, cercherà di bissare i successi ottenuti nelle ultime stagioni.
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