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Targa Florio Classica 2026: 200 auto sulle strade del mito

di Emiliano Ragoni - 15/10/2026

1. Centoventi anni dopo, si riparte da Palermo

Era il 6 maggio 1906 quando l’imprenditore Vincenzo Florio diede vita alla gara automobilistica più antica del mondo. A 120 anni di distanza, la sua corsa continua a identificare una terra, un popolo e la sua competente passione per l’automobilismo: dal 15 al 18 ottobre torna la Targa Florio Classica, la gara di regolarità che rievoca la leggenda siciliana e chiude il Campionato Italiano Grandi Eventi.

L’edizione 2026 è stata presentata il 13 ottobre a Palermo, nel Salone delle Carrozze di Villa Niscemi. A fare gli onori di casa Alessandro Anello, Assessore allo Sport del Comune di Palermo, insieme ai vertici dell’Automobile Club d’Italia e dell’organizzazione.

Al via sono attese 200 auto tra le più rappresentative, con la casa del Cavallino Rampante ancora una volta presente con il Ferrari Tribute to Targa Florio e i suoi esemplari più prestigiosi ed esclusivi. Un evento che, come ha sottolineato l’assessore Anello, va ben oltre lo sport: “La Targa Florio Classica, con i suoi 200 equipaggi al via, con i suoi ospiti internazionali, con l’interesse dei collezionisti mondiali ed il suo indotto è un evento di natura culturale, turistica e sportiva oltremodo significativa per la nostra comunità. Palermo si è messa in moto per rendere la città più ospitale possibile per promuovere la propria storia, cultura e ospitalità”.

2. ACI: “La Targa Florio è l’ACI”

A rappresentare l’Automobile Club d’Italia il Segretario Generale Annibale Ferrari, che ha portato i saluti del presidente Geronimo La Russa, atteso alla Targa Florio Classica per l’intera durata dell’evento insieme a prestigiosi ospiti internazionali.

“Fin dall’inizio del nostro insediamento, parlando della Targa Florio, abbiamo condiviso che l’iconico evento non è una gara che è organizzata dall’ACI. La Targa Florio ‘è l’ACI’. Una manifestazione nata nel 1906 da Vincenzo Florio con il supporto dell’Automobile Club d’Italia. La Targa Florio è la corsa più antica del mondo. Ed è per noi, come Federazione nazionale dello sport automobilistico, un patrimonio unico e inimitabile“, ha dichiarato Ferrari, che nel suo intervento ha posto l’accento anche sull’impegno dell’ACI per la sicurezza stradale e per la promozione della cultura dell’auto e della sua storia.

È stato proprio l’Automobile Club d’Italia a salvaguardare il marchio della corsa più antica e famosa del mondo, organizzata con l’AC Palermo. Grazie alla sua declinazione nel Campionato Italiano Assoluto Rally, la Targa Florio conserva oggi il primato mondiale con 120 edizioni disputate.

3. Oltre 600 km tra Trapanese e Madonie

Il coordinatore della manifestazione Marco Rogano ha illustrato gli aspetti tecnici di un percorso articolato che si sviluppa per oltre 600 km tra le province di Palermo e Trapani. La prima tappa, nel Trapanese, segue le tracce della storia e mette in primo piano l’archeologia; la seconda, sabato, porta gli equipaggi sulle strade del mito che ricalcano il Grande Circuito delle Madonie, la vera delizia dei driver. La domenica è riservata, per chi lo desidera, a un suggestivo giro poco fuori Palermo.

Dietro le quinte lavora uno staff di circa 200 persone: Rogano ha rivolto un ringraziamento particolare agli Ufficiali di Gara e ai Commissari di percorso, oltre che a tutte le figure professionali che rendono possibile la manifestazione.

Arte, letteratura, costume e tradizione enogastronomica restano legati in modo inscindibile a quella “Macchina del Tempo” che Vincenzo Florio creò perché del tempo fosse testimone.

4. Il programma giorno per giorno

Giovedì 15 ottobre – Partenza dalle ore 18.00 dal cuore di Palermo, in Piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo: una passerella di prestigio davanti al pubblico siciliano, appassionato e competente, che vive da sempre da vicino il suo evento. Dopo la cerimonia, gli equipaggi rientrano al Molo Trapezoidale.

Venerdì 16 ottobre – Prima tappa nel Trapanese, verso Terrasini, Erice, le saline di Marsala e i siti di Selinunte e Segesta, con il passaggio da Campobello di Mazara, dove negli anni ’60 nacque la regolarità.

Sabato 17 ottobre – È la giornata delle strade del mito: il Grande Circuito delle Madonie, dove tutto ebbe inizio e crebbe l’epopea della corsa più leggendaria, con un giro che culmina a Pollina, al confine di provincia, per la sosta pranzo.

Domenica 18 ottobre – Per chi lo desidera, passaggio ad Altofonte e Monreale, alle porte di Palermo, prima della Cerimonia di Premiazione al quartier generale del Marina Yachting, con il suo molo trapezoidale e la celebre fontana danzante.

5. Le voci della Targa

Alla presentazione sono intervenuti anche lo storico e scrittore Salvatore Requirez e il plurivincitore della Targa Florio Classica Giovanni Moceri.

“La maggiore caratteristica di una gara rievocativa è rendere omaggio alla tipologia dei progetti che ne costituiscono la piattaforma storica – ha spiegato Requirez –. La Targa rappresentava e rappresenta l’avanguardia per lo sviluppo della tecnica e della tecnologia, per le caratteristiche delle sue strade, scelte da Vincenzo Florio per fare la differenza dai ‘piatti’ circuiti presenti sul continente. Un effetto magnetico che la Targa rappresenta per tanti progettisti e che ne fa una gara unica”.

Per Moceri, che la corsa l’ha vinta sette volte, l’emozione resta intatta: “Nonostante abbia vinto questa competizione per ben 7 volte, l’emozione di essere al via della Targa Florio Classica è sempre indescrivibile. L’evento che è costantemente cresciuto negli anni, grazie all’intervento di Automobile Club d’Italia, rappresenta un moto d’orgoglio per i siciliani incarnando l’eccellenza della cultura e dell’ospitalità. La regolarità e le auto d’epoca rappresentano un connubio ideale nel rievocare e tramandare alle generazioni future quello che è stato e che è la Targa Florio nel tempo”.

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