Il nuovo Codice della strada prevede una valanga di novità, alcune delle quali molto interessanti e impattanti nella vita quotidiana dell’automobilista. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha infatti messo in cantiere diverse modifiche trasmettendo una bozza del testo a oltre cento associazioni, enti, operatori professionali, al fine di avviare la cosiddetta consultazione pubblica. La scadenza è il 13 settembre 2026, data entro la quale questi soggetti interessati dovranno presentare le proprie richieste di modifica (fino a un massimo di cinque). Mentre il 14 ottobre, data nella quale termina la legge delega, l’esecutivo predisporrà la bozza finale per il successivo e propedeutico passaggio parlamentare, che si concluderà con l’approvazione definitiva. L’obiettivo dichiarato è arrivare a un Codice più semplice, aggiornato e coerente con le nuove forme di mobilità. Fino alla conclusione dell’iter legislativo continua comunque ad applicarsi il Codice vigente, come modificato dalla legge 25 novembre 2024, n. 177.
Le informazioni disponibili e che abbiamo preso in considerazione in questo articolo, derivano quindi dai materiali di lavoro inviati dal MIT agli operatori e alle associazioni di settore e dalla successiva sintesi ufficiale delle proposte. Vediamo le novità.
Attesa una revisione complessiva delle sanzioni e l’eliminazione dell’aumento automatico biennale delle multe. Gli importi potranno crescere nelle situazioni considerate particolarmente gravi, come quelle che coinvolgono neopatentati, mezzi pesanti, utenti vulnerabili della strada o conducenti in condizioni psicofisiche alterate, ma potranno anche diminuire in specifiche circostanze. Per l’eccesso di velocità, le multe saranno calcolate secondo criteri di proporzionalità e progressività. Inoltre, il 70% dei proventi sarà destinato alla sicurezza stradale. Cambia anche la sospensione della patente, definita dal nuovo Codice “divieto di guida”: la durata non sarà più compresa tra un minimo e un massimo stabiliti dal prefetto, ma verrà applicata in modo automatico, immediato e per un periodo già prestabilito.
Tra le proposte del MIT figurano anche la patente a 17 anni, maggiori tutele per motociclisti e persone con disabilità, controlli più incisivi sui veicoli privi di assicurazione, oltre al sopracitato sistema di sanzioni più proporzionato.
Una delle novità più rilevanti riguarda l’ipotesi di abbassare a 17 anni l’età per conseguire le patenti B e C. La proposta si collega al nuovo quadro europeo sulle patenti e, per la categoria B, al modello della guida accompagnata.
Restano però da definire condizioni, limiti e modalità applicative. Il documento di sintesi del MIT non specifica, per esempio, quali categorie di patente C sarebbero interessate, quali requisiti dovrebbe possedere l’accompagnatore e fino a quando sarebbe obbligatoria la sua presenza. Dovrebbe essere prevista la possibilità per i 17enni di guidare veicoli commerciali e camion privi di rimorchio se in possesso della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC), o, in alternativa, iscritti in appositi percorsi di formazione inziale.
Per i motociclisti si valuta la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada quando incidenti o forti rallentamenti bloccano il traffico, lasciando sempre libero il passaggio ai mezzi di soccorso. Saranno indispensabili regole precise sulle condizioni di accesso, sulla velocità e sui tratti nei quali la manovra potrà essere consentita.
Il MIT propone inoltre di applicare la circolazione per file parallele sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali con almeno tre corsie. La misura viene presentata come possibilità di avanzare anche sulla destra delle auto che occupa indebitamente le corsie centrali.
Per le persone con disabilità si punta invece a rendere obbligatoria per i Comuni l’adesione alla piattaforma CUDE, il sistema che consente di utilizzare il contrassegno disabili anche fuori dal Comune di residenza senza dover comunicare preventivamente la targa a ogni amministrazione.
Tra le proposte compare l’obbligo di casco e contrassegno per i cosiddetti “cicli a propulsione”, mezzi impiegati anche nelle consegne a domicilio.
La misura non può quindi essere riferita automaticamente a tutte le biciclette elettriche.
Il progetto prevede controlli più estesi attraverso le banche dati della Motorizzazione e l’introduzione di un divieto di marcia digitale per i veicoli che risultano privi di copertura assicurativa. Se il proprietario non regolarizzerà la posizione, al primo controllo su strada potrà scattare il sequestro.
La riforma dovrebbe intervenire anche sui veicoli abbandonati, con l’obiettivo di accelerare le procedure e contrastare il degrado urbano.
Un capitolo centrale riguarda le sanzioni. Il MIT propone di eliminare l’adeguamento automatico delle multe all’inflazione, ridurre alcuni incrementi dovuti a pagamenti non corretti e graduare maggiormente gli importi in base al rischio prodotto dalla violazione. Per i veicoli non assicurati, al contrario, è annunciato un inasprimento.
Per gli accertamenti effettuati da remoto, il termine di notifica dovrebbe passare da 90 a 30 giorni. Sono inoltre allo studio procedure più semplici per l’autotutela e il ricorso al prefetto, insieme a nuovi strumenti per recuperare entro cinque anni le sanzioni non pagate dai conducenti stranieri.
Cambia anche la destinazione degli incassi: la proposta assegna il 70% dei proventi all’ente proprietario della strada, con obbligo di reinvestimento nella sicurezza, e il restante 30% all’ente che ha accertato la violazione, per finanziare controlli e notifiche.
Conclusa la consultazione, le proposte dovranno essere trasformate in uno o più schemi normativi, sottoposti ai passaggi e ai pareri previsti dalla legge delega. Anche la proroga del termine concesso al Governo è ancora inserita nell’iter parlamentare. Come di consueto, l’iter si concluderà con la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale.
| Ambito | Proposta illustrata dal MIT | Stato |
|---|---|---|
| Patenti B e C | Ipotesi di conseguimento a 17 anni, con condizioni e categorie interessate ancora da definire. | Proposta allo studio; non in vigore. |
| Motociclisti | Possibile uso della corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o forti rallentamenti, garantendo il passaggio dei soccorsi. | Proposta allo studio; non in vigore. |
| Circolazione per file parallele | Possibilità di avanzare anche sulla destra su autostrade e strade extraurbane principali con almeno tre corsie; la disciplina dovrà essere precisata. | Proposta allo studio; non in vigore. |
| Persone con disabilità | Adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma CUDE per agevolare l’uso del contrassegno fuori dal Comune di residenza. | Proposta allo studio; non in vigore. |
| Cicli a propulsione | Obbligo di casco e contrassegno per i veicoli che rientreranno nella futura definizione normativa. | Proposta allo studio; ambito da definire. |
| Veicoli non assicurati | Controlli tramite le banche dati della Motorizzazione, divieto di marcia digitale e possibile sequestro in caso di mancata regolarizzazione. | Proposta allo studio; non in vigore. |
| Veicoli abbandonati | Procedure più rapide per la rimozione e il contrasto al degrado. | Proposta allo studio; dettagli non pubblicati. |
| Sanzioni | Stop all’adeguamento automatico all’inflazione, importi più proporzionati al rischio e riduzione di alcuni incrementi per pagamenti non corretti. | Proposta allo studio; non in vigore. |
| Notifica dei verbali | Riduzione da 90 a 30 giorni del termine per notificare le violazioni accertate da remoto. | Proposta allo studio; non in vigore. |
| Ricorsi e multe estere | Procedure più semplici per autotutela e ricorsi al prefetto; recupero entro cinque anni delle sanzioni non pagate dai conducenti stranieri. | Proposta allo studio; non in vigore. |
| Proventi delle multe | Il 70% all’ente proprietario della strada per interventi di sicurezza e il 30% all’ente accertatore per controlli e notifiche. | Proposta allo studio; non in vigore. |
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