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Come Stellantis ha risolto i problemi di qualità

di Emiliano Ragoni - 06/03/2026

Stellantis lo scorso anno sotto la guida Tavares ha avuto diversi problemi legati alla qualità delle sue vetture. Problemi di qualità che hanno danneggiato la reputazione del marchio soprattutto in America, ma anche l’Europa con il “caso” del PureTech, ha avuto un peso specifico importante.

Il Gruppo automobilistico, al fine di rilanciare le vendite, ha deciso di puntare in modo deciso su un miglioramento tangibile della qualità dei propri veicoli. A guidare questa strategia è il Ceo Antonio Filosa, che ha parlato apertamente di “un’offensiva globale” volta a rivedere processi, controllo qualità e velocità di risposta ai problemi.

1. Più ingegneri e un nuovo assetto interno

Come riporta Autonews, negli ultimi mesi Stellantis ha inserito in organico oltre 2.000 ingegneri, un investimento significativo che punta a rafforzare tutte le fasi di sviluppo prodotto, con particolare attenzione al controllo qualità. Al vertice della struttura figura ora Sebastien Jacquet, Chief Quality Officer, che ha ottenuto un posto nel gruppo di leadership strategica dell’azienda. Una scelta che sottolinea quanto la qualità sia tornata a essere una priorità assoluta per il costruttore.

2. Risultati altalenanti nelle classifiche di affidabilità

Investire risorse in tutto il processo di controllo e di gestione della qualità del prodotto è stato necessario perché negli ultimi mesi Stellantis ha ottenuto risultati molto altalenanti all’interno degli studi più autorevoli del settore, come quelli realizzati da J.D. Power e Consumer Reports.

Dodge è passata in poco tempo dai vertici alla coda della classifica, mentre Ram è riuscita a conquistare il primo posto nel 2021 e nel 2024. Nel complesso, Chrysler e Ram sono rimaste sotto la media nell’ultimo studio 2025, mentre Jeep ha mantenuto un profilo intermedio con qualche risultato di rilievo, come il primo posto di segmento ottenuto con la Gladiator.

Gli analisti parlano di una situazione comune nelle fasi di forte rinnovamento, che si può riscontrare quando un costruttore introduce nuove piattaforme e nuovi motori.

3. Nuovi modelli e tecnologie: i nodi dei lanci recenti

Il piano prodotto Stellantis sta portando sul mercato numerosi modelli completamente rinnovati o costruiti su piattaforme inedite. Come spesso accade nei lanci complessi, non sono mancati problemi iniziali. La Dodge Charger Daytona elettrica ha richiesto rapidi aggiornamenti software poco dopo l’arrivo nelle concessionarie, mentre la Wagoneer S è stata giudicata da Consumer Reports come “incompleta” nelle prime valutazioni.

The all-new Dodge Charger design stands out with a pure widebody stance.

Panoramica nuovi modelli e tecnologie

Modello Piattaforma / Tecnologia Caratteristiche e Note
Jeep Cherokee / Recon STLA Large Modelli con motori ibridi ed elettrici di nuova generazione.
Grand Wagoneer / Ram 1500 Ramcharger Autonomia estesa Tecnologia range-extender per i modelli body-on-frame.
Grand Cherokee 2026 Motore Hurricane Prima vettura a debuttare con il nuovo propulsore turbo da 324 CV.

4. Addio alle plug‑in hybrid e ritorno al V8: una strategia più conservativa?

Il 2025 era stato segnato dai richiami delle plug‑in hybrid, criticità che ha inciso sull’immagine dei marchi coinvolti. All’inizio del 2026 Stellantis ha poi deciso di ritirare dai mercati nordamericani tutte le Phev (qui la notizia), una scelta interpretata da molti come un passo verso soluzioni più semplici e collaudate.

In quest’ottica, il ritorno del motore Hemi V8 da 5.7 litri sul Ram 1500 potrebbe contribuire a ristabilire la fiducia nei powertrain del gruppo. Una scelta più conservatrice ma ritenuta più affidabile secondo il parere degli analisti.

2026 Ram 1500 5.7-liter HEMI® V-8 with eTorque

5. L’obiettivo: recuperare credibilità sul mercato

Secondo Sean Hogan, presidente dello Stellantis National Dealer Council, parte dei problemi recenti sarebbe riconducibile alle politiche di riduzione dei costi adottate sotto il precedente Ceo. Con Filosa alla guida, invece, la priorità sembra tornata sulla qualità reale dei prodotti e sulla soddisfazione dei clienti.

La rete dei concessionari vede con favore questa inversione di rotta: oggi la competizione è troppo forte per permettersi veicoli con problemi di gioventù, e la pazienza dei clienti è sempre meno.

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