L’esenzione dal bollo auto prevista per il 2027 non permette di saltare i pagamenti dovuti negli ultimi mesi del 2026. Anche chi possiede una vettura entro gli 80 kW deve controllare il proprio calendario. Un rinnovo da versare nel 2026 resta dovuto, anche quando copre alcuni mesi del 2027. Lo precisa la guida ACI al bollo auto. Da dove nasce, allora, la differenza tra un bollo che termina a novembre e uno che termina a dicembre?
Il riferimento è l’articolo 2 del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162: l’agevolazione riguarda i versamenti con termine ordinario di pagamento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
Dire «il bollo scade a novembre» può però significare due cose: che a novembre termina il periodo già pagato, oppure che novembre è l’ultimo mese utile per effettuare il versamento. Per il rinnovo, la regola generale illustrata da ACI prevede il pagamento nel mese successivo alla scadenza del bollo precedente. Le due date vanno quindi tenute distinte.
Ecco alcuni esempi di rinnovo secondo la regola generale. I mesi indicano il calendario ordinario, salvi gli slittamenti per sabati e festivi e le specifiche disposizioni territoriali.
| Fine del periodo già pagato | Mese ordinario del rinnovo | Esenzione 2027 su questo rinnovo |
|---|---|---|
| Settembre 2026 | Ottobre 2026 | No |
| Ottobre 2026 | Novembre 2026 | No |
| Novembre 2026 | Dicembre 2026 | No |
| Dicembre 2026 | Gennaio 2027 | Sì, se ricorrono tutti i requisiti |
Un bollo che termina a novembre, dunque, si rinnova normalmente a dicembre e resta da pagare. Se il periodo termina a dicembre e il pagamento è dovuto nel 2027, il rinnovo può invece rientrare nell’agevolazione. La tabella riguarda i rinnovi: per prime immatricolazioni e rientri da esenzione occorre verificare il calendario specifico.
La data è soltanto uno dei requisiti. Per le autovetture, il decreto riguarda le persone fisiche tenute al pagamento della tassa per vetture a benzina o gasolio, anche abbinati ad altre alimentazioni, con potenza non superiore a 80 kW. Il veicolo deve essere regolarmente assicurato e il beneficio riguarda un solo mezzo per persona.
Se le auto agevolabili sono più di una, viene esentata quella meno potente; a parità di potenza, quella con il bollo meno elevato. Per gli altri casi è disponibile il nostro approfondimento con le risposte alle domande più frequenti.
Rinviare al 2027 un pagamento dovuto nel 2026 non lo rende esente. Conta il termine originario della scadenza. Pagare in ritardo può quindi comportare sanzioni e interessi. La nuova misura non consente neppure di pagare soltanto i mesi del 2026 o di sottrarre autonomamente dall’importo quelli del 2027.
Per chi ha già versato, il decreto non introduce un rimborso automatico della quota relativa al 2027. Eventuali restituzioni per pagamenti doppi, eccedenti o non dovuti seguono le rispettive regole: ne parliamo nell’articolo sul bollo già pagato nel 2026.
Prima di decidere se pagare, conviene recuperare la ricevuta precedente e controllare il periodo coperto, quindi verificare il termine associato alla targa attraverso i servizi ACI o della propria Regione o Provincia autonoma. Un promemoria o una ricevuta possono riportare date diverse: il dato da chiarire è l’ultimo giorno utile per il versamento ordinario. Restano inoltre da considerare eventuali esenzioni già spettanti per altre ragioni.
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