
Testo di Maurizio Bertera
Quando si parla di veicoli elettrici, la Cina finisce sempre in copertina per una serie di ragioni difficilmente contestabili: il numero di Case automobilistiche specializzate, la forza dei produttori di batterie e le industrie a monte necessarie per alimentare il segmento, tra miniere, raffinerie e fornitori di metalli. Non bastasse, ci sono forti sussidi pubblici per incoraggiare la collaborazione tra tutti gli attori della filiera.
Da qui nasce uno dei mercati più grandi e consolidati per i veicoli elettrici. Non è però quello con la più alta quota di veicoli elettrici in Asia. Sorprendentemente, i dati pubblicati da Inovev – una delle piattaforme di ricerca più importanti al mondo – mostrano che la Cina è al secondo posto, dietro a un altro Paese piuttosto inaspettato quando si parla di auto elettriche.
Nel 2025, la quota di veicoli elettrici in Vietnam era del 32,3%, davanti alla Cina (28,1%) e alla Thailandia (19,3%). A livello globale, e a parte casi molto specifici come l’Etiopia – primo Paese al mondo ad aver vietato l’importazione di veicoli con motore a combustione interna – solo i Paesi scandinavi hanno fatto meglio.
La Cina sta iniziando a scontrarsi con il suo primo momento complicato nel settore delle auto elettriche. Dati recenti lo dimostrano: le immatricolazioni sono in calo, mentre le esportazioni sono in forte crescita. I marchi cinesi stanno compensando il rallentamento del mercato interno con le vendite agli acquirenti stranieri, principalmente europei.
Se oggi si cerca crescita in Asia, è meglio guardare ai cosiddetti mercati emergenti, come Thailandia e Vietnam. Quest’ultimo vanta la più alta quota di veicoli elettrici nelle vendite di auto nuove. Naturalmente, in termini assoluti, la Cina rimane leader indiscussa, ma è interessante osservare la crescita del Vietnam, sostenuta soprattutto dall’impegno di VinFast, il marchio nazionale più noto a livello internazionale. L’azienda ha aperto i primi uffici a Francoforte nel 2018, mentre il debutto ufficiale risale al Salone di Parigi del 2022.
In Vietnam, un recente studio di KPMG ha mostrato che sono le generazioni più giovani a spingere sempre maggiormente sull’auto elettrica. Tra i principali criteri di acquisto figurano l’affidabilità generale e l’assenza totale o parziale di manutenzione rispetto ai modelli con motore a combustione interna.
In Vietnam, e non sorprende, il principale venditore di auto elettriche è VinFast, davanti al Gruppo Hyundai e al gruppo cinese SAIC. Toyota e BYD chiudono la classifica dei primi cinque.
A differenza della Cina, dove il numero di marchi è diventato impressionante e finirà inevitabilmente per essere sfoltito, il mercato vietnamita è concentrato attorno al produttore nazionale VinFast, che per il momento lascia solo briciole ai concorrenti.
Il potenziale per i marchi stranieri rimane comunque elevato, proprio come nella vicina India, dove la quota di elettriche si attesta attualmente ad appena il 3%. La sfida principale resta però quella di sviluppare l’infrastruttura di ricarica, oggi ben distribuita soprattutto nella capitale Hanoi e a Ho Chi Minh City, l’ex Saigon, metropoli da circa nove milioni di abitanti.
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