
Dal 28 maggio al 28 giugno, la Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi a Firenze accoglierà la mostra “Gli scultori della velocità e il sogno di Leonardo da Vinci”, un’esposizione che racconta l’evoluzione dell’automobile italiana come opera d’arte, dalle botteghe rinascimentali fino alle iconiche sportive del Novecento.
L’inaugurazione è in programma martedì 26 maggio. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 28 giugno, con chiusura settimanale il mercoledì.
Ideata dal curatore Mauro Bertoli con il supporto dei soci della Scuderia Belle Curve, l’esposizione ruota attorno alle opere raccolte da Jean Marc Borel sotto il nome di ModenArt. Protagonisti sono i pezzi unici che raccontano le tecniche artigianali utilizzate per realizzare rare Ferrari, Maserati e Shelby Cobra degli anni Cinquanta e Sessanta.
Un percorso che mette in luce il lavoro dei celebri “battilastra” modenesi, gli artigiani che trasformavano le lastre di alluminio in carrozzerie modellate a mano, lavorando per carrozzieri storici come Scaglietti, Fantuzzi e Sports Cars.

La mostra parte simbolicamente dal Rinascimento, con un’armatura che richiama la tradizione degli armieri fiorentini, maestri nella lavorazione del metallo. Da qui il percorso conduce al 1478 e al “Carro semovente” progettato da Leonardo da Vinci, considerato uno dei primi studi sul concetto di automobile.
Il modello, descritto nel Codice Atlantico, è stato ricostruito fedelmente dai disegni originali e sarà esposto insieme a un altro pezzo storico: il primo motore a scoppio della storia, brevettato a Firenze nel 1853 da Eugenio Barsanti e Felice Matteucci.
Nella seconda parte dell’esposizione entra in scena Modena e la sua tradizione artigianale. In mostra ci saranno i celebri “filoni”, strutture in filo di ferro in scala reale utilizzate come dima per modellare le carrozzerie delle auto da corsa. Questa tecnica, resa celebre da Sergio Scaglietti, permetteva di creare a mano le forme delle vetture senza l’uso di disegni su carta. I visitatori potranno ammirare 15 esemplari della collezione ModenArt, testimonianza concreta di un sapere artigianale che ha trasformato le auto sportive italiane in simboli di bellezza e design.
Tra i protagonisti anche Afro Gibellini, oggi novantenne, considerato l’ultimo grande maestro battilastra ancora attivo.

La mostra si conclude con due sale dedicate alle opere pittoriche di Enrico Ghinato. Attraverso una tecnica a olio ispirata ai grandi maestri rinascimentali, l’artista trasforma l’automobile in simbolo di aspirazione e movimento, chiudendo idealmente il dialogo tra arte classica e cultura motoristica italiana.
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