
Testo di Gabriele Ratti
Un sogno lungo oltre 10 anni, condiviso grazie alla sua personalità ed al suo sorriso con tutti gli appassionati di rally, che ora per Takamoto Katsuta è diventato realtà. Il pilota giapponese in modo rocambolesco ha vinto il Safari Rally Kenya, prima vittoria in carriera alla terza tappa del FIA World Rally Championship 2026, riportando il “Sol Levante” alla vittoria dopo ben 34 anni.
Il pilota giapponese, uno dei protagonisti più amati per la sua simpatia e il suo amore verso lo sport e i fan, navigato dall’irlandese Aaron Johnston è salito sul gradino più alto del podio con la Toyota GR Yaris Rally1, un binomio tutto nipponico che non si era mai visto prima al vertice del WRC.
“Non so cosa dire – commentava piangendo “Taka” all’arrivo – Abbiamo avuto tante difficoltà e tanti momenti difficili. Aaron si è impegnato tantissimo per farmi lavorare al meglio. Il team ha sempre creduto in me anche quando continuavo a fallire”.

Quest’epopea in terra d’Africa è stata ancor più emozionale per Katsuta, perché la vittoria – arrivata dopo stagioni di sfortune, di dubbi sulle sue qualità e di pesanti insuccessi – l’ha conquistata in una delle gare più dure degli ultimi anni. Il Safari Rally è stato un’ecatombe: fanghiglia e melma ovunque, sassi squarcia-gomme e polvere soffocante, problemi tecnici su problemi tecnici, prove cancellate. In Kenya è successo di tutto, ma il giapponese è stato il migliore a evitare guai, forature e danni. Con perfetto spirito di sopportazione nipponico Katsuta è salito in testa a metà del sabato, dopo che davanti a lui si erano ritirati per guasti alle Toyota sia Solberg sia Ogier.
A quel punto Taka è entrato in modalità sopravvivenza, evitando ogni rischio e conquistando la sua prima dolce vittoria in carriera. Ha approfittato di tutto questo anche Hyundai, che finalmente in un inizio di stagione disastroso ha centrato il primo podio con i francesi Adrien Fourmaux e Alexandre Coria. L’equipaggio su Hyundai I20 Rally1 tra forature e problemi di surriscaldamento si è avvicinato molto al giapponese, chiudendo con un 5° posto nella power stage e un distacco finale di 27.4”.

Grande weekend nonostante i ritiri per Toyota, che oltre alla vittoria di Katsuta festeggia il terzo gradino del podio del giovane Sami Pajari, un bis dopo il risultato in Svezia, allungando nella classifica costruttori a 157 punti, 43 lunghezze in più rispetto a Hyundai.
Ma non solo. Tenendo conto dei punti ottenuti fra “Super Sunday” e “Power Stage” infatti ora nelle prime 3 posizioni del campionato piloti ci sono 3 piloti Toyota. In testa c’è Evans, decisamente sottotono in Kenya con anche l’esplosione della posteriore destra, ma comunque ancora leader con 66 punti, inseguito da Solberg a 58 che ha vinto anche la Power Stage, con Katsuta a chiudere il tridente a quota 55. Fourmaux, primo alfiere Hyundai, ha già quasi 20 punti di distacco, mentre le Ford sono addirittura fuori dalle prime 15 posizioni.

In tutto il marasma accaduto in Kenya ha potuto strappare un clamoroso 5° posto assoluto, vincendo la classifica del WRC2, l’equipaggio Toksport supportato da Skoda Motorsport composto da Robert Virves e Viilo Jakko. Il pilota estone è partito subito fortissimo e dopo aver preso la leadership della classifica riservata alle Rally2 con la sua Skoda Fabia RS sulla PS6 non l’ha più mollata fino alla fine. Seconda piazza per la Toyota di Gus Greensmith, mentre l’altra Skoda “ufficiale” di Mikkelsen si è dovuta accontentare del 4° posto.
Con questo risultato Toksport e Skoda gettano il guanto di sfida direttamente a Lancia Corse, che tornerà a calcare gli sterrati del FIA WRC2 al Rally di Croazia. Qui si incroceranno le strade dei principali candidati al titolo della seconda categoria mondiale.

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