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Tregua Usa-Iran: crolla il prezzo del petrolio, non quello dei carburanti

di Marco Triulzi - 08/04/2026

tregua usa-iran

La tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran e la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz cambiano, almeno nel breve periodo, lo scenario energetico globale. Solo fino a ieri si ragionava su un possibile razionamento già da maggio, con il timore di un’escalation dopo le dichiarazioni di Donald Trump – che aveva evocato l’ipotesi di “distruggere la civiltà iraniana” – e il rischio concreto di una chiusura prolungata dello snodo da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.

L’accordo raggiunto nella notte (tardo pomeriggio negli Stati Uniti) ha invece raffreddato immediatamente i mercati: il Brent è crollato fino a 91,70 dollari al barile, in calo di circa il 16% rispetto ai 109,27 dollari del giorno precedente, con effetti positivi anche sulle principali borse internazionali. Un segnale di sollievo per Europa e Italia, dove i rincari alla pompa avevano iniziato a pesare in modo significativo su famiglie e imprese.

Effetti non immediati sulla filiera energetica

Resta però una tregua fragile e tutta da verificare. Il mercato petrolifero reale – quello fatto di navi, raffinerie e contratti fisici – non reagisce con la stessa rapidità della finanza. Le interruzioni causate dalla chiusura dello Stretto stanno ancora attraversando la filiera e continueranno a farsi sentire per settimane, se non mesi.

I tempi tecnici sono inevitabili: tra carico, trasporto via mare e distribuzione servono in media 2-4 settimane perché il greggio raggiunga le raffinerie europee, a cui si aggiungono altri 1-2 settimane per la lavorazione e l’immissione sul mercato dei carburanti. In altre parole, anche con lo Stretto riaperto oggi, gli effetti concreti sui prezzi alla pompa non saranno immediati.

Prezzi ancora alti al distributore

Non ci si deve infatti aspettare un cambio nei prezzi dei carburanti dall’oggi al domani. E infatti, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati a oggi il prezzo medio è di:

  • in modalità self service sulla rete ordinaria è pari a 1,789 euro al litro per la benzina e 2,178 euro al litro per il gasolio
  • in modalità self service in autostrada si sale a 1,825 euro al litro per la benzina e 2,191 euro al litro per il gasolio.

Livelli ancora elevati, coerenti con le tensioni delle scorse settimane.

Le incognite geopolitiche restano decisive

Molto dipenderà dall’esito dei negoziati, attesi nei prossimi giorni in Pakistan, e dalla tenuta della tregua. Il controllo dello Stretto da parte dell’Iran resta un fattore di rischio decisivo: una nuova chiusura riporterebbe immediatamente il sistema in emergenza.

Nel frattempo, il mercato continua a muoversi in equilibrio precario, con prezzi che riflettono più la speranza di stabilità che certezze reali. Per gli automobilisti italiani, dunque, il messaggio è chiaro: eventuali ribassi richiederanno tempo e, soprattutto, la conferma che la tregua non sia solo una pausa temporanea nel conflitto.

Seguiranno aggiornamenti.

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