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L’ombra della guerra USA-Iran sull’Industria automobilistica globale

di Emiliano Ragoni - 09/03/2026

1. L’auto mondiale trema: panoramica

La guerra in Iran rischia di trasformarsi in un nuovo fronte di crisi per l’industria automobilistica internazionale che negli ultimi mesi è stata soggetta a diverse turbolenze geopolitiche e tecnologiche. Secondo una recente analisi di Bernstein Research, l’escalation militare e le difficoltà logistiche nell’area potrebbero provocare un impatto significativo sulle vendite e sulle catene di fornitura di diversi costruttori, in particolare quelli con una forte presenza in Medio Oriente.

2. I marchi asiatici in prima linea

Toyota, Hyundai e i maggiori costruttori cinesi sono tra i più vulnerabili. La regione rappresenta un’area chiave per il loro business: Toyota è il brand più venduto nel Medio Oriente, mentre Hyundai e Chery occupano posizioni di rilievo nei mercati del Golfo.

Proprio per prevenire possibili blocchi nel trasporto via mare, Toyota avrebbe già ridotto la produzione globale di circa 40.000 veicoli, con modelli come Land Cruiser e altri suv fra i più a rischio.

Le case cinesi come Chery, JAC, Hainan e Changan, sono invece fortemente radicati in Iran, mercato da quasi 3 milioni di unità che rimane precluso ai marchi occidentali a causa delle sanzioni.

Vista la conformazione del territorio, i modelli più venduti nel Medio Oriente sono soprattutto suv e pick-up. Oltre a Toyota con Land Cruiser e Hilux, anche la Hyundai è forte con Tucson ed Elantra. Negli ultimi mesi i brand cinesi hanno conquistano quote crescenti con suv competitivi come Tiggo 7/8, Haval H6, Changan CS75 Plus e MG ZS.

Conseguenze della guerra USA-Iran: i modelli più venduti in Medio Oriente e Iran

Costruttore Modello Impiego e Diffusione
Toyota
Domina i mercati del Golfo (Arabia Saudita, EAU, Kuwait) e spesso anche in Iran tramite import paralleli.
Land Cruiser L’icona della regione, altissima domanda su tutte le versioni.
Hilux Pick-up molto diffuso per flotta e uso professionale.
Prado SUV medio-grande molto popolare nei mercati del Golfo.
Camry Una delle berline più vendute in Arabia Saudita e Kuwait.
Corolla Forte presenza come taxi e flotte aziendali.
Fortuner SUV su base Hilux molto diffuso in Medio Oriente.
RAV4 Tra i SUV compatti più venduti nella regione.
Hyundai
Quota significativa nei paesi del Golfo e nel Levante (Giordania, Libano).
Tucson Uno dei SUV più venduti nella regione.
Elantra Forte nelle flotte e nei servizi taxi.
Sonata Tra le berline più diffuse in Arabia Saudita.
Santa Fe Popolare tra le famiglie e nei paesi del GCC.
Accent Molto presente in mercati sensibili al prezzo.
Creta Forte crescita nei paesi del Medio Oriente e Nord Africa.
Chery
Incluso Omoda/Jetour. Il marchio cinese con più trazione nella regione.
Tiggo 7 / Tiggo 8 I SUV più venduti del brand.
Tiggo 4 Forte domanda nei segmenti più economici.
Omoda 5 In rapida crescita nel Golfo.
Jetour X70 / X90 Molto diffusi in Iran e nei mercati price-sensitive.
Changan
Sempre più presente in Arabia Saudita, EAU e Iran.
UNI-K SUV premium cinese molto popolare nel Golfo.
UNI-T Crossover sportivo ad alta crescita.
CS75 Plus Uno dei SUV cinesi più venduti in Arabia Saudita.
CS35 Plus Forte nei mercati urbani.
Great Wall
Inclusi Haval e GWM Pickup. Molto forte nei SUV e pick-up.
Haval H6 Uno dei SUV cinesi più venduti globalmente e nella regione.
Haval Jolion Forte crescita in Arabia Saudita.
GWM Poer (Cannon) Pick-up molto richiesto nei mercati del Golfo.
SAIC (MG)
Uno dei marchi cinesi più consolidati nei paesi del GCC.
MG5 Berlina economica molto popolare.
MG ZS SUV compatto tra i più venduti della categoria.
MG HS SUV di fascia media con ottimi volumi.
MG RX5 Forte presenza in Emirati e Arabia Saudita.
JAC
Molto attiva in Iran e Oman.
S5 SUV compatto molto venduto.
JS4 / JS6 Nuovi modelli in crescita.
T8 / T6 Pick-up popolari nei mercati più economici.

3. Benzina più cara, vendite a rischio

L’aumento del prezzo del petrolio, come avevamo già detto in questo nostro precedente articolo, è un’altra variabile che preoccupa il settore. La tensione nello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi energetici più strategici al mondo, sta già spingendo al rialzo i costi del carburante. Per gruppi come Stellantis, ancora molto dipendenti dai motori tradizionali, questo scenario rappresenta un fattore critico.

Secondo gli analisti, un prolungato rialzo dei prezzi dell’energia potrebbe deprimere la fiducia dei consumatori e portare a un drastico calo delle immatricolazioni, con ripercussioni ben oltre il Medio Oriente.

4. L’espansione cinese rallenta

La regione mediorientale ha assunto un peso crescente per l’export automobilistico cinese, rappresentando nel 2025 circa il 17% delle spedizioni internazionali del Paese. Ora la crisi rischia di frenare questo percorso di espansione. Bernstein identifica Chery, Great Wall, SAIC, JAC e Changan come i gruppi più esposti a un eventuale deterioramento della situazione.

5. Guerra Usa-Iran: prospettive incerte

Con gli Stati Uniti intenzionati a mantenere una linea dura e la situazione sul campo ancora instabile, le prospettive non appaiono rassicuranti. Gli analisti avvertono che un conflitto prolungato potrebbe diventare un serio freno per l’industria automobilistica globale, già sotto pressione per i costi logistici e per la transizione tecnologica.

6. Quadro rischio costruttori

Costruttore Area di Rischio Livello di Esposizione Note / Impatto Previsto
Toyota Medio Oriente / Logistica ALTO Taglio preventivo di 40.000 veicoli (Land Cruiser, SUV).
Gruppi Cinesi (Chery, JAC, ecc.) Iran / Export ALTO Forte radicamento in Iran; rischio blocco sul 17% dell’export.
Hyundai Golfo Persico / Vendite MEDIO-ALTO Possibili rallentamenti logistici nei mercati chiave.
Stellantis Mercato Globale / Energia MEDIO Esposizione al rialzo dei carburanti per l’alta dipendenza da motori tradizionali.

*Elaborazione basata sull’analisi di Bernstein Research.

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