La Polizia di Stato ha scelto il volto del momento della Formula 1 per lanciare un messaggio forte ai giovani automobilisti italiani: Andrea Kimi Antonelli, il pilota bolognese protagonista di una stagione d’esordio in F1 straordinaria, è il testimonial della nuova campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale diffusa sui canali social ufficiali dell’istituzione Facebook e Instagram.
In un video pubblicato nei giorni scorsi, il campione si rivolge direttamente ai ragazzi con un invito chiaro e diretto: la velocità ha il suo posto, ma quel posto non è la strada.
«Se qualcuno vuole andare forte, che vada in pista» afferma Antonelli nel video. «Ci sono circuiti dove si possono fare sessioni con la propria macchina per sfogarsi.» Un richiamo concreto e pratico: l’adrenalina della velocità può essere vissuta in sicurezza, in ambienti controllati e appositamente attrezzati.
Ma il messaggio del pilota non si ferma alla semplice alternativa. Antonelli sottolinea con forza le conseguenze di chi sceglie diversamente: «Andando veloce in strada puoi mettere a rischio non solo la tua salute, ma anche quella degli altri». Una responsabilità individuale che si trasforma inevitabilmente in responsabilità collettiva.
La scelta di Antonelli come testimonial non è casuale. Il giovane pilota Mercedes è oggi uno dei volti più riconoscibili e seguiti dello sport motoristico italiano, con una base di fan composta in larga parte da adolescenti e giovani adulti — esattamente la fascia d’età più esposta al rischio di comportamenti alla guida scorretti.
L’iniziativa si inserisce nel filone delle campagne di comunicazione istituzionale che utilizzano testimonial sportivi per veicolare messaggi di prevenzione, facendo leva sull’identificazione e sulla credibilità che questi personaggi esercitano sulle nuove generazioni. Un campione che conosce la velocità meglio di chiunque altro, e proprio per questo sa bene dove essa va praticata.
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