
Testo di Roberto Sposini
Lanciare un’ammiraglia elettrica in un momento complicato per la transizione può sembrare un azzardo. Non se ti chiami Volvo. La ES90 è la risposta più coerente: grande, tecnologica e diversa dal solito.
| Giudizio | Dettaglio |
|---|---|
| PRO |
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| CONTRO |
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La ES90 è lunga circa 5 metri, larga quasi 1,95 e alta oltre 1,54 metri: dimensioni importanti, ma ben mascherate da un design pulito e proporzionato. Volvo parla di un mix tra berlina, suv e coupé. Definizione discutibile, ma che trova un senso nel grande portellone posteriore, molto inclinato e pratico nell’uso quotidiano.

Prodotta a Chengdu, in Cina, mantiene però un’identità fortemente nordica: superfici lisce, pochi fronzoli, firma luminosa “Thor’s Hammer” davanti e grande cura aerodinamica. Il coefficiente di 0,25 è tra i migliori della categoria e aiuta concretamente consumi e autonomia.
Elemento divisivo il Lidar sul tetto: una sorta di “cupolino” tecnologico che anticipa la guida autonoma, ma che visivamente spezza un po’ la linea. Sul fronte sicurezza, d’altronde la ES90 gioca in casa: la piattaforma Safe Space Technology integra 7 telecamere, 5 radar, 12 sensori a ultrasuoni e il Lidar, per una visione a 360 gradi. Il livello di assistenza alla guida è tra i più avanzati oggi disponibili.

L’abitacolo è ancora più convincente dell’esterno. Minimalismo scandinavo, materiali di qualità e sostenibili, tanta luce.
Al centro della plancia c’è il grande schermo verticale da 14,5 pollici, cuore del sistema infotainment basato su Google: navigazione con Google Maps, comandi vocali naturali con Assistant e accesso diretto alle app del Play Store. L’esperienza è fluida, intuitiva, più da smartphone che da auto tradizionale. Davanti al guidatore c’è una strumentazione digitale essenziale, mentre l’head-up display completa le informazioni più importanti senza distrazioni.

I sedili sono tra i migliori in circolazione: ampi, ergonomici, con massaggio e ventilazione. Nei lunghi viaggi fanno la differenza. Il silenzio a bordo è eccellente, complice l’assenza di vibrazioni e un ottimo isolamento. Dietro si viaggia comodi, con tanto spazio per le gambe e una buona abitabilità anche per la testa. Il pavimento piatto aiuta.

Capitolo bagagliaio: qui emergono alcuni limiti. Il vano posteriore offre circa 424 litri, un valore non particolarmente elevato per un’ammiraglia lunga cinque metri. In compenso c’è un piccolo vano anteriore (frunk) da circa 22 litri, utile per i cavi.

La versione provata è la Single Motor Extended Range: 333 cv, trazione posteriore. È la più equilibrata della gamma.
La piattaforma a 800 volt è uno dei punti forti: consente ricariche fino a 350 kW. In condizioni ideali bastano circa 20 minuti per passare dal 10 all’80%. L’autonomia dichiarata supera i 600 km (ciclo wltp), con valori reali comunque molto competitivi. Anche l’efficienza convince, grazie all’aerodinamica e alla gestione intelligente dell’energia.

La ES90 non punta sulla sportività. Punta sul comfort. E centra l’obiettivo. Su strada colpisce per la fluidità: l’erogazione è sempre dolce e progressiva. Le sospensioni pneumatiche filtrano ogni asperità e regalano una sensazione di “galleggiamento”.
Lo sterzo è preciso ma poco comunicativo, coerente con l’impostazione dell’auto. In curva resta stabile e sicura, ma non invita a una guida brillante. In autostrada dà il meglio: silenziosa, stabile, rilassante. È una vera macinachilometri, pensata per viaggiare a lungo senza fatica.

La Volvo ES90 si posiziona nella fascia alta del mercato. Il listino parte da oltre 80.000 euro per le versioni d’ingresso e cresce sensibilmente con allestimenti e varianti più potenti, anche a doppio motore.
Una cifra importante, ma in linea con tecnologia, autonomia e qualità complessiva. Più che un’auto emozionale, è una scelta razionale per chi cerca comfort, sicurezza e coerenza elettrica.

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