Da fine febbraio 2026, i prezzi alla pompa sono in costante salita. Le tensioni geopolitiche internazionali, nonostante l’attuale tregua, hanno innescato una pressione al rialzo che il mercato interno non riesce ad assorbire completamente. Il governo italiano ci ha messo una “pezza” con un taglio delle accise di 24,4 centesimi al litro, misura attiva fino al 1° maggio 2026. Una misura a corto, cortissimo raggio, che non nasconde l’incertezza sui mesi a venire.
In questo contesto contingente, qualcosa si sta muovendo. C’è un segnale chiaro: gli italiani stanno riconsiderando il tipo di auto che vogliono guidare. Anzi, per essere precisi gli italiano stanno ripensando al concetto di utilizzo dell’auto.
A marzo 2026, le ricerche di auto usate elettriche sulla piattaforma AutoScout24 sono cresciute del +41% rispetto a febbraio. Nello stesso periodo, le ricerche per il diesel, tipologia di alimentazione che rimane ancora tra le preferite nel mercato dell’usato, hanno registrato un calo del 3%. Nessun’altra alimentazione ha mostrato una variazione paragonabile.
Il dato non è isolato. Secondo ACI, i passaggi di proprietà di auto elettriche usate hanno segnato un +18,9% a marzo rispetto a febbraio. Le immatricolazioni di nuove elettriche, rilevate da UNRAE, mostrano una crescita ancora più marcata: +28,4%. La correlazione con il rincaro dei carburanti appare quindi difficile da ignorare.
«Lo avevamo già osservato con gli incentivi dello scorso anno e lo stiamo vedendo anche ora, in un contesto di aumento dei prezzi dei carburanti», commenta Sergio Lanfranchi del Centro Studi AutoScout24. «Un chiaro segnale di come fattori esterni possano contribuire a spostare rapidamente le preferenze degli utenti.»
Sul fronte dei prezzi, il mercato dell’usato elettrico offre oggi condizioni relativamente favorevoli. A marzo 2026, il prezzo medio di un’auto elettrica usata si attesta intorno ai 27.780 euro, sostanzialmente stabile rispetto a febbraio. Su base annua, si registra una leggera contrazione del 3,3%: una finestra di opportunità per chi sta valutando il passaggio, con vetture disponibili a prezzi inferiori rispetto a dodici mesi fa.
Lo scenario di medio periodo preoccupa la maggioranza degli automobilisti. Secondo il sondaggio condotto da AutoScout24 a livello europeo, il 60% degli intervistati è convinto che i costi del carburante continueranno a crescere nei prossimi dieci anni. Di fronte a questa prospettiva, le intenzioni si dividono in modo significativo.
Il 29% dichiara che passerebbe a un’auto ibrida, mentre il 26% prenderebbe in considerazione un veicolo completamente elettrico. Una quota identica, ancora il 26%, preferirebbe una soluzione diversa, ossia quella di ridurre la guida agli spostamenti strettamente necessari, rinunciando a viaggi più lunghi o vacanze. C’è infine un 15% che non cambierebbe le proprie abitudini di mobilità, indipendentemente dall’andamento dei prezzi.
Tra chi considera concretamente l’acquisto di un’auto elettrica, il sondaggio AutoScout24 ha indagato i fattori decisivi nella scelta, con possibilità di risposta multipla. Il quadro che emerge è prevalentemente economico: al primo posto si collocano gli incentivi finanziari (40%), seguiti da un prezzo d’acquisto più basso (37%). A pari merito al terzo posto, con il 36% ciascuno, si trovano i progressi tecnologici e i costi di gestione ridotti.
La componente ambientale, benché presente nel dibattito pubblico, non emerge come leva primaria nelle risposte: sono i conti in tasca a guidare le intenzioni d’acquisto.
I dati di marzo raccontano un mercato italiano (leggi qui) che risponde con rapidità e reattività agli stimoli economici. Non si tratta ancora di una transizione strutturale consolidata, ma di un riflesso condizionato: quando la benzina costa di più, l’auto elettrica torna a essere un’opzione razionale, quindi, non più soltanto una tipologia di alimentazione che abbraccia motivi ideologici.
La vera domanda è se questo interesse, alimentato dall’emergenza dei prezzi, si tradurrà in intenzioni d’acquisto stabili o si esaurirà non appena la pressione alla pompa dovesse allentarsi. La risposta dipenderà, in larga misura, dalla capacità del settore di mantenere accessibili i prezzi dell’usato elettrico e dalla continuità delle politiche di incentivazione.
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