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Targhe auto: arriva la H dopo oltre cinque anni di G

di Marco Triulzi - 29/05/2025

Ogni targa è un segno del tempo, uno specchio dell’andamento del mercato automobilistico. Il passaggio, avvenuto questo mese, dalla lettera G alla H racconta – in filigrana – le difficoltà di un intero settore. Infatti, la lettera G è rimasta in uso per cinque anni e cinque mesi, più di qualsiasi altra da quando, nel 1994, è stato introdotto l’attuale sistema nazionale di targhe alfanumeriche.

Una durata eccezionale, che riflette i lunghi mesi di stallo seguiti alla pandemia, la crisi dei chip, le incertezze economiche e una ripresa lenta e discontinua. Se il ritmo attuale dovesse mantenersi invariato, il passaggio alla prossima lettera, la JA, potrebbe avvenire tra il 2029 e il 2030.

Dal sistema provinciale al formato alfanumerico

Fino al 1994, le targhe italiane seguivano un formato provinciale, composto dalla sigla della città (es. MI, TO, NA) seguita da un numero progressivo, con o senza lettera intermedia. Il sistema, familiare e fortemente identitario, si rivelò però inadeguato a reggere l’espansione del parco circolante. Così nel gennaio ’94 fu introdotto il nuovo sistema nazionale: la prima targa del nuovo corso fu AA 000 AA. Da quel momento, le targhe hanno abbandonato ogni riferimento alla provincia e seguono una sequenza alfanumerica unica, distribuita in modo centralizzato dal Ministero dei Trasporti.

La loro realizzazione è affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Le targhe vengono stampate su lamine di alluminio, con caratteri in rilievo, pellicole riflettenti e sistemi di sicurezza antifalsificazione. Il tutto avviene secondo uno standard che garantisce durata, leggibilità e protezione contro contraffazioni. Una volta pronte, vengono distribuite agli uffici della Motorizzazione Civile e ai concessionari autorizzati su tutto il territorio.

Nel gennaio 1999, avvenne l’introduzione del formato “europeo”. Le nuove targhe presentavano, sulla sinistra, la banda azzurra con le stelle dell’UE e il codice “I” per l’Italia e una seconda banda azzurra a destra, pensata per contenere la sigla della provincia e l’anno di immatricolazione: una facoltà rimasta però largamente inutilizzata.

Le tappe della numerazione: da AA a HA

La sequenza delle targhe italiane è rigorosa. Ogni combinazione viene utilizzata in ordine crescente, e il passaggio da una lettera iniziale all’altra segna idealmente le fasi storiche del mercato automobilistico. Ecco le principali tappe e le auto protagoniste di questi passaggi storici:

  •  AA 000 AA – gennaio 1994 (inizio del sistema nazionale) – Fiat Punto benzina prima serie.

  • BA 000 AA – febbraio 1998Renault Clio benzina prima serie

  • BB 000 HH – gennaio 1999 (prima targa con bande blu europee) – Nissan Micra benzina seconda serie

  • CA 000 AA – marzo 2002 Smart Fortwo benzina prima serie

  • DA 000 AA – febbraio 2006Ford C-Max diesel prima serie

  • EA 000 AA – maggio 2010Audi A3 diesel seconda serie

  • FA 000 AA – giugno 2015Mahindra XUV500 diesel prima serie

  • GA 000 AA – dicembre 2019Bmw X3 ibrida – terza serie

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