Le prossime generazioni di Alfa Romeo Giulia e Stelvio si stanno facendo attendere più del dovuto. I motivi sono molteplici e in parte li abbiamo riportati in questo nostro articolo, che però risale a qualche mese fa. È quindi giunto il momento per fare il punto della situazione, ipotizzando il loro arrivo sul mercato, che dovrebbe coincidere con il 2027.
L’occasione per riprendere il discorso delle future Giulia e Stelvio proviene da un recente articolo dei colleghi della testata Autocar che ipotizza una natura multienergia per i due modelli, entrambi ingegnerizzati sulla piattaforma STLA Large del Gruppo Stellantis. Saranno disponibili varianti benzina mild hybrid, ibride plug-in e completamente elettriche.
Stando alle indiscrezioni, la gamma potrà contare su motori quattro cilindri turbo benzina dotati di tecnologia mild-hybrid, soluzione che consentirebbe di contenere le emissioni nel rispetto del futuro standard Euro 7.
Per le varianti plug-in hybrid potrebbe essere adottata una versione potenziata del powertrain da 225 Cv già impiegato su altri modelli della piattaforma STLA, come l’Opel Grandland. Tale sistema abbinerebbe un motore 1.6 turbo benzina a un’unità elettrica posteriore e una batteria da 21 kWh, per un’autonomia dichiarata in modalità elettrica di circa 82 km.
Sul fronte elettrico puro, la piattaforma STLA Large sarebbe in grado di ospitare pacchi batteria compresi tra 85 e 118 kWh, il che potrebbe tradursi in un’autonomia superiore ai 650 km per le varianti più efficienti; requisito fondamentale per competere con rivali come la nuova BMW i3, accreditata di circa 900 km di percorrenza dichiarata.
Le versioni ad alte prestazioni Quadrifoglio dovrebbero essere disponibili sia in variante elettrica che a combustione. Le versioni EV potrebbero scattare da 0 a 100 km/h in circa 2 secondi, dimezzando gli attuali 3,8-3,9 secondi delle omologhe a benzina con motore V6. A titolo di paragone, la Dodge Charger Daytona EV, primo modello ad alta prestazione basato sulla medesima piattaforma, eroga fino a 500 Cv con la configurazione a doppio motore.
In precedenza erano circolate ipotesi su una possibile variante tri-motore da oltre 735 Cv, che avvicinerebbe le Quadrifoglio elettriche alla Porsche Taycan Turbo GT e all’imminente Bmw M3 elettrica.
Le versioni termiche Quadrifoglio dovrebbero invece mantenere l’attuale motore V6 biturbo da 2,9 litri e 510 Cv, recentemente aggiornato per essere compatibile con le normative Euro 7. Alcune fonti suggerirebbero tuttavia che Alfa Romeo stia valutando anche il biturbo a sei cilindri in linea da 3 litri e 550 Cv impiegato nella variante termica della Charger Daytona. Tuttavia, tale motore potrebbe essere riservato esclusivamente ad alcuni mercati come quello statunitense, che è più permissivo per quanto concerne le emissioni.
Giulia e Stelvio di nuova generazione potrebbero essere i primi modelli a montare l’architettura software STLA Brain di Stellantis. Si tratta di un sistema di calcolo centralizzato che, stando alle dichiarazioni di Alfa Romeo, gestirebbe in tempo reale la dinamica del veicolo, il torque vectoring e l’ammortizzazione attiva tramite intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di garantire alle versioni elettriche prestazioni dinamiche paragonabili a quelle delle omologhe a combustione, compensando l’incremento di peso legato alle batterie.
Il sistema potrebbe inoltre essere dotati di un head-up display in realtà aumentata di nuova generazione. Una delle ipotesi più suggestive vorrebbe che il display proiettasse una “vettura fantasma” sulla strada, indicando al guidatore le traiettorie e i punti di frenata ideali in pista.
Sul piano elettrico, la piattaforma STLA Large adotterebbe un’architettura a 800 V, una prima volta assoluta per Stellantis, finora ferma a sistemi a 400 V su piattaforme come la STLA Medium. Ciò potrebbe consentire velocità di ricarica superiori ai 270 kW già disponibili sugli EV Stellantis, oltre a permettere un alleggerimento del cablaggio nelle versioni Quadrifoglio.
Per quanto concerne gli interni, il quadro strumenti dovrebbe preservare la tradizionale impostazione a cannocchiale, tipica di Alfa Romeo, con molta probabilità nella sua interpretazione digitale. Non mancherà un grande schermo di tipo touch collocato centralmente. Entrambe le vetture beneficerebbero inoltre di aggiornamenti over-the-air durante l’intero ciclo di vita.
La produzione delle nuove Giulia e Stelvio sarà avviata nello stabilimento Stellantis di Cassino, dove i due modelli verrebbero assemblati insieme ad almeno un modello Maserati, anch’esso basato sulla piattaforma STLA Large.
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