Aprire e chiudere il Mondiale Endurance nello stesso Paese rappresenta un riconoscimento che va oltre il valore sportivo. Dopo l’ufficializzazione di Monza come sede dell’ultimo appuntamento del FIA WEC 2026 (qui la news), abbiamo incontrato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, per parlare del significato di questo risultato, del futuro dell’Autodromo Nazionale Monza e del ruolo sempre più centrale dell’Italia nel panorama internazionale del motorsport.
Presidente, riportare a Monza la finale del FIA WEC è un riconoscimento del lavoro svolto dall’Autodromo negli ultimi anni. Quanto pesa questo risultato?
È la conferma del valore del nostro circuito e il frutto dell’intenso lavoro della Federazione sportiva ACI, che raccoglie anche questo importanto risultato. Monza è un tracciato unico, con caratteristiche tecniche che lo rendono particolarmente adatto alle vetture del FIA WEC, al pari dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, e il fatto che il Tempio della Velocità sia stato eletto come teatro della tappa conclusiva del Mondiale ne è la dimostrazione. In un contesto internazionale molto competitivo, con tanti circuiti candidati a ospitare eventi di questo livello, essere stati scelti per la chiusura del calendario del Mondiale Endurance rappresenta un motivo di grande soddisfazione.
Formula 1 e ora anche il gran finale del WEC. Monza può diventare un circuito capace di ospitare stabilmente due grandi eventi iridati ogni stagione?
Assolutamente sì. Lo abbiamo dimostrato in passato e lo faremo ancora di più in futuro: i lavori di ammodernamento che si concluderanno entro il 2027 renderanno Monza sempre più competitiva a livello mondiale. Il nostro obiettivo è consolidare il circuito come uno dei principali punti di riferimento del Motorsport, in grado di ospitare stabilmente almeno due o anche tre grandi eventi internazionali ogni anno.
L’endurance sta vivendo una nuova età dell’oro. Quali sono le opportunità per Monza?
Avere una seconda prova del Mondiale Endurance in Italia, e per di più la finale, è un grande privilegio sia per l’Autodromo sia per tutto il movimento automobilistico italiano. Il FIA WEC richiama costruttori, team e piloti di altissimo profilo. Non c’è solo il prestigio sportivo sotto i riflettori. Una gara di tale portata costituisce un’attrazione per migliaia di appassionati provenienti anche dall’estero e l’impatto economico è significativo: le strutture ricettive di Monza e dell’area milanese ne beneficiano direttamente, così come tutto l’indotto legato all’evento. Secondo stime delle associazioni di categoria, il GP di F1 a Monza genera valore sul territorio per oltre 190 milioni di euro. Il WEC negli ultimi mesi è cresciuto molto in termini di audience, quindi, il ritorno della gara del Mondiale Endurance sul tessuto socio-economico locale sarà un evento di grande rilevanza.
Qual è il prossimo obiettivo dell’Autodromo? Ci sono altre categorie internazionali o investimenti su cui state lavorando?
Il nostro obiettivo è guardare al 2028 con una fase di piena stabilità. Negli ultimi anni abbiamo affrontato importanti interventi infrastrutturali che, inevitabilmente, hanno avuto ripercussioni sulla continuità delle attività. Ora possiamo concentrarci sullo sviluppo del calendario e sull’attrattività di nuovi eventi internazionali. Continueremo a investire per migliorare ulteriormente il circuito e renderlo sempre più moderno e competitivo, non solo per la Formula 1 ma per tutte le principali categorie del Motorsport mondiale.
Testo di Cesare Gasparri Zezza
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