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Lotus prepara il ritorno del V8: nel 2028 una supercar ibrida da quasi 1.000 Cv

di Redazione - 13/05/2026

✍️ Testo di Fabio Madaro

Dietrofront Lotus

Per oltre vent’anni, in casa Lotus Cars, il motore V8 è rimasto un ricordo legato alla leggendaria Lotus Esprit. Ora quel capitolo è pronto a riaprirsi con un progetto destinato a segnare una svolta storica per il marchio britannico: nel 2028 debutterà una nuova supercar ibrida ad altissime prestazioni, accreditata di circa 1.000 Cv.

L’annuncio rientra nel nuovo piano industriale “Focus 2030“, con cui Lotus ridefinisce la propria strategia e corregge la rotta rispetto all’obiettivo, annunciato in passato, di trasformarsi in un costruttore esclusivamente elettrico entro il 2028.

Meno elettrico, più flessibilità

Il rallentamento della domanda globale di auto elettriche di alta gamma e la riduzione degli incentivi in diversi mercati hanno spinto Lotus a rivedere i programmi. La nuova strategia prevede una gamma composta per circa il 60% da modelli ibridi e per il restante 40% da vetture completamente elettriche.

Si tratta di un cambio di strategia significativo, ma coerente con l’evoluzione del mercato. Le sportive a batteria, pur impressionanti nelle prestazioni, continuano a scontrarsi con limiti di peso, autonomia e coinvolgimento di guida. Lotus, da sempre sinonimo di leggerezza e purezza dinamica, ha scelto quindi di affiancare all’elettrificazione una soluzione che mantenga intatto il carattere emozionale delle sue auto.

Il progetto Type 135

La nuova supercar è identificata internamente con il nome in codice Type 135 e sarà posizionata al vertice della gamma, sopra la Lotus Emira. Lotus la definisce la sua prima vera supercar di serie, distinguendola dalla radicale Lotus Evija, prodotta in numeri estremamente limitati e collocata nel territorio delle hypercar.

Il nuovo modello adotterà un inedito powertrain ibrido con motore V8 biturbo montato in posizione centrale posteriore. La potenza reale complessiva dovrebbe essere di 986 cv, con prestazioni che si preannunciano di assoluto riferimento.

Un possibile ritorno del nome Esprit

Lotus non ha ancora confermato la denominazione commerciale del modello, ma molti osservatori ritengono probabile il ritorno del nome Esprit. Sarebbe una scelta altamente simbolica: la Esprit, prodotta dal 1976 al 2004, rappresenta una delle vetture più iconiche della storia del marchio e l’ultima Lotus stradale equipaggiata con un V8.

Il richiamo al passato potrebbe aiutare a rafforzare l’identità della nuova vettura, combinando tradizione e tecnologia in una proposta capace di sfidare modelli come Lamborghini Temerario e le future supercar ibride di Ferrari.

Costruzione in Europa e futuro di Hethel

Lotus ha anche confermato che la nuova supercar sarà costruita in Europa, ma non ha ancora indicato con precisione lo stabilimento. Una delle ipotesi più accreditate riguarda lo storico impianto di Hethel, nel Norfolk, cuore produttivo del marchio fin dagli anni Sessanta.

Il progetto assume un valore strategico anche sotto il profilo industriale, perché dimostra la volontà del gruppo Geely di continuare a investire nel marchio britannico, preservandone l’identità e rilanciandone il ruolo nel segmento delle auto ad alte prestazioni.

Ritorno alle origini

Con questa nuova supercar, Lotus sembra voler recuperare la propria essenza più autentica. Dopo anni di espansione verso suv e berline elettriche, il marchio torna a puntare su una vettura estrema, tecnologicamente avanzata ma fedele alla filosofia di Colin Chapman: prestazioni elevate, leggerezza (nei limiti del possibile) e massima efficienza.

Se le promesse saranno mantenute, il 2028 potrebbe segnare una delle rinascite più affascinanti nella storia del costruttore inglese. E il rombo del V8, assente dalle Lotus di serie dal 2004, tornerà a farsi sentire con una voce ancora più potente.

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