Quanto vale davvero il Motorsport italiano? Una risposta aggiornata arriverà presto. All’Auditorium di Assolombarda, a Milano, dove si è tenuta la seconda edizione dell’ANFIA Motorsport Forum, Riccardo De Filippi, SVP e CEO Motorsport di Marelli e membro del Comitato di coordinamento della Sezione Motorsport di ANFIA, ha annunciato uno studio dedicato alla filiera industriale del motorsport a 2 e 4 ruote, affidato a TEHA Group. L’obiettivo è una mappatura organica e quantitativa del comparto nazionale. Nel comitato scientifico, accanto ai tecnici ANFIA e alle aziende partner, siederà anche il Team Data and Insights della F1.
L’ultima fotografia del settore risale al 2022. Lo studio realizzato dalla Sezione Motorsport di ANFIA con il Politecnico di Torino stimava un fatturato annuo di circa 2 miliardi di euro e 7.000-8.000 addetti. Con l’uscita del Regno Unito dalla UE, quella italiana è diventata di fatto la filiera più importante d’Europa sul piano industriale, fatta in prevalenza di piccole e medie imprese di origine familiare.
A chiudere la prima parte dei lavori è stato il presidente dell’ACI Geronimo La Russa, che è partito dai 120 anni di storia dell’Automobile Club d’Italia: dal primo Gran Premio d’Italia, corso nel 1921 a Montichiari, alla nascita dell’Autodromo di Monza nel 1922. Oggi l’Italia è leader in molti settori, a cominciare dai kart, dove pesa per il 50% del mondo, e l’ACI vuole sostenere i talenti fin dall’inizio: dal dodicenne Niccolò Perico, appena diventato campione del mondo di kart, a Kimi Antonelli, cresciuto in ACI Team Italia e oggi in testa al Mondiale di F1, con la possibilità di riportare il titolo in Italia per la prima volta dal 1953.
Come modello di filiera La Russa ha indicato la Formula 4 italiana: 54 piloti, telaio Tatuus, gomme Pirelli e motore Abarth, con un format esportato in altri 15 Paesi. Su Monza, dopo il record di 404.000 spettatori di settembre e la vittoria di Antonelli, primo italiano a vincere lì dopo 60 anni, proseguono gli investimenti insieme a Regione Lombardia e Governo: una nuova sala stampa, nuovi spazi per il pubblico e una nuova direzione gara basata sull’intelligenza artificiale, per alzare ancora il livello di sicurezza. “Senza spettacolo non c’è pubblico, senza pubblico non ci sono sponsor, senza sponsor non ci sono i soldi per far girare la ruota”, ha concluso.
Il primo special guest è stato Thomas Laudenbach, vicepresidente di Porsche Motorsport, intervistato dal pilota Luca Filippi, moderatore della giornata insieme a Roberta Serafini, influencer specializzata nel Motorsport. Il dirigente tedesco ha spiegato come la Casa di Stoccarda si stia preparando ai nuovi regolamenti Formula E Gen4 e Hypercar, anche sul fronte delle sfide tecniche e ingegneristiche.
Tra i temi affrontati, il legame tra i modelli di simulazione usati in pista e la ricerca e sviluppo per le vetture di serie, la gestione delle competizioni riservate ai clienti, l’impiego dei carburanti sintetici (e-fuels) e il peso crescente di data science e ingegneria del software nel lavoro dei progettisti.
La seconda sessione si è aperta con due tavole rotonde moderate da Roberta Serafini. La prima, “Oltre la performance: come sicurezza e spettacolo stanno ridisegnando il Motorsport”, ha riunito Riccardo Ceccarelli, founder e CEO di Formula Medicine, Paolo Delprato, presidente e CEO di Racing Force, Luigi Peroni, founder e CEO di CBS Compositi, Valentina Francavilla, head of ZF Race Engineering Italy, e Andrea Bernoni, head of Racing Business di OZ Racing. Al centro del confronto, i sistemi integrati che garantiscono la sicurezza nelle corse di oggi e il ruolo del fattore umano.
La seconda, “La gara invisibile: quando l’intelligenza digitale fa la differenza”, si è concentrata sull’evoluzione della telemetria e dello scambio di dati in tempo reale durante la guida. Al tavolo Stefano Rapisarda di Podium Advanced Technologies, Paolo Compagnoni di Marelli, Diego Delvecchio di e-Shock, Emiliano Rosso di SKF Racing e Dario Marrafuschi, direttore Motorsport di Pirelli.
Stefano Domenicali, presidente e CEO di Formula 1 Group, ha chiuso i lavori. Il numero uno del Circus ha ripercorso l’evoluzione dei regolamenti tecnici e le strategie che hanno portato la F1 ai risultati attuali in termini di pubblico, sponsor e nuovi investimenti. Spazio anche al rapporto tra la Formula 1 e le dinamiche dell’industria Automotive e alle prospettive future della categoria. Si è parlato anche del recente accordo siglato tra il circus e l’Africa, che porterà la Formula 1 a riapprodare in Africa, continente dalla enormi potenzialità.
“Questo secondo appuntamento con l’ANFIA Motorsport Forum, a un anno esatto dal primo, testimonia la continuità di un percorso di confronto e condivisione di idee tra imprese che si collocano a vari livelli della filiera”, ha commentato Massimiliano Marsiaj, coordinatore della Sezione Motorsport di ANFIA. Per Marsiaj l’industria italiana delle corse, prima in UE per importanza, è un ecosistema ad altissimo valore aggiunto, che porta l’innovazione nata in pista nella mobilità stradale di serie, nell’aerospazio e nella difesa.
Quanto allo studio, tra i suoi intenti c’è “proprio quello di identificare il motorsport come un vero asset industriale nazionale, attrattivo e strutturato, evidenziandone il forte impatto su occupazione ed export”. Lo scopo è rafforzare la voce del settore con le istituzioni italiane ed europee e sostenere l’introduzione di politiche e incentivi mirati, per favorirne lo sviluppo e tutelarne la competitività globale.
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