
Testo di Francesco Traino
Negli ultimi anni l’elettrificazione è diventata la risposta “automatica” a qualsiasi domanda di mobilità, ma tra prezzi, abitudini di guida e infrastrutture ancora disomogenee, in Italia la transizione non è sempre lineare. Fiat ha deciso di correre ai ripari mantenendo il design e la tecnologia della 500 più recente, ma riportando sotto al cofano una soluzione semplice e familiare, il tre cilindri 1.0 FireFly con sistema mild hybrid a 12V.
Bastano pochi metri per cogliere quanto sia migliorato il comfort di bordo. Finalmente il volante è regolabile anche in profondità: sembra un dettaglio da poco, invece rivoluziona l’ergonomia. Si trova la posizione giusta in pochi secondi, la triangolazione sedile–volante–pedali è più naturale e, nei tragitti lunghi, la sensazione di affaticamento cala. È uno di quegli aggiornamenti “invisibili” che però rendono l’auto più adulta.

In manovra la 500 Hybrid resta fedele a sé stessa: sterzo leggerissimo, rapidità nel cambiare direzione e facilità nel parcheggiare anche in spazi stretti. La vecchia modalità “City” non serve più, perché l’assistenza è già tarata per essere morbida e immediata. Colpisce come, anche fuori dal traffico, lo sterzo mantenga una buona precisione: non è sportivo, ovviamente, ma è abbastanza diretto da renderla più agile tra le curve rispetto a molte competitor.

L’altra evoluzione evidente è il comfort sulle sconnessioni. La precedente generazione – soprattutto al posteriore – faticava a digerire dossi e buche più marcati, qui invece la taratura è azzeccata: le sospensioni assorbono bene le asperità, sono morbide ma comunque capaci di offrire il giusto sostegno al corpo vettura per limitare i movimenti di cassa. Trasmette sicurezza e solidità superiori, fattori che la rendono ancora più appetibile per i neopatentati.

Il tre cilindri 1.0 mild hybrid a 12V da 65 cv (ne perde 5) non è lì per fare numeri: lo 0-100 in 16,2 secondi lo fa capire chiaramente, ma nell’uso reale il quadro cambia. Fino ai 50 km/h lo spunto è più che sufficiente e l’auto si muove con disinvoltura nel traffico. La chiave è lo stile di guida: rende al meglio quando si usa tanto il cambio, senza insistere oltre i 3.500 giri, dove l’allungo è limitato. Se si prende il ritmo giusto, è raro sentirla davvero in affanno; certo, a pieno carico e in salita bisogna mettere in conto qualche scalata in più rispetto al passato, ma la marcia “giusta” si trova sempre. Il sistema mild hybrid lavora dove serve: nelle ripartenze offrendo fino a 50 nm di coppia in più e nelle fasi di decelerazione, ricaricando la piccola batteria da 0,13kWh che alimenta lo start&stop. Il sistema interviene con maggiore frequenza rispetto a un’auto tradizionale, per veleggiare e ottimizzare così i consumi.

Il pedale della frizione è molto leggero e la cambiata a salire risulta fluida, adatta a chi usa l’auto tutti i giorni in città. Quando lo si rilascia nelle scalate, però, serve un po’ più di delicatezza rispetto al passato. Se non si è chirurgici col piede, si rischia l’intervento di un freno motore marcato (anche per effetto della rigenerazione) che rende poco lineari le fasi di decelerazione. Nulla di drammatico, ma è una caratteristica da tenere presente.
In città l’insonorizzazione è convincente; aumentando la velocità resta accettabile anche in autostrada, al netto di qualche fruscio. A fare davvero la differenza, però, sono gli ADAS: mantenimento corsia, frenata automatica d’emergenza, riconoscimento segnali e cruise control proiettano la 500 nell’era moderna. Gli interventi sono puntuali e mai invasivi, lode alla possibilità di disattivare gli avvisi acustici tenendo premuto per qualche secondo un comando sul volante.

In media si fanno circa 16 km/l nel misto, ma con le dovute attenzioni il gap si riduce. Nella nostra prova di 100 km, percorsi tra Milano e Varese, per esempio, non siamo mai scesi sotto i 17km/l, con picchi in autostrada di 23km/l.
La nuova 500 Hybrid non è fatta per “andare forte”: è fatta per andare bene, sempre. È più comoda, più solida, più moderna e più semplice da vivere nella guida quotidiana. In città resta la 500 che ci si aspetta – agile, immediata, simpatica – ma con una maturità che prima, onestamente, mancava.
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