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Cupra Raval, L’A prima prova

di Redazione - 07/05/2026

Cupra Raval

Testo di Mattia Eccheli

Il quartiere da cui prende il nome viene definito vibrante e multiculturale, ma è anche segnalato tra quelli “pericolosi”. La Cupra Raval, sognata, sviluppata e prodotta a Martorell, vicino a Barcellona, incarna una parte di queste definizioni. Con i suoi 226 cv (fino a) è indubbiamente vibrante e in qualche modo è multiculturale perché sposa il design anticonformista e “spinto” del marchio catalano con la tecnologia tedesca del gruppo di cui fa parte.

Può anche essere “pericolosa” (le virgolette sono d’obbligo) se chi la guida immagina che, sulle base delle proporzioni (4,05 metri di lunghezza), sia una utilitaria qualsiasi e non un’elettrica capace di schizzare da 0 a 100 km/h in 6,2”.

Com’è fuori?

“Progettata per distinguersi”: è così che Cupra presenta la Raval, la “massima espressione dell’ossessione del marchio nel superare i confini del design automobilistico”. È una compatta dall’anima sportiva che all’anteriore esibisce il “muso da squalo” e che, in generale, è caratterizzata da linee nette, con un profilo che richiama quello di un casco (sportiva, appunto, ma anche sicura). Al posteriore è definita da un generoso diffusore, da effetti luminosi 3D con una luce che scorre da un lato all’altro e dal logo illuminato.

Alcuni elementi non sono puramente estetici, ma hanno anche funzioni aerodinamiche: tipo i profili laterali posteriori a forma di C, le prese d’aria anteriori, i cerchi ad alta efficienza (le dimensioni sono da 17, 18 e 19”), le maniglie a scomparsa e lo spoiler posteriore.

Sette le tinte per la carrozzeria: Manganese matt, Century Bronze matt, nero Midnight, bianco Glacial, Magnetic Tech e blu Fiord e l’esclusivo Plasma – capace di variare dal ciano al blu, dall’indaco al rosso rosato in base all’interazione con la luce. La tavolozza dei colori comprende anche finiture opache e iridescenti, ormai la “firma stilistica” di Cupra. A chi apprezza l’opzione bitono, per il tetto sono disponibili il grigio Manhattan Grey e il nero Midnight Black.

Com’è dentro?

L’abitacolo è sorprendentemente spazioso e, quando si ha il tetto panoramico, anche luminoso (e questo non è sorprendente). Sul volante è concentrata una grande quantità di pulsanti che consentono di comandare una serie di funzioni: per le altre si fa riferimento allo schermo centrale da 12.9” (quello riservato al conducente è da 10.25”).

La console centrale sospesa è funzionale sia perché è di meno ingombrante e lascia qualche centimetro in più per le gambe sia perché ospita un vano portaoggetti aperto e uno chiuso. È disponibile anche la ricarica wireless: nello spazio riservato, il cellulare si muove tuttavia un po’ troppo e alle volte la rigenerazione si blocca.

Si sta comodi davanti, ma anche chi viaggia dietro (di sicuro se i passeggeri al posteriore sono due) ha parecchio posto a disposizione (441 litri per il vano bagagli). Forse, in futuro, Cupra può lavorare sull’insonorizzazione, perché il rumore del rotolamento si avverte già prima che l’andatura raggiunga la tripla cifra, ma parecchio dipende anche dal tipo di fondo stradale.

La tecnica

Realizzata sull’architettura Meb+ del gruppo Volkswagen, la Raval è offerta con un’unità elettrica e con la trazione anteriore. I livelli di potenza sono 4: 116 e 135 Cv con la batteria a litio-ferro-fosfato da 37 kWh di capacità netta e 211 e 226 con quella con chimica nichel-manganese-cobalto da 52 (fino a 290 Nm di coppia). Le autonomie oscillano fra circa 300 e 446 chilometri con tempi di ricarica promessi di 24 minuti per un rifornimento tra il 10 e l’80% nelle migliori condizioni.

Come va?

Nel caso della Raval le apparenze non ingannano: vuole sembrare sportiva e lo è pure. È compatta, ma non “urbana”. Si presta a utilizzi cittadini, questo sì, ma soprattutto la declinazione provata, la VZ da 226 Cv (in Italia come Launch VZ, con un equipaggiamento maggiorato), è decisamente indicata per chi ha voglia di adrenalina.

Con il suo assetto ribassato, è un’auto estremamente stabile, precisa e coerente in curva, senza “effetti collaterali”. È piacevole da abitare (a parte qualche plastica un po’ dura) e ancora di più da guidare, con uno sterzo puntuale e anche una bella visibilità. Quando si guida contro sole, né l’inclinazione del parabrezza né i rivestimenti difendono dai riflessi.

Il prezzo

La versione d’ingresso, quella annunciata dal costruttore attorno ai 26.000 euro, in Italia arriverà in autunno inoltrato. Il modello è già ordinabile nelle tre edizioni di lancio, due da 211 Cv (Launch e Launch Plus) e una da 226 (Launch VZ), offerte rispettivamente 29.950, 33.950 e 39.950.

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