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Blocco Diesel Euro 5, perché il Governo lo rimanda al 2027

di Emiliano Ragoni - 25/09/2026

1. La decisione del Consiglio dei ministri

Il Governo interviene nuovamente sul blocco dei diesel Euro 5 nel bacino padano. Al contrario di quanto avevamo riportato in questo articolo, il Consiglio dei ministri del 24 settembre 2026 ha approvato un decreto-legge per evitare lo stop alla circolazione previsto nel bacino padano. Tutto rimandato a ottobre 2027. A confermarlo è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che indica la ragione dell’intervento nella tutela degli spostamenti di cittadini e imprese e nella necessità di contenere le conseguenze sulle attività economiche.

Secondo i dati diffusi dal ministero, nel bacino padano sono operativi oltre 1,2 milioni di autoveicoli diesel Euro 5 e 200mila veicoli commerciali. Sono le consistenze indicate per il territorio, non il conteggio dei mezzi che sarebbero stati fermati contemporaneamente. L’applicazione delle limitazioni dipende dalle aree interessate e dai provvedimenti regionali. Per il ministro Matteo Salvini, evitare il blocco risponde alle esigenze di famiglie, lavoratori e sistema produttivo.

2. Le ragioni economiche e sociali del rinvio

Il nodo sociale emerge anche dalle motivazioni delle amministrazioni regionali. Il Veneto ha richiamato la difficoltà, per chi utilizza quotidianamente l’auto per lavorare o assistere un familiare, di sostenere il costo di una sostituzione. L’Emilia-Romagna ha sottolineato le ricadute sulle fasce più fragili e sulle imprese già gravate dai costi dell’energia. Il rinvio nasce quindi dalla scelta politica di rendere più sostenibile l’impatto delle misure antismog sulla vita quotidiana e sull’economia.

3. Le alternative al blocco previste dalla legge

A questa motivazione si affianca uno strumento previsto dalla legislazione nazionale. Parliamo della possibilità di sostituire le limitazioni strutturali con misure compensative. Già la legge 105 del 2025 aveva spostato dal 1° ottobre 2025 al 1° ottobre 2026 il termine previsto per gli Euro 5, innalzando da 30mila a 100mila abitanti la soglia dei Comuni interessati in via prioritaria. Aveva inoltre consentito alle Regioni di adottare interventi alternativi nei piani per la qualità dell’aria, purché capaci di ridurre le emissioni in modo coerente con gli obblighi europei.

4. Le misure di Emilia-Romagna e Veneto

Questa strada era già stata intrapresa prima dell’ultimo Consiglio dei ministri. L’Emilia-Romagna ha annunciato un pacchetto che comprende il posticipo dell’accensione del riscaldamento nelle aree di pianura e, durante le emergenze smog, restrizioni più severe per gli impianti a biomassa e un ampliamento degli orari dei divieti di circolazione. Secondo la Regione, gli interventi sono destinati a produrre una riduzione delle emissioni superiore a quella attribuibile al blocco degli Euro 5. Si tratta dell’effetto atteso delle misure, da distinguere dai risultati della loro applicazione.

In Veneto, il rinvio regionale al 1° ottobre 2027 è accompagnato da un pacchetto compensativo la cui idoneità è stata attestata tecnicamente da ARPAV. Tra gli interventi figurano l’estensione degli orari dei divieti per i veicoli inquinanti e limitazioni al riscaldamento. La delibera riconosce esplicitamente che rinviare lo stop comporta la perdita di un beneficio sulle emissioni, che deve essere compensata.

5. Gli obblighi sulla qualità dell’aria restano

Resta infatti aperta la questione della qualità dell’aria. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia nel 2020 per il superamento sistematico e continuato dei limiti del PM10 e per l’insufficienza delle misure adottate. Gli obblighi europei riguardano il rispetto dei limiti e la riduzione dei tempi di superamento; le restrizioni ai diesel sono uno degli strumenti scelti per raggiungere questi obiettivi.

6. Le limitazioni locali da verificare

Per gli automobilisti, infine, il rinvio va letto insieme alle regole del territorio. In Veneto restano espressamente previste limitazioni agli Euro 5 durante le allerte arancioni e rosse nelle aree individuate dalla Regione. A Milano, il calendario comunale di Area B contempla già divieti per i diesel Euro 5, con specifiche deroghe, prevendo l’impiego del sistema MoVe-In.

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