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Una pinta e un’idea: così nacque il Grenadier

di Redazione - 15/06/2026

Il World Origin Site del Grenadier

Eravamo quattro amici al pub e volevamo tornare all’antico. Chiediamo scusa al grande Gino Paoli se utilizziamo il suo famoso refrain per richiamare la storia di Ineos Grenadier, il fuoristrada per i nostalgici del mitico Defender. Storia che ha fatto guadagnare a un locale nella media di Belgravia, elegante quartiere nel cuore di Londra, uno di quei riconoscimenti ‘made in England‘ che sull’isola di Sua Maestà Carlo hanno ancora un peso. Qualche settimana fa, The Grenadier pub ha ricevuto lo status di World Origin Site, certificato da un organismo registrato presso il Governo britannico, che fissa per sempre il luogo esatto in cui un’idea ha cambiato le cose.

È un registro che non conosce gerarchie tra i propri iscritti: il laboratorio dove Alexander Fleming scoprì la penicillina, la sala delle prima proiezione cinematografica dei fratelli Lumière e il locale del primo concerto dei Beatles condividono lo stesso sigillo verde. La notizia è che per la prima volta, il prestigioso riconoscimento ha come riferimento un veicolo, il Grenadier appunto.

La nascita di un fuoristrada senza compromessi

Fu qui, nel 2017, che Sir Jim Ratcliffe — fondatore di Ineos Automotive e imprenditore tra i più ricchi del Regno Unito — decise di costruire un 4×4 senza compromessi in un’epoca in cui l’intera categoria stava cedendo al design urbano. Mentre il mercato inseguiva linee morbide, schermi touch e promesse di elettrificazione, il Grenadier nasceva con telaio separato, trazione integrale permanente e tre differenziali bloccabili: un fuoristrada progettato per fare il fuoristrada, senza mediazioni. Lo schizzo a penna del modello è sulla banconota da 5 sterline appesa al soffitto del locale. Tre anni dopo arrivava il primo prototipo. Oggi Ineos conta oltre 36.000 unità di Grenadier consegnate nel mondo e può vantare una targa verde sul muro esterno del pub dove tutto è cominciato, svelata da un entusiasta Ratcliffe in persona.

Il pub: dove andare e cosa ordinare

A questo punto, per i nostri lettori che passano da Londra, è giusto raccontare il pub che gode di una posizione invidiabile. Sede di gran parte delle ambasciate e delle residenze diplomatiche a Londra, il sofisticato quartiere di Belgravia vanta anche un gran numero di hotel di lusso, ristoranti raffinati e alcune delle stradine più incantevoli della metropoli. The Grenadier è il pub inglese per eccellenza, con arredi in stile – tanto legno, boiserie e quadri della storia patria – e un’atmosfera piacevole, che piace a un pubblico trasversale. Tante birre alla spina ma anche buoni vini accompagnano una carta vivace ed eclettica: pesce del giorno e strudel vegetali, le costine d’agnello e burrata italiana.

Un piatto su tutti è dedicato a Ineos: hamburger di manzo Grenadier, pancetta affumicata a strisce, scalogno croccante, formaggio, salsa per hamburger, cetriolini sottaceto, lattuga, patatine fritte sottili. In un posto così british, non può mancare il ‘Sunday Menu’ per il pranzo domenicale dove il piatto imperdibile è Our famous Beef Wellington, horseradish cream ossia “il nostro famoso filetto in crosta con crema di rafano. Preparate, nel caso, 40 sterline quindi 46 euro circa: siamo a Londra, non in mezzo alle Highlands.

Testo di MAURIZIO BERTERA

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