
Primo appuntamento dell’iniziativa “Come guidi” de L’Automobile, in collaborazione con il brand Esso, sui comportamenti degli italiani al volante.
Abbassare lo sguardo sul cellulare mentre si guida, oltre a essere un comportamento scorretto, è più pericoloso di quanto sembri: bastano pochi secondi perché la guida diventi “alla cieca”, mentre l’auto continua a muoversi senza controllo. Ed è proprio in quell’intervallo che il rischio di incidente aumenta in modo significativo.
Secondo l’ultimo rapporto ACI-Istat sulla sicurezza stradale * (ACI pubblica i dati dell’anno precedente nel mese di luglio. Quindi gli ultimi dati disponibili al momento della stesura di questo articolo sono del 2024) la distrazione si conferma la principale causa di incidente tra i comportamenti errati del conducente.
La voce “procedeva con guida distratta o andamento indeciso” conta 35.371 casi, pari al 15,7% del totale delle cause accertate o presunte per i primi due veicoli coinvolti. Insieme alla mancata precedenza e alla velocità eccessiva, la distrazione arriva a rappresentare il 37,8% delle cause rilevate.

Il rapporto parla genericamente di “distrazione” senza legarla allo smartphone. Tuttavia, il suo ruolo emerge con chiarezza sia nelle analisi interpretative del rapporto stesso sia nei dati sulle sanzioni. ACI-Istat osserva che la distrazione dovuta all’uso improprio di dispositivi alla guida, soprattutto nelle autovetture, può essere tra i fattori collegati all’aumento degli incidenti che coinvolgono un solo veicolo, quelli associati a perdita di controllo e sbandamento. E i numeri delle contravvenzioni confermano questa lettura.
Nel 2024, per violazioni dell’articolo 173 del Codice della strada:
Il dato più significativo riguarda però la tipologia di infrazione: lo smartphone rappresenta il 97,7% delle contestazioni della polizia stradale e l’89% di quelle delle polizie municipali. In altre parole, quando si sanziona l’uso improprio di dispositivi alla guida, nella quasi totalità dei casi si tratta del telefono.
Inoltre, il rapporto mette in evidenza anche un elemento generazionale che merita attenzione. La fascia 20-24 anni è quella con il maggior numero di vittime negli incidenti legati a distrazione, e gli incrementi più marcati riguardano proprio i più giovani. Complessivamente, le classi 20-24 e 25-29 anni registrano un aumento del 23,9%. Sempre tenendo come riferimento l’anno dell’ultimo report di Aci, quindi il 2024, tra i 15 e i 17 anni i morti passano da 51 a 80. Crescono anche i feriti, soprattutto tra i giovanissimi: +15,7% nella fascia 15-17 anni e +13,6% tra i 18-19 anni.
Attribuire questi incrementi esclusivamente allo smartphone sarebbe improprio. Tuttavia, è difficile non collegarli anche a un contesto in cui il telefono è diventato una presenza costante nella vita quotidiana, specie tra i più giovani.
Usare lo smartphone alla guida è vietato dall’articolo 173 del Codice della strada: è consentito solo l’uso dello smartphone in vivavoce o con auricolare. La vera novità introdotte dal nuovo Codice della Strada di fine 2024 riguarda le sanzioni, molto più severe. Oggi chi viene sorpreso con il cellulare in mano rischia una multa da 250 a 1.000 euro, la perdita di 5 punti patente e, subito, la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Se si viene fermati di nuovo entro due anni, le conseguenze aumentano: fino a 1.400 euro di multa, 10 punti in meno e sospensione fino a 3 mesi.
La novità principale è la sospensione “breve” della patente. Si affianca a quella disposta dal Prefetto, ma può essere applicata subito dall’agente che accerta l’infrazione. Scatta al momento del controllo per chi ha meno di 20 punti: dura 7 giorni se i punti sono tra 10 e 19, e 15 giorni se sono inferiori a 10.
In questi casi, la sospensione breve viene applicata per prima. Successivamente la patente è trasmessa al Prefetto per la sospensione ordinaria. I due periodi si sommano.

Sin dalla sua fondazione, l’ACI si è fatto promotore del miglioramento della sicurezza stradale. Un obiettivo che muta, inevitabilmente, con il trascorrere dei decenni e l’evoluzione della tecnologia. Per questo la sensibilizzazione e la formazione continua dei guidatori di tutte le generazioni è e rimarrà un elemento fondativo della nostra visione e della nostra missione. E iniziative quali la campagna “Come Guidi”, sviluppata in collaborazione con il brand Esso, vanno proprio in questa direzione: incrementare la consapevolezza sui fattori di rischio al volante e su come ridurli.
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