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Repubblica Ceca, il cantiere di un’autostrada rivela una città celtica

di Redazione - 02/04/2026

città celtica

Testo di Maurizio Bertera

Capita raramente che un cantiere stradale si trasformi in una delle scoperte archeologiche più importanti di una regione. Eppure, è esattamente quello che è successo in Repubblica Ceca, dove i lavori preliminari per la costruzione della nuova autostrada D35 hanno portato alla luce un sito celtico dell’età del ferro, vecchio di oltre 2.000 anni. L’area si estende per circa 25 ettari ed è ricca di reperti che stanno riscrivendo la comprensione del commercio nell’Europa antica.

Una città commerciale, non un semplice insediamento

La prima sorpresa per gli archeologi del Museo della Boemia Orientale, che hanno condotto le ricerche in collaborazione con l’Università di Hradec Králové, non è stata tanto la presenza del sito quanto la sua natura. Non si tratta di un accampamento o di un piccolo insediamento rurale, ma di una vera e propria città commerciale, con resti di abitazioni, probabili santuari e aree produttive. Un centro organizzato, con una funzione precisa: fare da nodo di scambio tra le grandi rotte commerciali dell’epoca.
Il sito è stato datato tra il III e il I secolo a.C., quando i Celti dominavano gran parte dell’Europa centrale e settentrionale, ben prima dell’espansione romana.

Un sito intatto da oltre 2.000 anni

Come ha spiegato l’archeologo Tomáš Mangel a Live Science, «questo sito ci permette di capire meglio come erano organizzati questi insediamenti tra il III e il I secolo a.C.».

Un dettaglio colpisce più di altri: il sito non era fortificato. Questo suggerisce che fosse pensato per accogliere commercianti e merci, non per difendersi. Una scelta che rafforza la sua vocazione commerciale.

Ancora più sorprendente è lo stato di conservazione: il sito è rimasto intatto per 2.000 anni. Nessuna aratura profonda, nessun saccheggio, nessuna costruzione moderna ha alterato gli strati del suolo. Una rarità in Europa.

Oltre 22.000 reperti: monete, gioielli e strumenti

I numeri sono impressionanti. Gli archeologi hanno recuperato oltre 22.000 oggetti: centinaia di monete celtiche d’oro e d’argento, stampi per la coniazione, gioielli come spille, bracciali e perle di vetro, oltre a decorazioni in metallo e strumenti legati alla produzione artigianale.

Un’Europa già connessa prima di Roma

Particolarmente significativa è la presenza di ambra e ceramiche di lusso, materiali non locali. Questo indica che arrivavano da lontano e conferma che il sito si trovava lungo la Via dell’Ambra, l’antica rotta commerciale che collegava il Mar Baltico al Mediterraneo.

Da questa scoperta emerge un’immagine diversa dell’Europa pre-romana: più organizzata e interconnessa di quanto si pensasse. I Celti non erano solo guerrieri, ma anche artigiani e commercianti, capaci di costruire reti di scambio su migliaia di chilometri, senza infrastrutture moderne.
Il sito della D35 lo dimostra in modo concreto: uno spaccato preciso di un sistema commerciale efficiente e strutturato.

Lo hanno trovato mentre costruivano un’autostrada. Nello stesso punto in cui, 2.000 anni fa, i Celti avevano già capito che passare di lì era una buona idea.

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