| Giudizio | Dettaglio |
|---|---|
| PRO |
|
| CONTRO |
|
Più lunga di 16 centimetri del best seller, il suv ad alimentazione convenzionale CX-5, la Mazda CX-6e è un modello elettrico con il quale la casa di Hiroshima conta di consolidare la crescita del 12% contabilizzata in Europa nel primo trimestre dell’anno fiscale giapponese, tra aprile e giugno, con 43.000 consegne. In teoria è un suv di dimensioni medie, ma con i suoi 4,85 metri di lunghezza è assai più vicino a quelli di taglia grande.
Il solito cofano pronunciato è accompagnato da una soluzione estetica e aerodinamica, una sorta di spoiler che “anima” il frontale e che incide positivamente anche sul coefficiente di penetrazione. Le linee (Kodo design) sono indiscutibilmente quelle che ispirano da anni le auto di Mazda, filanti, vitali, ma non troppo arrotondate, e includono anche i montanti posteriori trasformati in prese d’aria. Il profilo è molto coupé (quasi una station wagon rialzata) e la tavolozza dei colori è di sette tinte, compresa la nuova Nightfall, un violetto dai riflessi particolari.
L’abitacolo non è solo grande (2,9 metri di passo), ma è anche luminoso grazie al tetto panoramico di serie in vetro stratficato termoriflettente da 1,05 mq di superficie che isola al 99,7% dai raggi UVA. È realizzato in maniera razionale con un tunnel centrale non troppo ingombrante e rivestimenti e sellerie di pregio di matrice premium. Fa parte dell’equipaggiamento “ordinario” (nel listino non ci sono accessori) il grande schermo centrale da 26” che sostituisce anche il cruscotto riservato al guidatore, che dispone invece dello head-up display, di serie pure quello, così come i cerchi da 19” della variante Takumi.
Quella superiore, il top di gamma Takumi Plus, comprende il retrovisore centrale digitale (ma può venire impiegato anche in modo “analogico”) e gli specchietti esterni virtuali che assicurano una visuale migliore anche al buio e con condizioni meteo non ideali. Nella prova si sono rivelati piazzati in maniera ergonomica, nella parte alta delle portiere. Se possibile, ancora più funzionale è il tasto per l’apertura del portellone del bagagliaio posteriore (tra 468 e 1.434 litri di capacità, più altri 80 sotto il cofano anteriore), sistemato nel tergicristallo: semplicissimo.
La Mazda CX-6e è a trazione posteriore ed è spinta da un’unità elettrica da 258 Cv e 290 Nm di coppia. Non è un motore “esagerato”, ma vanta comunque un’accelerazione da 0 a 100 km/h di 7,9” e una velocità massima di 185 orari. La batteria da 550 kg che lo alimenta ha una chimica al litio ferro fosfato con una capacità di 78 kWh che garantisce un’autonomia compresa fra 484 (cerchi da 19”) e 468 chilometri (21”). La potenza di ricarica arriva a 200 kW in corrente continua e per un rifornimento tra il 30 e l’80% Mazda dichiara 15 minuti. Circa i consumi, quelli omologati oscillano fra i 18,9 e i 19,4 kWh/100 km, che nella prova (non valida statisticamente) sono stati di 15,9.
La Mazda CX-6e è grande e anche pesante (2.130 kg senza conducente), ma pur non essendo una sportiva si muove con agilità. E si lascia amministrare in maniera intuitiva, praticamente istintiva malgrado la trazione posteriore, la sola disponibile. La visibilità è buona e sorprende anche la silenziosità di marcia: nell’abitacolo, anche ben oltre i cento orari, non si avverte quasi niente. Il pur intrigante schermo da 26” rischia di distrarre chi sta al volante, ma forse si tratta solo di farci l’abitudine. La risposta del navigatore, almeno nella guida in Germania nei dintorni di Düsseldorf, non è immediata: peccato, anche se magari dipende da altri fattori non legati all’auto.
Il listino è tra le cose più sorprendenti di questa macchina perché il prezzo parte dai 46.750 euro della Takumi con praticamente tutto di serie. E questo malgrado i dazi applicati ai modelli elettrici fabbricati in Cina (la vettura viene prodotta a Nanchino nell’ambito della cooperazione con Changan). Per la più ricercata Takumi Plus ne servono 3.000 in più. In sintesi: c’è tanto a non molto. O, almeno, a non troppo.
Testo di Mattia Eccheli
Tutte le informazioni su come seguire il Gp di Spagna di Formula 1 di domenica 15 settembre. Appuntamento alle 15
Nuovo progetto Ferrari Collectibles ispirato alla 812 Competizione Tailor Made: cofani e dorsali diventano superfici che raccontano il primo schizzo del designer