
Ottavo appuntamento dell’inchiesta “Come guidi” de L’Automobile, in collaborazione con il brand Esso, sui comportamenti degli italiani al volante
In determinati contesti e circostanze non è indispensabile possedere un’auto per muoversi in autonomia: l’alternativa è condividerla, superando il vecchio legame tra mobilità e proprietà. Che sia per pochi minuti o per un tragitto abituale, l’auto diventa così un servizio da usare quando serve. È da questa idea che nascono il car sharing, per noleggiare un veicolo su richiesta, e il car pooling, per condividere il tragitto con altri passeggeri.
Ma come funzionano esattamente? Quando conviene usarli? E che differenze ci sono tra le due pratiche? In questa guida proviamo a fare chiarezza: partiremo dal car sharing, per capire meglio come si accede al servizio, quali sono i costi, i vantaggi, i limiti. A seguire, ci sposteremo sul car pooling, altra forma di mobilità condivisa, meno strutturata ma altrettanto interessante.
Il car sharing è un servizio che permette di utilizzare un’auto per brevi periodi, senza possederla. Tutto si gestisce tramite un’app: ci si registra, si caricano i documenti necessari (patente e carta di pagamento), si individua il veicolo disponibile più vicino e lo si prenota. L’apertura dell’auto avviene con lo smartphone e, una volta terminato l’uso, la si lascia secondo le regole del servizio.

Esistono due principali modelli operativi:
Il car sharing diventa una soluzione conveniente per chi percorre meno di 10.000 km all’anno, vive in contesti urbani con buona copertura, e ha esigenze occasionali come commissioni, appuntamenti o spostamenti fuori orario. Da un punto di vista economico evita i costi fissi del possesso di un’automobile acquistata per un utilizzo prettamente cittadino (bollo, assicurazione, manutenzione), e a livello pratico il car sharing è attivo 24 ore su 24, offre l’accesso facilitato a ZTL e parcheggi gratuiti sulle strisce blu.
I benefici sono numerosi e tangibili:
Economici: si paga solo ciò che si usa, senza costi fissi.
Ambientali: molte flotte sono ibride o elettriche, contribuendo alla riduzione delle emissioni.
Pratici: l’auto è sempre disponibile 24/24h e prenotabile via app, spesso con accesso agevolato alle ZTL e parcheggio gratuito su strisce blu.
Inoltre, il car sharing consente di scegliere tra diversi modelli di auto, secondo necessità: piccole citycar, modelli elettrici e persino furgoni.
Non mancano però gli aspetti critici:
Ecco i principali operatori attivi sul nostro territorio nazionale, tutti con servizio free floating:

Free2Move (ex Share Now – Gruppo Stellantis)


Il car pooling si basa sulla condivisione volontaria dell’auto tra privati che percorrono lo stesso tragitto. È particolarmente diffuso tra chi compie spostamenti regolari — come il tragitto casa-lavoro — ma anche nei viaggi interurbani e di media distanza. A differenza del car sharing, il car pooling si basa su un accordo tra persone che condividono lo stesso tragitto, suddividendo i costi di carburante, pedaggi e parcheggi. Sebbene non preveda una flotta gestita da un operatore unico, il servizio può essere comunque organizzato e incentivato all’interno di contesti strutturati, come quello aziendale, dove il Mobility Manager svolge un ruolo chiave nel promuoverlo e coordinarlo.
Negli ultimi anni il car pooling ha registrato una crescita importante anche in Italia, grazie alla digitalizzazione del servizio e all’ingresso nel mercato di piattaforme ben strutturate. Solo nel 2023, secondo i dati di Jojob, il car pooling aziendale ha permesso di evitare oltre 4,9 milioni di chilometri percorsi individualmente, con un risparmio stimato di 641 tonnellate di CO₂ e quasi 1 milione di euro in spese di trasporto. Nel primo semestre del 2024, il dato complessivo è salito a oltre 9,6 milioni di km risparmiati, con oltre 212.000 auto tolte dalla strada. Sono numeri che confermano il car pooling come strumento concreto e già ampiamente adottato.

La diffusione del car pooling è stata facilitata dall’arrivo di app dedicate che mettono in contatto guidatori e passeggeri, semplificando la gestione del viaggio.
È la piattaforma più nota in Italia e in Europa. Nata per i viaggi interurbani e di lunga percorrenza, consente di offrire o cercare un passaggio in modo semplice, indicando punto di partenza, orario e contributo alle spese. La community è ampia e consolidata, e l’app integra recensioni, messaggistica e pagamenti sicuri.
È un’app pensata per chi condivide tragitti regolari, come casa-lavoro o casa-università. È molto usata nel car pooling aziendale: consente di certificare i viaggi effettuati, calcolare le emissioni risparmiate e ricevere incentivi da parte delle aziende aderenti.
Piattaforma italiana simile a Jojob, si rivolge a lavoratori, pendolari e imprese. Permette di organizzare viaggi condivisi, visualizzare itinerari, gestire pagamenti e beneficiare di parcheggi riservati nelle aziende o nei centri cittadini convenzionati.
Il car pooling offre numerosi benefici, sia individuali che collettivi. Innanzitutto c’è un risparmio economico diretto per chi partecipa: condividere l’auto significa suddividere costi di carburante, pedaggi e parcheggio. È poi una pratica che riduce l’impatto ambientale, diminuendo il numero di veicoli in circolazione, il consumo di carburante e le emissioni di CO₂.
A livello sociale, favorisce la condivisione del tempo: un tragitto ripetitivo può diventare un’occasione per conversare, fare nuove conoscenze o semplicemente vivere l’esperienza del viaggio in modo più umano. In contesti aziendali, il car pooling contribuisce a migliorare la mobilità dei dipendenti, offrendo anche vantaggi in termini di welfare.
Il car pooling comporta però anche alcuni limiti. Il primo di questi è legato alla flessibilità: bisogna adattarsi a orari e itinerari comuni, il che non sempre si concilia con le esigenze personali. Inoltre, si condivide lo spazio con altri, e ciò può richiedere un minimo di spirito di adattamento.
Non è una soluzione ideale per chi ha necessità impreviste o per chi non vuole coordinarsi con altri. Infine, seppur gestito tramite app, il car pooling richiede una certa organizzazione preventiva, che può risultare un ostacolo per gli utenti abituati a una mobilità immediata o individuale.
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