
Testo di Fabio Madaro
Secondo quanto riporta il sito specializzato inglese Autocar, il governo britannico ha deciso di allentare il quadro normativo relativo ai veicoli a zero emissioni in segno di sostegno all’industria automobilistica, a pochi giorni di distanza all’imposizione dei dazi del 25% su tutti i veicoli importati negli USA. Elemento di spicco di questa riforma, la conferma che tutte le auto ibride (comprese le mild hybrid, per intenderci) potranno restare in vendita dopo il 2030 e fino al 2035, mentre i produttori di automobili a basso volume saranno esentati dall’obbligo di raggiungere un mix di vendite di auto elettriche dell’80% nel 2030. Queste nuove misure mirano a garantire più ossigeno all’industria automobilistica senza comunque perdere di vista la transizione verso la mobilità a zero emissioni.
Secondo Downing Street, la decisione mira a evitare un impatto eccessivo sulle famiglie e a dare più tempo all’industria per adeguarsi. Il governo sottolinea l’importanza di una transizione graduale e sostenibile, che non ostacoli la crescita economica né la competitività del settore automobilistico britannico.
Le case automobilistiche hanno accolto con favore la maggiore chiarezza normativa, pur rimanendo concentrate sui loro piani di elettrificazione. Alcuni marchi, come Volvo e Ford, hanno ribadito l’intenzione di rispettare gli obiettivi iniziali del 2030, mentre altri potrebbero trarre vantaggio dal periodo di transizione esteso per consolidare la propria offerta di modelli ibridi.
Con l’estensione della vendita delle auto ibride fino al 2035, il Regno Unito adotta un approccio più flessibile alla transizione verde, bilanciando ambizioni ambientali e realismo economico. Un passo deciso verso un nuovo modo di intendere la mobilità sostenibile senza perdere di vista produttività e garanzie occupazionali.
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