
Testo di Maurizio Bertera
Buon compleanno alla Ford Ka: 30 anni portati bene, a conferma che l’idea di creare una city car anticonvenzionale è stata molto buona. Quando debuttò nel 1996, la piccola due volumi ruppe con decisione gli schemi estetici tradizionali, introducendo un linguaggio stilistico innovativo.
Il francese Claude Lobo, chief designer all’inizio del progetto, voleva riabilitare la concezione di auto piccola. Pensava di dare vita a un veicolo con grande carisma, piccolo nelle dimensioni ma grande nella sostanza, con un design lontano dai canoni della moda e allo stesso tempo durevole nel tempo.
Ka era la prima espressione del New Edge Design, caratterizzato da superfici ‘pulite’ che si congiungevano a formare un mix di linee fluenti e arrotondate. Incrociandosi, generano proiettori, calandra, tagli porte e superfici vetrate con una netta evidenziazione dei bordi. La semplicità delle pannellature della scocca era enfatizzata dai grandi paraurti anteriori e posteriori, fascianti e realizzati in plastica non verniciata, per tenere più basso il costo e non danneggiare la carrozzeria nel caso di piccoli urti.
All’interno si ripeteva quanto avveniva all’esterno, ma con maggiore presenza di forme puramente arrotondate. Il movimento circolare della plancia venne concepito e sviluppato dallo studio degli interni della Ford Europa a Dunton, in Inghilterra, dal capo del design Pierre Webster.

Il progetto di partenza era un cockpit semplice ma poco innovativo, non in linea con il movimento delle superfici esterne. L’idea della plancia a goccia, nata successivamente con l’estensione del disegno circolare verso il quadro strumenti fino alle portiere, completò coerentemente il progetto.
Anche per l’abitacolo si voleva che la Ka colpisse: se all’esterno sorprendeva, al volante doveva strappare un sorriso. Lunga 3,62 metri, grazie a un passo di 2,45 metri garantisce spazio superiore alla media della categoria. Anche il bagagliaio si dimostra pratico, mentre la dotazione include elementi non scontati per l’epoca.
Dal punto di vista tecnico, Ford sceglie una strada conservativa ma affidabile. I motori iniziali sono due quattro cilindri a benzina 1.3 da 50 e 60 Cv, non particolarmente prestazionali ma capaci di offrire una guida equilibrata e divertente.

Presentata in veste definitiva al Salone di Parigi del 1996, la nuova Ka (realizzata su base Ford Fiesta) spiazzò critica e pubblico, ma convinse. Il successo commerciale è evidente: nel 2002 viene prodotto il milionesimo esemplare e, alla fine della prima carriera nel 2008, si raggiungono circa 1,5 milioni di unità.
Un dato significativo è che oltre il 60% degli acquirenti si avvicina per la prima volta al marchio Ford proprio grazie alla Ka.
Nel 2008 viene introdotta la seconda generazione, costruita sulla medesima base della Fiat 500 e quindi prodotta nello stabilimento polacco di Tychy. In questa versione approda il Kinetic Design, nuovo corso stilistico inaugurato da Ford con il modello S-Max e poi esteso a tutta la gamma. Il modello ottiene buoni risultati, ma con numeri decisamente inferiori alla prima serie.

Sviluppata dalla sezione brasiliana di Ford, la terza generazione della Ka, poi denominata Ka+, viene presentata nel luglio 2014 e inizia una breve carriera. La vettura adotta una carrozzeria a cinque porte, rompendo la tradizione che la vedeva come piccola utilitaria a tre porte. In Europa esordisce, dopo modifiche specifiche, nel giugno 2016.

Il calo della domanda per le vetture di segmento A e la crescente attenzione verso Suv e crossover convincono Ford a rivedere i piani: l’ultima Ka esce dagli stabilimenti nel 2019.
Nella memoria degli appassionati restano curiose interpretazioni come la concept car roadster Saetta del 1996 e la station wagon Turing Ka (1998), realizzate in Ghia. Indimenticabili anche le versioni sportive e rare Ford SportKa (2003) e StreetKA (2004), firmate e assemblate da Pininfarina.

Una cosa è certa: ancora oggi, quando si incrocia una Ford Ka, la si osserva con curiosità e simpatia. Impensabile nel momento in cui, 30 anni fa, scese sul mercato.
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