
Dal prossimo 12 giugno, entrano in vigore le nuove disposizioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) sull’uso degli autovelox, con regole più stringenti che impongono distanze minime tra le postazioni, l’obbligo di parere del Prefetto per ogni installazione e soprattutto il requisito inderogabile dell’omologazione degli apparecchi. Un passaggio normativo atteso da anni, ma che rischia di tradursi in un vero cortocircuito nei prossimi mesi estivi, in quanto siamo ancora in attesa del decreto tecnico di omologazione. Per cui molti autovelox sul territorio nazionale rischiano di dover essere spenti, proprio con la stagione estiva alle porte.
Come già ricostruito nel nostro approfondimento (andate QUI), la questione nasce dalla confusione tra approvazione ministeriale (autorizzazione all’uso) e omologazione (certificazione tecnica formale) degli autovelox. Il 14 marzo scorso una sentenza della Cassazione ha ribadito quanto sostenuto lo scorso anno con l’ordinanza n. 10505/2024, secondo cui solo i dispositivi “debitamente omologati” sono validi ai fini dell’accertamento delle infrazioni.
Il Ministero delle Infrastrutture ha notificato così alla Commissione Europea lo schema del nuovo decreto tecnico per l’omologazione. Il testo prevede che tutti i dispositivi approvati dal 2017 in poi, e quindi coerenti con le regole sulla taratura introdotte proprio da quel decreto, siano considerati automaticamente omologati.
Ecco l’elenco dei dispositivi approvati dal 2017:
Lo schema è attualmente in fase di consultazione europea tramite il sistema TRIS e resterà aperto a osservazioni fino al 24 giugno. Solo dopo questa data, se confermato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il decreto diventerà effettivo.
Nel frattempo, l’assenza di un riferimento tecnico vigente lascia i Comuni nell’incertezza normativa: i dispositivi installati prima del 2017, e non successivamente omologati, dovranno essere disattivati. Anche gli apparecchi più recenti restano formalmente in sospeso fino all’entrata in vigore del nuovo provvedimento.
Un altro punto importante introdotto dalle nuove regole in vigore dal 12 giugno è l’attivazione dell’Osservatorio sulle multe stradali, che permetterà di monitorare come i Comuni spendono i proventi delle sanzioni. Per legge, questi fondi devono essere reinvestiti in sicurezza stradale, segnaletica e manutenzione delle infrastrutture, non usati per coprire buchi di bilancio.
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