Auto “Made in Europe” per salvare il settore? Questa, in estrema sintesi, sarebbe la proposta avanzata da Stellantis e il Gruppo Volkswagen all’Unione Europa, con l’obiettivo principale di salvare un settore in sofferenza.
L’UE dovrebbe introdurre bonus legati all’anidride carbonica per i veicoli prodotti in Europa come metodo per proteggere i posti di lavoro e aiutare i produttori locali a raggiungere gli obiettivi climatici, hanno scritto gli amministratori delegati di Stellantis e Volkswagen. Queste le dichiarazioni riportate in un editoriale pubblicato nella serata di mercoledì dal quotidiano francese Les Echos.
“L’Europa sta assistendo all’emergere di nuove rivalità geopolitiche”, hanno scritto Antonio Filosa, Ceo di Stellantis, e Oliver Blume, Ceo del Gruppo Volkswagen. “Il commercio, la tecnologia e le capacità industriali vengono mobilitati più che mai per servire gli interessi nazionali. L’Unione Europea deve scegliere rapidamente la sua strada”, hanno affermato.
La Francia è tra i paesi che hanno spinto per una cosiddetta “preferenza UE” per i veicoli elettrici. La Commissione Europea avrebbe dovuto decidere su possibili nuove regole ‘Made in Europe’ a gennaio, ma le decisioni sono state rinviate di almeno un mese.
Stellantis è tra i produttori che hanno criticato le modifiche proposte finora dalla Commissione UE per attenuare l’impatto della transizione all’elettrificazione per le case automobilistiche del Vecchio Continente. Secondo Blume e Filosa, le sfide affrontate dalle aziende che cercano di produrre celle per le batterie destinate ai veicoli elettrici in Europa sono estremamente complesse. Lo dimostra la Porsche, che solo con la Cayenne elettrica è riuscita a ottenere un’idonea produzione verticale che garantisce il controllo della filiera delle batterie.
“Stiamo investendo ingenti risorse per costruire un settore europeo integrato, essenziale per la nostra sovranità tecnologica, ma i consumatori si aspettano legittimamente veicoli elettrici a prezzi accessibili”, hanno scritto i due dirigenti. “Tuttavia, più è necessario contenere i prezzi, maggiore è la necessità di importare le batterie più economiche“.
Secondo Bloomberg, Filosa, nell’ambito di un’ampia revisione del piano industriale di Stellantis, sta valutando il ridimensionamento o la chiusura di alcune joint venture sulle batterie a causa della debole domanda di veicoli alimentati a batteria.
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