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Incidenti stradali: quali sono i più frequenti e pericolosi

di Emiliano Ragoni - 15/09/2026

Gli incidenti stradali in Italia nel 2025

Non tutti gli incidenti stradali hanno la stessa dinamica e lo stesso livello di gravità. Distinguere uno scontro frontale da un tamponamento, una fuoriuscita di strada da un investimento di pedone aiuta a comprendere meglio dove si concentra il rischio. Il manuale di guida sicura redatto da ACI-Sara riconduce ogni incidente alla rottura dell’equilibrio tra tre elementi: uomo, veicolo e strada. Abbiamo così deciso di affiancare le “buone pratiche” contenute sul manuale ai dati più recenti del rapporto ACI-Istat.

Nel 2025 in Italia sono stati rilevati 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 2.868 morti e 237.822 feriti. Rispetto al 2024 gli incidenti sono aumentati del 2,2% e i feriti dell’1,7%, mentre le vittime sono diminuite del 5,3%.

La rilevazione ACI-Istat considera gli incidenti avvenuti sulle strade aperte alla circolazione, con almeno un veicolo coinvolto e conseguenze per le persone. Non comprende quindi i sinistri con soli danni materiali.

Il 67,5% degli incidenti avviene tra veicoli in marcia. Gli incidenti a veicolo isolato, esclusi gli investimenti di pedoni, rappresentano il 21,5%, mentre gli investimenti costituiscono l’11% del totale.

Tipologia Incidenti Morti Morti ogni 100 incidenti*
Scontro frontale-laterale 57.527 645 1,1
Tamponamento 30.708 288 0,9
Scontro laterale 21.910 136 0,6
Investimento di pedone 19.453 408 2,1
Fuoriuscita dalla carreggiata 13.650 399 2,9
Urto contro un ostacolo 11.161 339 3,0
Scontro frontale 9.435 478 5,1

* Indice calcolato sul numero di morti registrati per ciascuna tipologia ogni 100 incidenti.

Scontri tra veicoli: frontali, laterali e tamponamenti

Lo scontro frontale-laterale è la dinamica più frequente: interessa quasi un incidente su tre e si verifica quando la parte anteriore di un veicolo colpisce il fianco di un altro. È una configurazione tipica degli incroci, delle immissioni e del mancato rispetto della precedenza.

Nello scontro laterale entrano invece in contatto le fiancate dei veicoli, spesso durante cambi di corsia o manovre su traiettorie parallele. Il tamponamento avviene quando un veicolo urta posteriormente quello che lo precede ed è spesso associato a distrazione o distanza di sicurezza insufficiente.

Meno frequente, ma nettamente più grave, è lo scontro frontale: nel 2025 ha provocato 5,1 morti ogni 100 incidenti, il valore più elevato tra le principali dinamiche. L’energia dell’urto cresce infatti rapidamente con la velocità e con il movimento opposto dei veicoli.

Fuoriuscite e urti contro ostacoli

La fuoriuscita si verifica quando il veicolo, generalmente dopo uno sbandamento, abbandona la carreggiata. Nel 2025 ne sono state rilevate 13.650, con 399 morti. L’urto contro un ostacolo accidentale o fisso, come un albero, un palo o una barriera, ha riguardato invece 11.161 incidenti e causato 339 vittime.

Sono dinamiche meno numerose rispetto agli scontri tra veicoli, ma presentano una mortalità elevata. Pesano la velocità, la conformazione del margine stradale e l’eventuale impatto concentrato su una parte limitata del veicolo.

La classificazione comprende anche 4.705 cadute da veicolo, 785 infortuni dovuti a frenate improvvise e 3 urti con un treno. Vengono quindi registrati anche eventi nei quali le lesioni possono verificarsi senza una collisione tra due veicoli in movimento.

L’investimento di pedone

L’investimento di pedone rappresenta l’11% degli incidenti con lesioni: nel 2025 sono stati registrati 19.453 episodi, con 408 morti attribuiti a questa specifica dinamica. Considerando invece la categoria dell’utente, i pedoni deceduti complessivamente sono stati 419.

La vulnerabilità deriva dall’assenza di qualsiasi protezione esterna. Anche variazioni contenute della velocità del veicolo possono incidere in modo decisivo sulla possibilità di evitare l’urto e sulla gravità delle conseguenze.

La dinamica non coincide con la causa

La tipologia descrive come avviene l’incidente, ma non necessariamente perché. Uno scontro frontale-laterale, per esempio, può derivare da una precedenza non rispettata, da una distrazione o da una visibilità insufficiente. Spesso più fattori concorrono allo stesso evento.

Secondo il rapporto ACI-Istat, distrazione, mancato rispetto della precedenza, velocità troppo elevata e manovre irregolari costituiscono insieme il 43,1% delle cause accertate o presunte. Il maggior numero di incidenti si concentra sulle strade urbane, dove avviene il 72,9% degli eventi. La gravità cresce però fuori città: sulle strade extraurbane si registrano 3,6 morti ogni 100 incidenti, contro 0,9 sulle urbane e 2,8 su autostrade e raccordi.

Il dato centrale è quindi chiaro: la dinamica più frequente non è necessariamente la più pericolosa. Attenzione, distanza di sicurezza, rispetto delle precedenze e velocità adeguata alle condizioni della strada restano determinanti per impedire che una situazione di rischio si trasformi in un incidente grave.

Fonte: ACI-Istat, Incidenti stradali in Italia – Anno 2025, pubblicato il 24 luglio 2026.

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