
| Giudizio | Dettaglio |
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Dopo l’uscita di scena della LS dal mercato europeo nell’autunno del 2025, il ruolo di ammiraglia Lexus passa alla nuova ES. E le misure per ricoprire questo ruolo ci sono tutte. Giunta all’ottava generazione, la berlina giapponese cresce fino a 514 cm di lunghezza, sfoggiando una linea slanciata e al tempo stesso spigolosa, che segna una netta rottura con il passato.
Cambia anche l’offerta dei motori: per la prima volta arrivano due versioni completamente elettriche, la 350e e la 500e, che affiancano la 300h full hybrid, protagonista della nostra prova. Quest’ultima abbina un quattro cilindri a benzina di 2,5 litri a due motori elettrici, per una potenza complessiva di 201 cv e la trazione integrale. Una soluzione che punta soprattutto su comfort ed efficienza, per sfidare le grandi berline premium tedesche.

La nuova ES cambia parecchio rispetto alla precedente generazione, a partire dalle proporzioni. È lunga 514 cm, larga 192 e alta 155. Cresce quindi di 16,5 centimetri in lunghezza, 5,5 in larghezza e ben 11 in altezza, raggiungendo dimensioni da vera ammiraglia. Nonostante gli ingombri, la linea rimane filante grazie al tetto arcuato e alla coda corta, che prosegue l’inclinazione del lunotto. Le superfici sono tese e attraversate da nervature marcate, con un’alternanza di spigoli e linee morbide che conferisce alla berlina un aspetto moderno e personale. Il frontale interpreta il nuovo linguaggio stilistico Lexus, con sottili luci diurne a led e gruppi ottici principali collocati più in basso, alle estremità del paraurti. Dietro, invece, una firma luminosa orizzontale attraversa tutta la larghezza della carrozzeria.
L’abitacolo segue un’impostazione minimalista, con una plancia sviluppata orizzontalmente e pochi elementi a interromperne le superfici. Le finiture sono tipicamente giapponesi: curate, con assemblaggi solidi e una generale sensazione di robustezza. Su una berlina di questo livello, però, avremmo preferito materiali più nobili in alcune zone della plancia e dei pannelli porta, soprattutto nella parte inferiore, dove abbonda la plastica rigida e persino i portabottiglie sono privi di rivestimento floccato.

La posizione di guida è comoda, con ampie regolazioni per sedile e volante. La tecnologia è affidata a una strumentazione digitale da 12,3 pollici e a un touchscreen centrale da 14 pollici, dal quale si gestisce gran parte delle funzioni di bordo. Il sistema risponde rapidamente ai comandi e conserva alcuni pratici controlli dedicati alla climatizzazione.
Lo spazio non manca, soprattutto per le gambe di chi siede dietro, grazie anche al passo di 295 cm. Meglio, però, viaggiare in quattro: il quinto passeggero deve fare i conti con un tunnel centrale ingombrante e una seduta meno confortevole. Non è poi generosissimo lo spazio per la testa, soprattutto per chi supera 1,85 metri di altezza, complice l’andamento discendente del tetto.

I sedili sono ampi e ben imbottiti, mentre l’illuminazione ambientale, regolabile in 50 colori, contribuisce a creare un’atmosfera accogliente. Nell’allestimento Luxury non manca l’impianto audio Mark Levinson con 17 altoparlanti. Il bagagliaio offre 493 litri, un valore adeguato, anche se non particolarmente generoso in rapporto alle dimensioni esterne.
Come un po’ tutte le Toyota e Lexus dotate di sistema full hybrid, anche la ES dà il meglio di sé quando si guida senza fretta. E su una berlina di lusso di queste dimensioni, forse ancora più che su altri modelli, sono proprio le andature rilassate quelle che si apprezzano maggiormente. Il sistema ibrido lavora con grande fluidità, privilegiando quando possibile il funzionamento della parte elettrica, soprattutto in città e nel traffico. Le partenze sono dolci, i passaggi tra motore termico ed elettrico quasi impercettibili e le sospensioni assorbono bene le irregolarità dell’asfalto, contribuendo all’elevato comfort di marcia.
È proprio in queste condizioni che la ES sorprende anche nei consumi. Durante la nostra prova abbiamo registrato una media di 5,9 litri ogni 100 km, pari a circa 17 km/l: un risultato notevole per una berlina lunga oltre cinque metri e con un peso vicino alle due tonnellate. In città, dove il sistema sfrutta maggiormente la componente elettrica, si possono ottenere risultati ancora migliori.

Il discorso cambia quando si decide di tirarle il collo. Affondando l’acceleratore, il quattro cilindri sale rapidamente di giri e la sua voce entra con decisione nell’abitacolo, accompagnata dal ben noto effetto scooter tipico delle trasmissioni a variazione continua. Un fenomeno che Toyota e Lexus hanno progressivamente attenuato grazie a una gestione sempre più raffinata del sistema ibrido e a un accurato lavoro di insonorizzazione, ma che rimane una caratteristica intrinseca di questa soluzione tecnica.
Le prestazioni comunque non mancano: con 200 cv, la ES 300h passa da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi e raggiunge i 195 km/h. Anche tra le curve si dimostra sufficientemente precisa, sebbene dimensioni e peso si facciano sentire nei percorsi più tortuosi. La sua vocazione, del resto, rimane quella di una grande viaggiatrice più che di una sportiva. Buona la visibilità anteriore, mentre quella posteriore risente del lunotto molto inclinato, rendendo particolarmente utili le telecamere a 360 gradi nelle manovre.
La nuova Lexus ES è già ordinabile in Italia, con le prime vetture attese nelle concessionarie da metà ottobre 2026. Il listino parte da 62.700 euro per la 300h Executive a trazione integrale, mentre la più ricca Luxury, protagonista della nostra prova, costa 66.900 euro.
Per chi preferisce l’elettrico ci sono invece la 350e, con 224 CV e trazione anteriore, proposta a partire da 67.600 euro, e la 500e, che abbina 343 CV alla trazione integrale DIRECT4, con prezzi da 72.700 euro.
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