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Rally di Roma Capitale: l’intervista a Rendina e De Pianto, organizzatori della Grande Bellezza

di Redazione - 17/06/2026

rally roma

Testo di Gabriele Ratti

Ci sono pochi eventi sportivi in grado di fare veramente il giro del mondo. Quelli del motorsport, poi, si contano sulle dita di una mano. Tra questi senza dubbio c’è il Rally di Roma Capitale, una delle gare su strada ormai più iconiche del panorama mondiale che porta lo spettacolo del controsterzo nel cuore della Città Eterna, all’ombra del Colosseo. In programma dal 3 al 5 luglio l’edizione 2026, che si preannuncia una delle più spettacolari di sempre, ha in serbo grandi novità e importanti conferme per i protagonisti del FIA European Rally Championship e del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco.

Grande attesa per la passerella nel cuore imperiale di Roma prima della partenza e soprattutto per la celeberrima prova speciale spettacolo “Colosseo – ACI Roma”, ricavata nell’area di Colle Oppio, che andrà in scena il 3 luglio dopo le 20. Il centro della manifestazione, con il parco assistenza e la Fan Zone sarà ricavato nel contesto unico dell’EUR, mentre l’arrivo e la cerimonia finale saranno incastonati in Via della Conciliazione, sullo sfondo di San Pietro.

Per scoprire le principali novità e le sfide di questa edizione 2026, che vedrà i campioni del traverso sfidarsi su circa 200 km di prove speciali inedite o profondamente rivisitate sugli asfalti del Lazio, L’Automobile ha intervistato Max Rendina, Campione del Mondo Produzione e mente dietro il Rally di Roma Capitale, e Bruno De Pianto, team manager di Motorsport Italia, organizzatore dell’evento.

Max Rendina

Come si riesce a portare un rally nel cuore di uno scenario unico come quello di Roma?

«Si riesce solo con un lavoro di squadra enorme e con una visione condivisa. Portare un rally nel cuore di Roma significa lavorare in un contesto unico al mondo, straordinario, estremamente complesso – spiega Max Rendina – Per questo voglio ringraziare innanzitutto la Regione Lazio, che ci sostiene fin dall’inizio di questo percorso, e il Ministero per lo Sport, che è al nostro fianco in un progetto che unisce sport, territorio e promozione internazionale. Un ringraziamento particolare va a Roma Capitale e all’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, nella persona dell’Assessore Alessandro Onorato, che fin dall’inizio ha compreso il valore dell’operazione Colosseo, anche con una sensibilità concreta e imprenditoriale rispetto al ritorno di immagine per la città. Allo stesso modo desidero ringraziare l’Automobile Club d’Italia e il Presidente Geronimo La Russa, che hanno continuato a darci fiducia, ACI Sport, le autorità, le forze dell’ordine, le Questure, le Prefetture e tutti gli enti coinvolti. Dietro a tutto questo c’è anche uno staff di oltre mille persone. Sono professionisti, volontari, collaboratori e, in un certo senso, mille famiglie che sacrificano tempo ed energie per portare avanti un progetto in cui crediamo moltissimo».

Che valore ha oggi per Roma e per il Lazio ospitare un evento internazionale come il Rally di Roma Capitale?

«Il Rally di Roma Capitale è molto più di una gara. È una piattaforma di promozione internazionale per Roma, per il Lazio e per l’Italia – continua Rendina – Le immagini fanno il giro del mondo e hanno un valore enorme dal punto di vista sportivo, turistico e mediatico. Attraverso questo evento possiamo raccontare il territorio in modo diverso. Il percorso coinvolge oltre 40 Comuni e genera una ricaduta economica stimata in circa 80 milioni di euro tra impatto diretto e indiretto. Questo significa ospitalità, ristorazione, servizi, lavoro, visibilità per i territori e nuove opportunità per tante realtà locali. È un evento che crea movimento, porta persone, produce contenuti e lascia un segno concreto sul territorio».

Dopo la tua esperienza da pilota, cosa ti dà più soddisfazione oggi come organizzatore di un evento di questa portata?

«Da pilota l’emozione era dentro l’abitacolo: la partenza, la prova speciale, il cronometro, l’adrenalina. Da organizzatore l’emozione è diversa. Oggi la soddisfazione più grande è vedere il Rally di Roma Capitale riconosciuto come un evento di riferimento nel panorama europeo, non solo per il livello sportivo ma anche per la qualità organizzativa e per i valori che porta con sé – conclude l’ideatore del Rally di Roma – Penso al percorso legato alla sostenibilità, con il riconoscimento delle 3 Stelle nell’ambito del FIA Environmental Programme, il più alto riconoscimento ambientale nel motorsport. Accanto alla gara, daremo grande peso anche ai contenuti. I convegni saranno momenti importanti, in particolare quelli dedicati alla sicurezza e alla prevenzione. Il motorsport deve parlare anche di cultura della sicurezza, responsabilità, educazione ed attenzione alle persone».

Bruno De Pianto

Il Rally di Roma Capitale 2026 sarà profondamente rinnovato: quali saranno le principali novità dal punto di vista sportivo e organizzativo?

«Il Rally di Roma Capitale 2026 sarà un’edizione profondamente rinnovata, soprattutto nella struttura della gara. Abbiamo lavorato su un nuovo quartier generale all’EUR, presso il Salone delle Fontane, e su un percorso ridisegnato che porterà la competizione su strade nuove e molto interessanti dal punto di vista tecnico – commenta De Pianto – confermiamo naturalmente la grande partenza nel cuore di Roma e introduciamo un arrivo di grande valore simbolico in Via della Conciliazione, ma la novità più importante sarà il nuovo equilibrio complessivo dell’evento. Sarà un’edizione pensata per alzare ulteriormente il livello organizzativo, migliorare la logistica per team ed equipaggi e offrire una gara ancora più completa, sia per i protagonisti del Campionato Europeo sia per quelli del Campionato Italiano».

Che gara potremmo aspettarci, considerando la presenza dei protagonisti del FIA European Rally Championship e del Campionato Italiano Assoluto Rally?

«Ci aspettiamo una gara molto combattuta. Il Rally di Roma Capitale è da anni uno degli appuntamenti chiave del FIA European Rally Championship e del Campionato Italiano Assoluto Rally, e questo significa avere al via piloti di altissimo livello, con approcci, esperienze e stili di guida differenti – spiega il team manager di Motorsport Italia – il percorso 2026 richiederà velocità, precisione e capacità di adattamento. Ci aspettiamo un elenco di grande livello, sappiamo già che saranno presenti delle case ufficiali. Le strade nuove potranno rimescolare i valori, perché metteranno tutti davanti a riferimenti diversi rispetto al passato».

Le nuove prove speciali nel reatino saranno uno degli elementi più attesi: dove potrà decidersi la gara?

«Tra le prove nuove nel territorio reatino è difficile scegliere una sola prova decisiva, perché la difficoltà arriverà dall’insieme del percorso. Detto questo, le speciali più lunghe e articolate potranno fare una differenza importante, quindi la “Piana di Rascino” sarà certamente una prova da tenere in grande considerazione. Sarà una gara dove il ritmo andrà costruito con intelligenza. Chi riuscirà a combinare velocità, continuità e lucidità nei momenti chiave – conclude infine De Pianto – potrà fare la differenza».

 

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