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Cos’è e come funziona il Cruise Control

di Emiliano Ragoni - 26/02/2025

adaptive cruise control (ACC)

Nella nostra seconda puntata dedicata agli Adas (nella prima avevamo parlato della frenata automatica d’emergenza QUI l’articolo), prenderemo in rassegna il cruise control. Come abbiamo visto nel nostro articolo, il Regolamento Europeo 2019/2144 ha reso obbligatorio l’ISA, Adattamento intelligente della velocità (Intelligent Speed Assistance), che di fatto è una versione avanzata del cruise control.

Che cos’è il cruise control? Parliamo del sistema di assistenza alla guida che permette di mantenere una velocità costante senza dover agire sul pedale dell’acceleratore.

Esistono tre diverse versioni:

  • Cruise control (CC)
  • Cruise control adattivo (ACC)
  • Cruise control intelligente (ISA)

Il primo consente solo di mantenere una velocità di crociera costante. Mentre il secondo (ACC), in relazione alla velocità impostata, accelera e frena in autonomia “sincronizzandosi” con la vettura che ci precede; ciò è possibile grazie alla presenza di un radar.

Esiste poi una terza tipologia “intelligente”, che regola la velocità sincronizzandosi con i limiti di velocità e con le condizioni della strada (vengono impiegati anche i dati del navigatore). Rientra in quest’ultima tipologia l’ISA, adattamento intelligente della velocità (Intelligent Speed Assistance), che integra una telecamera con riconoscimento della segnaletica stradale e dati GPS per limitare la velocità del veicolo​. In caso di superamento del limite di velocità avverte il conducente attraverso dei segnali che possono essere sonori, visivi o con vibrazione.

Negli anni, la sua evoluzione tecnologica ha reso possibile rendere i viaggi più sicuri.

La storia

ll primo sistema di controllo automatico della velocità risale agli anni ’40, opera dell’ingegnere americano Ralph Teetor (non vedente), che notò come i guidatori tendessero a variare la velocità in modo irregolare. Il suo sistema, brevettato nel 1948, venne commercializzato con il nome Speedostat e introdotto per la prima volta sui modelli Chrysler (ha debuttato sulla Chrysler Imperial -vedi foto sotto-) nel 1958 con la denominazione commerciale Cruise Control.

Negli anni ’60 e ’70, il cruise control divenne sempre più diffuso nelle automobili americane, favorito dall’aumento delle autostrade e dalla necessità di ottimizzare il consumo di carburante durante lunghi viaggi. Negli anni ’90, con l’introduzione dell’elettronica avanzata, si passò dai sistemi puramente meccanici a quelli elettronici, più precisi e reattivi.

In Europa, la prima auto a essere equipaggiata con cruise control è stata la Mercedes-Benz Classe S (W116) nel 1975. Il sistema era chiamato “Tempostat” e funzionava in modo simile al cruise control introdotto negli Stati Uniti. Fu sviluppato per migliorare il comfort durante la guida in autostrada e per ridurre l’affaticamento del conducente nei lunghi viaggi.
Negli anni successivi, BMW e Audi iniziarono a introdurre sistemi simili nei loro modelli di fascia alta, seguiti da altri produttori europei. La diffusione del cruise control divenne più ampia negli anni ‘80 e ‘90, fino a diventare una tecnologia comune sulle auto moderne.

La prima auto con il cruise control adattivo

La prima auto al mondo a essere equipaggiata con un cruise control adattivo (ACC) è stata la terza generazione della Mitsubishi Debonair nel 1992 (foto sotto). Il sistema era chiamato “Preview Distance Control” e utilizzava un sensore radar a onde millimetriche per monitorare la distanza dal veicolo che precedeva. Era limitato: avvisava il conducente e regolava l’accelerazione, ma non interveniva sui freni. La tecnologia fu poi migliorata e adottata su modelli di fascia alta come la Toyota Celsior (Lexus LS 400) nel 1997, con un sistema più avanzato.

La prima auto europea con ACC è stata la Mercedes Classe S (W220) nel 1999. Il sistema si chiamava “Distronic” e utilizzava sensori radar per regolare la velocità in base al traffico.

Come funziona

Il normale cruise control regola la quantità di carburante fornita al motore per mantenere costante la velocità impostata dal conducente. Va ad agire sul corpo farfallato del motore, ossia su quella parte del motore che regola la quantità di carburante-aria che entra nelle camere di combustione.

Le forme più moderne, come l’Adaptive Cruise Control (ACC), utilizzano sensori radar e telecamere per monitorare il traffico e regolare automaticamente la velocità, mantenendo una distanza di sicurezza dai veicoli precedenti.

Di seguito i componenti del cruise control:

• Controllo elettronico (ECU): elabora i dati provenienti dai sensori
• Sensori radar/lidar: misurano la distanza e la velocità relativa degli altri veicoli
• Attuatori elettronici: regolano l’accelerazione e la frenata

Nei veicoli più avanzati, l’ACC si integra con altri sistemi di assistenza alla guida (ADAS), come il mantenimento della corsia e la frenata automatica di emergenza, andando così a delineare un sistema di guida autonoma conforme al livello 2.

Come si imposta?

L’attivazione avviene con l’interruttore o la levetta; successivamente è necessario agire con le levette + e – e impostare la velocità di crociera. Successivamente il sistema chiede anche di regolare la distanza di sicurezza dal dispositivo che ci precede; si imposta attraverso un comando progressivo (il numero di barre orizzontale indica la distanza, con il massimo numero di elementi che corrisponde alla distanza maggiore).

Per disattivarlo è sufficiente pigiare il pedale dell’acceleratore o del freno. In alternativa, si può premere un pulsante (RESUME o CANC).

Perché attivarlo?

È un sistema appositamente progettato per rendere più confortevoli e sicuri i viaggi in autostrada dove le velocità di crociera sono elevate. Le nuove tipologie di Cruise Control adattivo, in grado di misure anche la distanza di sicurezza, sono utilizzabili anche all’interno delle mura urbane.

Il cruise control è sicuro?

Indubbiamente rende i viaggi lunghi più confortevoli. Tuttavia, come è emerso in una recente ricerca (QUI il nostro articolo), il cruise control adattivo (ACC) e il cruise control (CC), sono stati associati a un aumento del tasso di incidenti, rispettivamente con il +12% e il +8%. I sistemi che migliorano il comfort mostrano effetti negativi. Secondo lo studio la bassa urgenza e l’alto livello di controllo, tipici dei sistemi che aumentano il comfort, non migliorano la sicurezza.

Vantaggi
✅ Maggior comfort nei lunghi viaggi

✅ Riduzione dell’affaticamento del conducente

✅ Migliore efficienza nei consumi grazie a una guida più fluida

✅ Aumento della sicurezza riducendo il rischio di tamponamenti

🔹 Limiti
⚠️ Non sostituisce il conducente (è un supporto, non una guida autonoma)

⚠️ Può avere difficoltà con curve strette o condizioni meteo avverse

⚠️ Efficacia variabile a seconda del sistema e del produttore

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