
Testo di Mattia Eccheli
Segni particolari: costosissima (anche se il prezzo è un mistero) e lunghissima, ma a soli due posti. È la Rolls-Royce Nightingale, progetto della blasonata casa britannica di proprietà del gruppo Bmw, presentato a un selezionatissimo numero di “esigenti clienti” a livello mondiale.
È una decappottabile per due da 5,76 metri di lunghezza, dalle “proporzioni maestose”, immaginata per “far fermare il traffico”. Ispirata a una Phantom sperimentale di quasi 100 anni fa, la cosiddetta Kashmir 1 ordinata dal maharaja Hari Singh e capace di viaggiare fino a 160 km/h, la lussuosa vettura sarà realizzata in soli 100 esemplari, tutti con carrozzeria fatta a mano e tutti, inevitabilmente, già venduti.

A Goodwood, dove si trova il quartier generale dell’azienda, i clienti dello Spirit of Ecstasy li conoscono bene. E con loro i manager si confrontano direttamente.
“Alcuni dei clienti più esigenti al mondo ci hanno chiesto di realizzare il nostro progetto più ambizioso – spiega l’amministratore delegato Chris Brownridge – Abbiamo risposto unendo tre elementi che non erano mai coesistiti prima nel nostro marchio: la totale libertà di progettazione offerta dalla carrozzeria artigianale, la nostra potente e quasi silenziosa propulsione completamente elettrica e un’espressione unica, potente e al contempo serena, della guida a cielo aperto. Un’esperienza resa possibile solo da questa tecnologia”.

Almeno una delle cento Nightingale arriverà in Italia: le prime consegne sono previste nel 2028. Il costruttore non ha diffuso informazioni sulla potenza del motore o sulle dimensioni della batteria, non ai rappresentanti dei media almeno, nemmeno a quelli che lo scorso autunno avevano preso parte all’esclusivissimo evento durante il quale il modello era stato anticipato. È il primo progetto “rivelato” (sotto embargo) in una fase così precoce dello sviluppo.
Il “salotto viaggiante”, per stessa ammissione del costruttore, costituisce “la più stravagante espressione di ciò che Rolls-Royce è in grado di realizzare oggi”.

È un’auto “che non c’era”, il cui nome rende omaggio a Henry Royce, che in Costa Azzurra aveva una residenza riservata ai designer, Le Rossignol, l’usignolo. È anche un tributo al modello del 1928 e alle soluzioni “EX” degli anni ’20, che esibivano una “coda d’anatra” e un profilo “a siluro”.

La rivisitazione del Terzo Millennio offre non solo l’alimentazione a zero emissioni, che valorizza la guida con il vento nei capelli, ma anche l’apertura elettrica del ricercato tetto, fabbricato in materiale fonoassorbente con cashmere, tessuti e compositi ad alte prestazioni. A questa si affiancano l’apertura controvento delle portiere e quella “a pianoforte” del cofano per il rifornimento.
L’abitacolo della decappottabile richiamano la natura, in particolare il canto degli uccelli, le cui “melodie” sono declinate in forma visiva con lo Starlight Breeze (“brezza stellare”), una fluida costellazione di illuminazione ambientale composta da 10.500 “stelle” singole di tre dimensioni leggermente diverse.

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