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Toyota e la forza della coerenza

di Redazione - 31/05/2026

1. La forza della coerenza

Redazione

In un mercato automobilistico italiano che Toyota prevede possa chiudere l’anno oltre quota 1,6 milioni di immatricolazioni, il costruttore giapponese continua a raccogliere i frutti di una strategia perseguita con coerenza da trent’anni: puntare su una gamma multi-tecnologica senza inseguire le mode del momento e mantenendo il cliente al centro delle proprie scelte.

È questo il messaggio emerso dall’incontro con Alberto Santilli, Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia, che ha ribadito come i tre pilastri del marchio siano oggi più che mai qualità, efficienza e valore.

“Toyota ha anticipato i tempi”: è il concetto che attraversa tutta la presentazione. Un’affermazione supportata da numeri difficili da ignorare: oltre 35 milioni di vetture full hybrid prodotte e vendute nel mondo, una quota del 41% del mercato italiano full hybrid e un valore residuo medio che, secondo Toyota, raggiunge il 65%, tra i più elevati del settore.

2. Crescita sostenibile

Toyota consolida ulteriormente la propria presenza in Italia. Oggi rappresenta circa il 7% del mercato nazionale e mantiene una posizione particolarmente forte tra i clienti privati, segmento che per il marchio vale circa il 70% delle vendite.

Un risultato ottenuto anche grazie a una profonda riorganizzazione della rete. I concessionari sono passati da oltre cento a poco più di cinquanta gruppi imprenditoriali, mantenendo però una copertura capillare del territorio attraverso circa 90 punti vendita.

Santilli ha citato una frase di Akio Toyoda che sintetizza bene la filosofia della Casa: “Voglio essere il miglior dentista in ogni città”. Un modo efficace per spiegare come Toyota preferisca concentrarsi sulla qualità della presenza locale piuttosto che sulla semplice espansione numerica.

3. L’ibrido resta il cuore del business

Mentre molti costruttori stanno affrontando una complessa transizione verso l’elettrico, Toyota continua a raccogliere risultati eccellenti grazie all’ibrido.

Aygo X rappresenta uno degli esempi più significativi: consumi dichiarati nell’ordine dei 30 km/l e risultati commerciali superiori alle attese iniziali. Anche Yaris e Yaris Cross continuano a rappresentare colonne portanti della gamma, con la crossover compatta pronta a ricevere un aggiornamento di metà carriera.

Nel frattempo il nuovo RAV4 Plug-in Hybrid alza ulteriormente l’asticella, promettendo oltre 130 km di autonomia in modalità elettrica, un dato che avvicina sempre più questa tecnologia alle esigenze di utilizzo quotidiano di molti automobilisti.

4. L’elettrico secondo Toyota

Se l’ibrido resta il presente, l’elettrico rappresenta una parte importante del futuro. Ma sempre secondo una logica pragmatica.

La nuova Toyota C-HR+ sarà la prima elettrica di grande volume del marchio in Italia. L’obiettivo iniziale è di circa 2000 unità annue, numeri prudenti ma coerenti con l’approccio tradizionalmente pragmatico della Casa. La vettura sarà disponibile con batteria da 77 kWh, fino a 609 km di autonomia, potenze che arrivano fino a 343 CV e anche in configurazione a trazione integrale AWD.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema della fiducia del cliente: la batteria è coperta da una garanzia fino a dieci anni, estendibile fino a quindici anni attraverso i programmi di manutenzione della Casa.

Sul fronte della ricarica, Toyota punta sul proprio Charging Network, che consente l’accesso a circa il 95% delle infrastrutture pubbliche disponibili. Per incentivare l’adozione dell’elettrico, il lancio della C-HR+ (prezzo d’attacco 34.950 euro) prevede inoltre l’inclusione della wallbox domestica, dal valore indicativo di 1600 euro, e la possibilità di effettuare un test drive di un mese, un’iniziativa insolita nel panorama automobilistico.

5. Produzione europea e batterie

Guardando al medio termine, Toyota conferma il proprio impegno industriale in Europa. Entro il 2028 il sito produttivo di Kolín, nella Repubblica Ceca, sarà interessato da importanti investimenti destinati alla produzione di veicoli elettrici per il mercato europeo, secondo una logica di filiera corta e produzione just in time.

Una scelta che evidenzia come il marchio stia preparando il terreno per una crescita graduale ma strutturata dell’offerta a batterie. Secondo una delle proiezioni presentate da Toyota, la quota delle auto elettriche in Italia potrebbe raggiungere circa il 24% del mercato entro il 2030.

6. Non solo elettrico: l’idrogeno resta sul tavolo

Toyota continua però a ritenere che la decarbonizzazione della mobilità non possa passare da una sola tecnologia.

Per questo la Casa mantiene vivo il programma legato all’idrogeno, rappresentato oggi dalla Mirai. In Italia le infrastrutture restano limitate, ma alcuni segnali iniziano a emergere: una stazione di rifornimento è operativa a Bolzano e una nell’area di Venezia, mentre si attendono il completamento delle infrastrutture previste in Lombardia e lungo l’asse della Serravalle.

Secondo Santilli, il potenziale maggiore dell’idrogeno rimane quello del trasporto pesante e ferroviario, come dimostrano alcuni progetti pilota già avviati, tra cui il treno a idrogeno in Valcamonica.

La Toyota Mirai, vettura alimentata a idrogeno

7. Una strategia che oggi appare meno controcorrente

Negli ultimi anni Toyota è stata spesso criticata per non aver abbracciato con la stessa aggressività di altri costruttori la corsa all’elettrico puro. Oggi, però, il rallentamento della domanda BEV in diversi mercati europei e il crescente interesse verso soluzioni ibride e multi-tecnologiche sembrano dare maggiore forza alla visione del costruttore giapponese.

La sensazione è che Toyota non abbia cambiato direzione: sia semplicemente arrivato il momento in cui il mercato si sta avvicinando alla sua.

Per Santilli la parola chiave resta una sola: concretezza. Un concetto che si traduce in prodotti, risultati commerciali e fiducia dei clienti. E che oggi rappresenta probabilmente uno dei principali vantaggi competitivi del marchio.

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