L’escalation del conflitto in Medio Oriente, con le pesanti ripercussioni legate al conflitto tra USA e Iran, sta avendo un impatto diretto e inequivocabile sul mondo dello sport internazionale. La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) e le federazioni motociclistiche si trovano a dover gestire una crisi complessa, in cui l’intrattenimento sportivo deve cedere il passo a priorità imprescindibili come la sicurezza e la salvaguardia delle vite umane.
Le prime conseguenze tangibili hanno già ridisegnato il calendario del Campionato Mondiale Endurance (WEC), mentre Formula 1 e MotoGP guardano con profonda apprensione alle prossime tappe previste nelle zone calde.
La prima decisione ufficiale e drastica riguarda il Campionato del Mondo FIA Endurance. La 1812 km del Qatar, originariamente programmata per inaugurare la stagione nel weekend dal 26 al 28 marzo, è stata ufficialmente posticipata.
La dirigenza del FIA WEC, in accordo con la Federazione del Motore e del Motociclismo del Qatar (QMMF) e i vertici del Lusail International Circuit, ha ritenuto impossibile garantire lo svolgimento dell’evento. Come si legge nel comunicato ufficiale, “la sicurezza dei concorrenti, del personale e dei tifosi è la priorità” assoluta alla luce della continua evoluzione della situazione geopolitica. La gara qatariota verrà riprogrammata nella seconda metà dell’anno.
Di conseguenza, l’avvio del mondiale WEC slitta di quasi un mese e si sposta in Europa: la stagione si aprirà ufficialmente in Italia, con la 6 Ore di Imola, in programma dal 17 al 19 aprile.
Se il WEC ha già preso provvedimenti definitivi, le nubi dell’incertezza si addensano minacciose sul Motomondiale. Anche la MotoGP, infatti, rischia di essere pesantemente coinvolta in questa situazione.
Nel calendario della classe regina delle due ruote è previsto il Gran Premio del Qatar, programmato proprio per il weekend del 10-12 aprile. Le moto dovrebbero scendere in pista sul circuito di Lusail, lo stesso impianto che ha appena visto cancellare la tappa inaugurale del WEC.
Considerando i bombardamenti che hanno interessato il Paese e le conseguenti e stringenti restrizioni dello spazio aereo internazionale, che complicano enormemente la logistica di squadre, personale e media, il regolare svolgimento della gara è attualmente a forte rischio e si attendono comunicazioni ufficiali da parte di Dorna Sports a stretto giro.
In parallelo, anche il Circus della Formula 1 vive ore di attesa. Il calendario prevede infatti due appuntamenti ravvicinati proprio nelle aree maggiormente interessate dalle tensioni:
A fare il punto della situazione è intervenuto direttamente il Presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, che ha voluto esprimere vicinanza alle popolazioni colpite, ribadendo come “il dialogo e la protezione dei civili devono restare delle priorità”.
La FIA sta attualmente lavorando in stretto contatto con i promotori locali, i team e il personale sul campo per monitorare l’evoluzione della crisi e le difficoltà legate ai trasferimenti e al traffico aereo. “La sicurezza e il benessere guideranno le nostre decisioni mentre valutiamo i prossimi eventi in programma in quell’area”, ha assicurato Ben Sulayem, richiamando il motorsport all’unità in un momento storico così delicato. Nelle prossime ore sono attese decisioni definitive che potrebbero stravolgere i calendari delle massime competizioni a motore mondiali.

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