Il progetto si muoverà attraverso una norma collegata al Codice della strada, che l’esecutivo punta ad approvare entro l’estate 2026. Il testo sarà elaborato congiuntamente dal ministero delle Infrastrutture, dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il coinvolgimento dell’IVASS e del Garante per la protezione dei dati personali.
Quest’ultimo rappresenta il nodo più spinoso dell’intera operazione. La normativa vigente impone che ogni sistema di videosorveglianza tratti esclusivamente i dati necessari alla finalità originaria per cui è stato installato. Ciò significa quindi che un autovelox ha come funzione quella di rilevare eccessi di velocità, non a scansionare targhe in cerca di altri illeciti. Per estenderne l’uso, serve una base giuridica esplicita, con regole chiare su finalità, tempi di conservazione delle immagini e modalità di accesso alle banche dati assicurative. Una procedura che richiede anche una nuova omologazione degli apparati. In virtù di questo contesto normativo, la scadenza estiva viene considerata dagli esperti particolarmente ambiziosa.
I numeri citati da Salvini in aula rendono il quadro italiano piuttosto eloquente. Sarebbero circa tre milioni i veicoli che oggi circolano sulle strade italiane senza assicurazione. I dati della Polizia stradale parlano di 30.000 violazioni accertate su circa 1,5 milioni di veicoli controllati nell’arco di un anno. Una quota che, proiettata sull’intera flotta circolante, suggerisce come il fenomeno sia piuttosto diffuso.
Le conseguenze non ricadono solo sulla sicurezza stradale. Chi viene coinvolto in un incidente con un veicolo non assicurato deve fare affidamento sul Fondo di garanzia per le vittime della strada, uno strumento finanziato indirettamente attraverso i premi pagati dagli automobilisti in regola.
Se il provvedimento dovesse entrare in vigore nei tempi indicati, la circolazione senza polizza diventerebbe molto più rischiosa di quanto non sia oggi. Il sistema di controllo non sarebbe più affidato esclusivamente alle pattuglie sul territorio, ma integrato in una rete fissa e continua, attiva su strade urbane, extraurbane e autostrade.
Per gli automobilisti in regola, il governo prospetta un beneficio indiretto, ossia ridurre il numero di veicoli “fantasma” che gravano sul Fondo vittime potrebbe contribuire a contenere la pressione sui premi assicurativi, rendendo il sistema più equo per chi già rispetta l’obbligo. Per chi invece continua a ignorarlo, il margine di impunità si assottiglierà sensibilmente; non servirà più passare davanti a una pattuglia per rischiare di essere fermati.
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