
Testo di Mattia Eccheli
I missili anticarro AGM-114 Hellfire e AGM-176 Griffin e quelli teleguidati di precisione GBU-69/B Small Glide sono tra gli armamenti che l’US Air Force, l’aeronautica militare statunitense, testerà su una gamma di 33 veicoli. Due di questi sono dei Tesla Cybertruck, che gli strateghi in divisa considerano particolarmente insidiosi in caso di impieghi “non convenzionali”.
In una nota, i pick-up elettrici vengono presentati come in grado di “non subire danni di entità normale in caso di impatto importante”. Del resto in un video diffuso lo scorso anno da Ramzan Kadyrov, leader ceceno piuttosto “sbrigativo” nei suoi metodi, un Cybertruck compariva con una mitragliatrice installata nel cassone e con lo stesso Kadyrov intenzionato a passare il veicolo all’esercito russo impegnato nell’“operazione” in Ucraina.
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Il leader ceceno era stato smentito da Elon Musk quando aveva dichiarato che il pick-up gli era stato regalato dallo stesso manager di origini sudafricane. Esattamente come altri Suv, berline e pick-up, i due veicoli Tesla verranno impiegati come bersagli nel corso delle esercitazioni previste presso la base “White Sands Missile Range”, nel Nuovo Messico, per testare armi e tecnologie di precisione.
L’obiettivo è quello di capire quanto soprattutto i Cybertruck siano in grado di resistere e a quali sistemi. Nel 2019, al momento della presentazione Musk aveva presentato il modello come “a prove di proiettile” e “di apocalisse”, inclusi i vetri annunciati come infrangibili, che invece non avevano resistito nemmeno al lancio di una sfera di metallo. Nel capitolato non è chiaro quanto costino all’aviazione militare i due veicoli (il nuovo listino americano parte da 80.000 dollari), che possono perfino non essere in grado di procedere autonomamente, ma devono almeno poter essere spostati al gancio. Ciò che interessa all’US Air Force è il grado di resistenza del mezzo, che dispone di “un esoscheletro in acciaio inossidabile”.
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