Chi ha seguito da vicino la traiettoria di Leapmotor in Europa (qui per saperne di più) non è rimasto sorpreso dall’indiscrezione lanciata da Reuters. Stellantis, come avevamo giù anticipato in questo articolo, sarebbe in trattative avanzate per sviluppare un suv elettrico a marchio Opel basato sulla tecnologia della casa automobilistica cinese. La produzione è prevista nello stabilimento di Saragozza a partire dal 2028, con un obiettivo di 50.000 unità annue. Il progetto, noto internamente con il nome in codice O3U, rappresenta l’evoluzione logica di una partnership già operativa.
Stellantis detiene il 18,5% di Leapmotor e gestisce insieme a lei la joint venture Leapmotor International, nata per distribuire e produrre i modelli cinesi al di fuori della Cina. A Saragozza, entro fine anno, inizierà già l’assemblaggio del suv compatto B10 (qui la recensione) per il mercato europeo. Il passo successivo, ossia sviluppare su quella stessa architettura un modello con marchio Opel, è industrialmente coerente, oltre che economicamente vantaggioso in un momento in cui il Gruppo a segnato una svalutazione da 25 miliardi di dollari legata al ridimensionamento dei piani EV.
Secondo le fonti Leapmotor fornirebbe tecnologie e componenti chiave come elettronica, powertrain, sistemi di gestione della batteria, mentre Opel si occuperebbe del design esterno. Una parte significativa dello sviluppo avverrebbe in Cina, dove i ritmi sono strutturalmente diversi da quelli europei. Leapmotor sviluppa un nuovo modello in 14-18 mesi, tempi impensabili per un costruttore tradizionale. Per Stellantis, che deve recuperare terreno sui concorrenti cinesi senza sostenere l’intero costo di sviluppo interno, rappresenta un’opportunità.
A rendere possibile questa velocità è anche l’architettura industriale di Leapmotor: il 70% della componentistica viene prodotta internamente. Motori elettrici, moduli di gestione della batteria, componenti elettronici, persino i sedili. Una integrazione verticale che non è solo un vantaggio di costo, ma anche una leva di flessibilità difficile da replicare per i costruttori tradizionali.
Il modello Opel condividerebbe l’architettura della B10, la stessa su cui è basata anche la B05, hatchback compatta con trazione posteriore. Non si tratta quindi di una piattaforma di ripiego, ma di una base già omologata per il mercato europeo e già sottoposta a un processo di adattamento tecnico.
Opel ha rappresentato circa il 21% delle vendite europee di Stellantis nel 2025, con la Germania come mercato principale. È un marchio che non può permettersi di arrivare in ritardo sull’elettrico, ma che allo stesso tempo non ha le risorse per sviluppare in autonomia piattaforme dedicate in tempi brevi. L’architettura Leapmotor risolve entrambi i problemi: velocità e contenimento dei costi.
Secondo quanto riportato da Reuters, i colloqui riguardano anche il futuro del Mokka B, il cui trasferimento produttivo dalla Francia alla Spagna sarebbe abbinato all’adozione della tecnologia EV di Leapmotor. E in una fase ancora preliminare, si starebbe valutando persino un modello Alfa Romeo basato sulla stessa architettura, sempre a Saragozza, nell’ottica di massimizzare il tasso di utilizzo dello stabilimento.
La domanda che in molti si pongono è se un suv Opel su base Leapmotor non finisca per fare concorrenza ai modelli Leapmotor stessi, che pure vengono distribuiti attraverso la rete Stellantis. Danilo Annese, Head of Commercial Operations di Leapmotor International per l’Europa allargata, aveva già risposto indirettamente a questa obiezione: «Leapmotor nasce per fare da contraltare all’arrivo della concorrenza cinese. L’obiettivo non è fare concorrenza interna».
In Europa i clienti tendono a scendere di segmento sull’elettrico perché ragionano sul canone mensile. Leapmotor si inserisce in quella fascia senza sottrarre spazio agli altri brand: lo amplia. Un suv Opel su base Leapmotor si collocherebbe in un segmento diverso e con una proposta di valore diversa: il brand europeo, la carrozzeria disegnata in Europa, la rete assistenza consolidata.
Il Ceo di Stellantis Antonio Filosa presenterà il nuovo piano industriale a lungo termine il 21 maggio. È quella la data in cui molte delle trattative in corso potrebbero trovare una cornice ufficiale, compreso l’investimento produttivo in Spagna.
Quel che è chiaro è che l’integrazione verticale di Leapmotor, con il il 70% della componentistica prodotta internamente, non è solo un vantaggio competitivo per il marchio cinese. Per Stellantis, in questo momento, è una risorsa da sistematizzare.
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