Stellantis è in trattativa con Dongfeng Motor per rilanciare una partnership produttiva che coinvolgerebbe fabbriche europee e cinesi. Lo riferiscono fonti a conoscenza dei negoziati, citate da Bloomberg. La notizia non è del tutto inedita poiché ne avevamo già parlato esattamente un mese fa in questo articolo, dove si citavano potenziali collaborazioni tecniche con Xiaomi e Xpeng, sempre per l’impiego degli impianti collocati nel Vecchio Continente.
I colloqui riportati da Bloomberg, prevedono l’accesso di Dongfeng agli impianti europei del Gruppo, che soffrono di un sottoutilizzo cronico in diverse sedi. In cambio, Dongfeng potrebbe produrre in Cina veicoli di alcuni marchi Stellantis selezionati.
Entrambe le società hanno confermato l’esistenza di un dialogo senza entrare nei dettagli. «Nell’ordinario svolgimento della propria attività, Stellantis intrattiene discussioni con vari operatori del settore a livello mondiale», ha dichiarato un portavoce del gruppo, declinando ulteriori commenti. Dongfeng ha a sua volta sottolineato «una base positiva per la partnership», auspicando il rafforzamento di vantaggi complementari.
Secondo le fonti, rappresentanti di Dongfeng hanno già visitato siti produttivi in Germania e in Italia. Le discussioni includerebbero anche la possibilità, in una fase successiva, di un’acquisizione o di un investimento diretto in uno o più impianti europei da parte del costruttore cinese.
Un accordo di produzione condivisa consentirebbe a Stellantis di ridurre i costi fissi e migliorare il tasso di utilizzo degli impianti senza ricorrere a chiusure, una soluzione politicamente e socialmente sensibile sia in Italia sia in Germania. Dal lato cinese, la produzione locale in Europa permetterebbe a Dongfeng di aggirare i dazi doganali imposti dall’Unione Europea sui veicoli importati dalla Cina.
Parlando degli impianti italiani, nel primo trimestre 2026, lo stabilimento di Cassino, dove vengono costruite Alfa Romeo Stelvio e Giulia, oltre che Maserati Grecale, è stato l’unico sito italiano a registrare un calo della produzione. Maserati, che produce esclusivamente in Italia e ha visto calare le vendite anche nel mercato cinese, aveva dichiarato a gennaio la propria disponibilità a partnership tecnologiche.
La collaborazione tra i due gruppi non sarebbe del tutto inedita. Nei primi anni Novanta, PSA Group aveva costituito una joint venture con Dongfeng per accedere al mercato cinese in rapida espansione. Negli anni più recenti, tuttavia, la concorrenza crescente ha eroso volumi e redditività di quell’intesa, di fatto svuotandola.
Le trattative attuali non sono ancora concluse e potrebbero non produrre alcun accordo, precisano le stesse fonti.
Il dialogo con Dongfeng si inserisce in una più ampia revisione strategica avviata da Stellantis per rafforzare la propria posizione competitiva.
Stellantis, che, come riportato in apertura di articolo ha aperto trattative anche con Xiaomi e Xpeng, potrebbe comunque siglare accordi con più di un partner cinese contemporaneamente. Il Gruppo già collabora con Leapmotor per la distribuzione in Europa e starebbe valutando un uso più esteso della tecnologia del costruttore cinese per rafforzare i marchi di massa del portafoglio, in particolare Fiat e Opel (qui per saperne di più).
La spinta verso i partner cinesi in Europa contrasta con la traiettoria opposta che Stellantis sta seguendo negli Stati Uniti, dove il Gruppo ha avviato investimenti per circa 13 miliardi di dollari per rinnovare la gamma. Nel mercato nordamericano, l’utilizzo di tecnologia cinese nelle vetture sarebbe ostacolato da specifiche restrizioni normative federali, rendendo inapplicabile un modello simile a quello discusso per l’Europa.
Nel primo trimestre 2026, i volumi globali di Stellantis sono risultati in crescita, trainati proprio dall’America del Nord, mercato che assicura importanti margini e che nell’era Tavares aveva conosciuto un vero e proprio crollo.
Per definire la revisione strategica in corso, Stellantis ha ingaggiato consulenti tra cui McKinsey & Company. Il CEO Antonio Filosa è atteso a presentare le linee strategiche aggiornate in occasione del Capital Markets Day del 21 maggio, con un focus sul miglioramento della redditività in Europa e sul consolidamento degli investimenti in Nord America.
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